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giovedì 13 marzo 2014

24. ABOUT ABORTIONS: il metal degli abissi



INTRO E GENERI
   Dei sottogeneri del metal abbiamo iniziato a parlare in occasione del nostro terzo post dedicato a LE SCIMMIE, duo doom-stoner-sludge dalla provincia di Chieti (vedi la sezione "generi" qui) per poi passare, grazie allo spunto della musica degli OVO, a generi ancor più cupi, come il Death e il Black Metal (qui)  ma è con il duo di oggi, gli ABOUT ABORTIONS, che andremo ad approfondire gli abissi di questi sottogeneri, quelli assolutamente più cupi e "tenebrosi"... Gli AA sono infatti un duo di musica DSBM, acronimo per Depressive Suicidal Black Metal. Partendo da spunti già presenti nei Black Sabbath, tutti i generi più cupi del metal sono nati a partire dalla fine degli anni'80 negli States ma soprattutto nei vari paesi nord europei. Vuoi il clima freddo e buio per molti mesi dell'anno, il mood dei nordici si riflette nella loro produzione musicale, nel loro "sentire" profondo e sofferente, e non è un caso che nonostante l'ottimo welfare sviluppato da quegli stati, le statistiche rivelino il loro triste primato di suicidi all'anno...
   Prima di analizzare il duo vorrei però scendere nei particolari del genere musicale da loro proposto, ripercorrendo assieme l'evoluzione del Black e del Death Metal...
   Il Black Metal si può dividere in più fasi: la primissima, che nulla ha a che vedere con le caratteristiche del BM moderno, si sviluppa nei primi anni '80 partendo dall'Heavy Metal classico e dai suoi sottogeneri Speed e Thrash metal. Quindi musica veloce e tecnicismo, dove il termine "Black" viene applicato più alle tematiche trattate nei testi (satanismo, anticristianesimo) e alle atmosfere oscure ricreate sul palco che non alla musica suonata stessa; band rappresentative del genere sono gli svizzeri Celtic Frost, gli Hellhammer, Mercyful Fate ma soprattutto i Venom, il cui secondo album si intitola, guarda caso, "Black Metal"...
   Questo genere viene quasi completamente a scomparire con l'avvento, al finire degli anni '80, del Death Metal, sottogenere dell'heavy metal nato negli States e poi sviluppatosi nel Nord Europa, specie nei Paesi Scandinavi. Ispirato anche qui alla velocità e tecnicismi di band thrash e speed metal, come gli Slayer o i Kreator, e anche da band della prima fase Black, tipo i Celtic Frost, inizia però a sviluppare tematiche legate alla morte, al dolore e alla sofferenza. Anche i suoni pian piano cambiano: chitarra ancora più distorta, sonorità assolutamente più basse, doppia cassa nella batteria, cantato Growl (voce gutturale atonica, profonda, "animalesca" e "demoniaca", dalla tecnica molto specifica), utilizzo di sonorità alternative grazie all'uso di scale diminuite, orientali, arabe. I Death, dalla Florida, vengono considerati i capostipiti del genere. Altre band rappresentative, e che sviluppano ulteriormente i suoni, sono: Obituary (tempi lenti ed ossessivi), Morbid Angel (Death Metal più feroce contaminato da sonorità Grindcore) e ancora, Cannibal Corpse, Deicide, Autopsy, Carcass... i nomi delle band già anticipando le tematiche care al genere... Nei Paesi Scandinavi il Death viene molto contaminato dalla scena Hardcore Punk (Grave, Hypocrisy) sviluppando però, col tempo, l'aspetto melodico del cantato dando infine i natali al filone Melodic Death Metal. Da qui si svilupparono ulteriori band, assolutamente più fruibili grazie alle chitarre e al cantato melodico, come Dark Tranquillity o In Flames.
   Ma torniamo allo sviluppo del Black Metal, quello che possiamo considerare la fase "moderna" del genere. La band che ci traghetta da una fase all'altra del sottogenere è sicuramente quella dei Mayhem che, nati a metà degli anni '80 in Norvegia, iniziano ad esprimersi ovviamente ispirandosi allo Speed-Thrash Metal dei Celtic Frost e Venom. A partire dai primi anni '90 ebbero però una totale svolta stilistica ponendo così le basi per il vero e proprio BM moderno, una musica nuova e completamente diversa da quella della "prima ondata BM". I riff di chitarra sono più violenti e convulsi, suonati con la tecnica del tremolo; pattern di batteria martellanti e velocissime (stile Death) ma con un uso ancor più massicicio della doppia cassa; voci non più Growl ma squillanti in Screaming (urlo tagliente e straziante); atmosfere tetre e deprimenti; tematiche che vanno dal satanismo alla misantropia e nichilismo. Questa seconda, nuova ondata di BM nasce quindi in Norvegia e si sviluppa qui con altri esponenti come i Satyricon, Immortal, Dimmu Borgir per poi espandersi in tutto il resto della Scandinavia (Svezia: Dark Funeral; Finlandia: sviluppo di brani più corti e tecnici) e dell'Europa (in Francia si impone il filone della "Les Légions Noires": Mütiilation, Mortifera, con tempi e atmosfere più dilatate; in Gran Bretagna sono famosi i Cradle of Filth; c'è poi tutto un proliferare di band dall'Est Europa: Polonia, Ucraina. Ottimi esponenti anche in Italia). Negli Stati Uniti invece il genere non avà mai molto seguito continuando i fan a prediligere band Thrash o Death Metal. Non mancano comunque nomi illustri come i Black Funeral e i Leviathan o i canadesi Dark Forest.
   Essendo il genere velocissimo, gli strumentisti sono costretti a ridurre all'osso la loro tecnica, critica spesso mossa dai detrattori del genere. Essendoci comunque validissimi strumentisti all'interno di quelle band, col tempo si sviluppa anche nel BM l'aspetto tecnico, abbattendo il pregiudizio che i musicisti di generi estremi siano tecnicamente limitati e votati unicamente a velocità e dinamiche esagerate di suono.
   All'interno del Black Metal sono avvenute, col tempo, miriadi di contaminazioni, arricchendo il genere di numerose sfumature sia sonore che di contenuto dei testi. Assistiamo così alla nascita del Black Metal Nazionalsocialista (NSBM), Black Metal Anarco-Comunista (RABM) e Black Metal Cristiano (quasi un paradosso! Denominato infatto anche Unblack Metal ) -a seconda dell'aspetto politico contemplato- come di generi che prediligono gli aspetti più prettamente psicologici per i loro testi. E' il caso del Depressive Black Metal, il sottogenere più cupo del BM (per quanto riguarda cantato e tematiche, non necessariamente per le musiche). Denominato anche Black Doom Metal, Suicidal Black Metal, o semplicemente Depressive Metal, si distingue dal genere-madre sia per i testi che per la musica. Come si evince dal nome, le tematiche non sono più esoteriche ma legate al mondo della psiche: si sviluppano argomenti come la depressione e il suicidio oppure si sondano sentimenti come la desolazione, la tristezza, l'isolazionismo e la malattia, la disperazione e il non-senso di ogni cosa, in una visione assolutamente pessimistica della vita. Queste tematiche struggenti, profonde e molto sentite, vengono sì accompagnate dalle sonorità tipiche del BM (sebbene in versione più estrema e tagliente) ma contaminate da suoni ripetitivi, lenti e dilatati tipici invece del Doom Metal o con interventi di musica Ambient. La voce in Scream viene mantenuta ma esasperata e snaturata fino quasi a divenire uno strumento distorto tra gli altri suoni distorti delle band. Se da una parte assistiamo a una ricchezza, eleganza e teatralità musicale completamente mancanti nel Black classico, dall'altra portiamo agli estremi un'atmosfera oppressiva e claustrofobica, totalmente destabilizzante. Sebbene le origini del genere siano un po' nebulose, si può comunque asserire che esso sia nato in terra norvegese e nei primi anni '90, come evoluzione della filosofia Black Metal. Per certi versi anche la scena Black francese ("Les Légions Noires"), con i suoi suoni dilatati e melanconici, si avvicina al filone Depressive. Anche in questo sottogenere particolare, di difficile ascolto e comprensione, esistono notevoli differenziazioni, a seconda del periodo e della zona di origine.
   Tra le band più rappresentative ricordiamo gli statunitensi Leviathan (un misto tra riff aggressivi e taglienti tipici del Black ma alternati a giri di chitarra più opprimenti ed oscuri), i norvegesi Forgotten Woods, gli svedesi Hypothermia e Shining, e i francesi della "Les Légions Noires" Celestia, Mortifera e Nocturnal Depression. Il genere è ulteriormente in fase di sviluppo, soprattutto in Europa, dove assistiamo a riff di chitarra sempre più vicini al Doom e alla Shoegaze (Blackgaze), a suoni che vengono valorizzati da ottime registrazioni e all'introduzione di nuovi strumenti come il pianoforte o le chitarre acustiche (vedi i già citati Nocturnal Depression o gli ultimi lavori degli Shining).
   In ultima analisi i brani DSBM sono musicalmente soavi, evocativi, d'atmosfera e di grande respiro, eleganti e raffinati, ovviamente in tonalità minori ma assolutamente fruibili; sono esclusivamente il cantato straziante e struggente e la tematica dei testi a renderli di nicchia e non comprensibili ai più!

   Altra caratteristica del genere sono l'abbigliamento prettamente Dark-Metal dei componenti delle band e l'abitudine a truccarsi con motivi legati al tema della morte. Si tratta del cosiddetto "Corpse Paint", ossia uno specifico trucco per il volto che fa sembrare le persone dei veri e propri Cadaveri Viventi... Tutto questo ha un origine ben precisa, ispirandosi ai racconti della Mitologia Norrena (detta anche, più semplicemente, Mitologia Nordica o Scandinava) e nello specifico del Mito dell'Oskorei, la famosa "Cavalcata dei Morti". La leggenda vuole che nelle 13 Notti Sacre di Yule (12 + il Solstizio d'Inverno) i morti tornino davvero in vita, cantando e suonando le loro Ballate e Danze Macabre. I Blacksters (seguaci del Black Metal) si sipirano così a questi morti per quanto riguarda il trucco in viso e alle loro musiche oscure e strazianti per la base dei loro brani.


   Fatta ora la presentazione dell'atmosfera che contraddistingue questi generi, passiamo alla descrizione della band degli About Abortions, duo chitarra e batteria che del Depressive Suicidal Black Metal ha fatto il suo portabandiera.

BIOGRAFIA
   Gli ABOUT ABORTIONS, con sede a Ferrara, sono due polistrumentisti di origine straniera. Il chitarrista Solitudo Cyfer è nato a Bled, in Slovenia, mentre l'amico di lunga data, il batterista Thirteen Forever, arriva niente meno che dall'Australia. Conosciutisi in giovane età qui in Italia, iniziano fin da subito a suonare assieme (2005); entrambi segnati da malattie particolari, trovano rifugio e condivisione di sentimenti nei generi più cupi ed estremi del Metal. Per via della visione particolare ed intimistica del Depressive Metal, molti suoi esponenti sono artisti singoli, così, similmente, i nostri due non trovano anime affini per completare l'organico di una band duratura nel tempo (anche a causa di un brutto incidente d'auto del batterista che lo ha reso invalido e non in grado di reggere un'intera performance live) così a fine 2012 Cyfer e Thirteen optano definitivamente per la versione duo, denominata Two-Men Band.
   Il loro primo Demo autoprodotto, "Those Who Want To Kill Me?", è realizzato con il solo ausilio della chitarra e batteria, come da versione più purista di power duo, ma col tempo, per avvicinarsi maggiormente alle sonorità tipiche del genere, imparano a suonare nuovi strumenti, come il basso e il pianoforte. Con questa diversa visione di duo realizzano il loro nuovissimo album "Substance Of My Psychosis". Interessante l'uso della voce dei nostri due (entrambi prime voci), che la stanno sviluppando in maniera personale, seppur restando di base l'espressione di disagio e sofferenza tipica del genere.
   A causa delle malattie debilitanti che purtroppo accompagnano i due, Solitudo e Thirteen si concentrano sulla registrazione delle proprie canzoni e sulla realizzazione dei rispettivi video.
   Intervistati da Matteo "Sadik" Antonelli (nostro mediapartner per le recensioni, vedi qui la presentazione)  per la propria e-magazine Sadik Underground Review, rimandiamo alla sua piacevole ed interessante INTERVISTA che ci farà conoscere meglio le persone dietro ai personaggi degli About Abortions, e la loro particolare concezione di musica.
   Sempre a firma Sadik, le due recensioni degli album...

CONTATTI











VIDEO degli AA:
"Litany of Death", dal primo Demo:
"Nothing is Nothingness" dal nuovo album:


Presenti nella compilation “Best Of” di ottobre 2013 della Sadikwebzine








VIDEO CONSIGLIATI (Ringraziamo 13 & Cyf per la stesura di questa lista-video, selezionata tra i capostipiti del genere e alcuni ispiratori degli About Abortions)

Through the Pain “Dwell in Agony” http://www.youtube.com/watch?v=9ndyYTnbxAU
Lifelover “Mental Central Dialog” http://www.youtube.com/watch?v=8pBPxwU-Wb0
Silencer “Sterile Nails and Thunderbowlers” http://www.youtube.com/watch?v=cUVERB9B3A8
Endless Sorrow “Fading Away” http://www.youtube.com/watch?v=iaCJXueV16I
MèlancolieL'Angoisse” http://www.youtube.com/watch?v=gQTRILVW-PQ
Gris “Veux-tu Dancer?” http://www.youtube.com/watch?v=CkKUm1ExJe0
Anwech “Strongest Nocturnal Silence” http://www.youtube.com/watch?v=bPXL_heaW7c
Sleeping Peonies “Black Lanterns” http://www.youtube.com/watch?v=jmYSy7hWBGA
Make a Change...Kill Yourself “Chapter II” http://www.youtube.com/watch?v=kwbzG9FE4iM
Vesano “Se Eu Te Esquecesse, Oh Morte” http://www.youtube.com/watch?v=XJiKlxvRPKI
Kyla “Insignificance” http://www.youtube.com/watch?v=E9CTlsDwlao
Hypothermia “Isolation” http://www.youtube.com/watch?v=18ZZ7VEWU1c
Kanashimi “Romantik Suicide” http://www.youtube.com/watch?v=VQlC_BKU9-s



DISCOGRAFIA
THOSE WHO WANT TO KILL ME ? 
Demo autoprodotto, 2013

1.For Kill Yourself (11:37) 2. Litany of Death (3:44) 3.Chant Funèbre (3:31)



Qui la recensione a firma Sadik:

SUBSTANCE OF MY PSYCHOSIS autoprodotto, 2014

1.Amputation Of Torment (5:37) 2.No More Cerebral Activity (5:50) 3.Nothing In Nothingness (6:38) 4.Dissolve In The Wind (8:50) 5.Last Breath Of Sorrow (9:51) 6.White Death Into The Sleep (8:49)


Qui lo ascolti:


Qui la recensione a firma Sadik:




Retrospettiva ad opera di Giusy Elle 







giovedì 6 marzo 2014

23. SO.LO: Power Duo Hardcore

   
   Le interviste finora presentate sono sempre state organizzate via mail, grazie a un fitto scambio di botte e risposte con i diretti interessati; con i SO.LO, il duo che andremo a presentare oggi, ho avuto finalmente il piacere di organizzare un incontro di persona, un'intervista a tu-per-tu, dove il calore umano, le risate e gli scambi di battute l'hanno fatta da padrona.
   Ho avuto il piacere di incontrare i So.Lo in uno di quei centri comunali, autogestiti dai giovani del luogo, che si stanno sviluppando qui in Trentino. Nello specifico trattasi dello SMARTlab di Rovereto (qui), splendida struttura polivalente, ottimamente gestita, nel corso di una serata musicale a tema duo. I So.Lo hanno infatti condiviso il palco con i Radice Quadrata di Due (qui), band locale hardcore, basso-batteria, che per l'occasione presentava il suo nuovo Ep.
   I So.Lo sono presenti con il brano "Ttb" nella nostra freedownload compilation EDP Vol.1 (qui) 




BIOGRAFIA
   Elvis Marangon e Ilenia Conte da Treviso, classe '82 e '81, sono i SO.LO. Nascono nel 2009 dalla decennale esperienza del chitarrista e dalla nuova avventura di Ilenia che, reduce dal recente acquisto di una batteria, desiderava suonarla alla maniera hardcore dei musicisti a lei cari. Accomunati da un'amicizia di lunga data e dalla passione per un genere musicale simile, si trovano da subito a loro agio in due, tant'è che il tentativo di introdurre un basso nella line-up non ha infine successo.
   Un primo periodo di allenamento pressoché quotidiano porta alla luce, in breve tempo, il loro primo Ep "Galvanica", autoprodotto con la propria etichetta THINGSTOBURN RECORDS. Ritmiche di batteria post hardcore anni '90, chitarra furiosa, dai suoni freddi e iperdistorti, interventi noise, voce maschile tesa e in secondo piano rispetto alla musica: questo il mix con cui la band si propone. L'Artwork è ad opera di Ilenia, laureata in Conservazione dei Beni Culturali, ed ogni copertina del loro cd, come le magliette So.Lo, è decorata a mano in pezzo unico. Elvis, oltre a lavorare come volontario-precario nei Vigili del Fuoco, fa il costruttore-riparatore di effetti musicali, mettendo in pratica i suoi studi tecnici di elettronica. Vien da sè che i suoi pedalini, come gli ampli, sono da lui stesso creati, ottenendo così il suono specifico desiderato dalla band (potente -accentuazione delle frequenze basse ed altissime-, metallico -uso di un plettro in acciaio- e sonorità lo-fi); anche qui le decorazioni personalizzate sono ad opera della collega musicale, nell'ottica DIY (Do It Yourslef) che caratterizza la band. Ilenia ha inoltre ideato una propria linea di borse, denominata NOVE ELECTRO SONIC BAGS, utilizzando materiali originali e di recupero.
   Tutti argomenti che avremo il piacere di approfondire nell'intervista qui a seguire.

Video dal live allo SMARTlab https://www.youtube.com/watch?v=n_D9O7wA0yI



INTERVISTA
1. Ciao Ilenia ed Elvis. Abbiamo già avuto modo di incontrarci durante un festival primaverile, qui in Trentino, ma oggi colgo l'occasione per intervistarvi a nome EDP. Iniziamo a conoscerci meglio parlando della vostra formazione musicale, come avete approcciato il vostro strumento ed iniziato a suonarlo e come è nato il duo.
Elvis- Ho iniziato a suonare la chitarra nel '97, in terza superiore, ed in breve sono nate le prime band con amici e coetanei. La primissima ha sancito la mia vocazione al rumore, Hoba Bear: trovi un batterista ed un bassista che si distinguono per gusti musicali “fastidiosi” tipo ARAB on RADAR, Melt Banana ed il gioco è fatto. Facevamo un pastone di voce e chitarra secchissime, basso distorto e batteria velocissima. Ancora qualcuno si ricorda di noi!
Ci sono state, poi, pause in cui ho tralasciato la chitarra e poi ripresa, e alla fine se non fosse stato per Ilenia l'avrei definitivamente "appesa al chiodo". Il fatto è che con le varie band suonavo sì musica che mi piaceva, ma non proprio quella che mi rappresentava, mentre con Ilenia abbiamo sempre avuto una certa affinità musicale. Suoniamo assieme dal 2009 riuscendo a sviluppare i nostri "studi" in una direzione comune più appagante. La nostra esperienza musicale “degli inizi” la chiamo così perché entrambi abbiamo dovuto approcciare la musica ex novo, lei in quanto neofita, io invece perché ero abituato ad appoggiarmi agli altri strumentisti, sai, in una band di 3-4 persone... qui ho dovuto reimparare a suonare la chitarra, in un certo senso.
Ilenia- Per me è stato quasi un colpo di testa, nel senso che a 28 anni, da un giorno all'altro, ho deciso di suonare la batteria. Così l'ho comprata, senza nemmeno averla provata prima, e ho iniziato a suonarla ogni giorno con Elvis, in una saletta prove lì a Treviso. Non ho preso lezioni; la mia scuola sono stati i concerti dal vivo che andavo ad ascoltare, guardavo e poi cercavo di imitare a casa da sola ed infine assieme a Elvis. Abbiamo suonato tantissimo e lui, anche se la batteria non è il suo strumento, mi ha dato un sacco di dritte. Non sono mancati i momenti di tensione, anche, perché sono una che si agita tantissimo sotto pressione, gli ho perfino lanciato le bacchette, poveretto... (Sì, ho rischiato un occhio -Elvis. Risate). So di non essere stata una compagna di suonate tranquilla... Il fatto è che volevo arrivare subito, farcela, la voglia era tanta di fare musica che mi arrabbiava 'sta cosa di non arrivarci all'istante. Comunque la musica dei So.Lo è nata così, in maniera molto spontanea, sviluppando un genere che ci rappresentava entrambi. Grazie a questo duo ho imparato a suonare la batteria, non avendo studiato la tecnica standard ne ho sviluppata una mia personale, e in questo senso si può dire che sto ancora imparando, a conoscere le mie potenzialità.

2. Con che musica siete cresiuti? Quali i vostri idoli di riferimento? Cosa ascoltate attualmente?
E- All'inizio con NO-FX, punk in genere, Nirvana, per poi approdare a Sonic Youth, Shellac, Unwound, poi delle parentesi varie: psicadelia, dark wave, metal, che hanno dato il loro bel contributo ma son sempre tornato fedele al filone Unwound, Shellac, Shotmaker, Fugazi, Colossamite, Don Caballero ecc ecc
I- Lo rimarco, perché il percorso è praticamente lo stesso. Una volta entrata in quel filone lì, l'ho difficilmente lasciato. Non faccio necessariamente riferimento a grandi nomi, a band famose, anzi a volte queste mi annoiano! Nominerei piuttosto gli Uzeda, i Three Second Kiss, ZU, Oneida, e altri gruppi locali, band degli anni '90 che hanno fatto solo un paio di album e che poi sono sparite, o che magari conosciamo di persona e che andiamo ad ascoltare. E' così che ho imparato a suonare: guardando e ascoltando, per cui i miei riferimenti sono i musicisti che ho potuto seguire dal vivo.

3. Quando l'EDP era su Myspace avevo aggiunto una frase identificativa del progetto che recitava così: "If you are only in two, you are not alone". Per sottolineare che non è poi tutta questa solitudine, ad essere soltanto in due! Voi invece, col vostro nome, rimarcate esattamente il contrario! Da dove deriva quindi la scelta di tale appellativo? C'è un punto tra le due sillabe, si tratta forse di un acronimo?
I- No, intendevamo proprio Solo, nel senso "noi siamo solo così, noi facciamo solo questo...". Poi il punto si è rivelato una necessità altrimenti il nome si perdeva nella ricerca in rete. E il punto ci stava anche bene, divideva il nome in due, come il duo a cui fa riferimento...

4. A volte aggiungete al vostro nome l'aggettivo power-duo? Come mai? E che cos'è per voi un power duo, un duo elettrico?
E- Non lo aggiungiamo spesso, è comunque un sottolineare che siamo in due ma facciamo musica che sembra suonata da tre! Sottolinea la potenza del duo.

5. Con quali altri power duo avete avuto modo di condividere il palco?
E-I- Con i RADICE QUADRATA DI DUE di stasera avevamo già suonato; in un bellissimo colpo di fortuna abbiamo anche aperto un concerto dei MOMBU, nel primissimo periodo della nostra carriera; con i TRE ANTONELLI, duo chitarra-batteria di Conegliano, che però ora non esiste più, e il cui batterista era l'ex batterista dei LUCERTULAS. Anche con i concittadini SERPE IN SENO, basso e batteria ma che stanno diventando un trio. (Discutiamo di come spesso quella del duo si riveli una parentesi tra una full band all'altra... ma state pur certi, non sarà mai la scelta dei So.lo! Riconoscono infatti in questa formazione la forza dell'originalità -Nda).
Poi con gli URU, musica strumentale, chitarra e batteria, molto tecnici, suoni puliti ma con tantissima grinta. Anche loro di Treviso e anche loro ormai sciolti; e gli OTOT ZAFROL DUO, chitarra-voce e batteria, garage punk graffiante da Torino con i quali speriamo di vederci presto! E tra poco divideremo il palco anche con gli OVO (N.d.A: 7.3.2014 all'Altro Quando, Zero Branco di Treviso).

6.Voi provenite da Treviso, quindi. Come dipingereste il panorama musicale della vostra zona? Locali, band...
E- Valido dal punto di vista delle band, ma molto sottovalutato perché non ci sono i posti giusti e a volte la voglia di metter in luce queste realtà. Manca la mentalità dell'underground, si prediligono le cover o tribute band.
I- Già nelle provincie di Venezia e Padova la cosa cambia, la scena è più attiva. Non così nella zona di Treviso. Mi viene giusto in mente il Coda Lunga di Vittorio Veneto, uno spazio creato da Nico Vascellari, artista e cantante degli With Love, famosissimo gruppo emocore della zona, negli anni '90. Essendo lui stesso un musicista e di un certo gusto musicale, gestisce la programmazione del locale in maniera interessante. Propone anche delle cose estreme, che sfiorano la performance, ma molto, molto interessanti, nell'insieme. Per cui c'è un po' di schizofrenia in provincia, da una parte puoi assistere ad eventi grossissimi in quanto grazie a questa realtà si esibiscono band provenienti dal tutto il mondo, poi ti giri e c'è il vuoto assoluto... E' giusto una parentesi del noise e dell'ambient.
E- in città poi c'è Dirtmor, uno spazio autogestito da un collettivo di giovani amici che propone per lo più harsh noise, performances e qualche volta punk, hardcore ed elettronica: band da tutto il mondo, statunitensi, giapponesi, finlandesi, avendo modo quindi di avere dei confronti e nuove idee. E' un posto piccolo, per me/noi molto importante, in cui abbiamo suonato, ma pare che prima o poi chiudano anche loro...

7. Come nasce un brano dei So.Lo? Le tematiche dei testi? Parlateci di "Galvanica", il vostro primo Ep, e del nuovo lavoro che avete in cantiere.
I- Dalla batteria... Soprattutto per quanto riguarda la nostra prima produzione. Io arrivavo in sala prove con delle ritmiche martellanti nella testa ed Elvis ci iniziava a suonare sopra. Si giocava un po', mi dava qualche dritta, poi si iniziava a strutturare il brano; sono brani nati dall'improvvisazione in sala prove, il frutto di sei mesi di prove quotidiane, la fotografia di un preciso momento del duo. Eravamo entrambi disoccupati all'epoca e avevamo molto tempo a disposizione. Anche la registrazione è stata una cosa facile e divertente: Stefano Scattolin, un nostro caro amico (fonico di Aucan) ci ha raggiunti in sala prove con tutto il suo studio mobile ed insieme abbiamo messo su un piccolo studio su misura per noi, in presa diretta, senza lo stress dello studio di registrazione, dei tempi... suoni lo-fi e nessuna rielaborazione del materiale, nessuna sovra incisione.
E- All'inizio voleva essere una demo per i locali ma Stefano è talmente in gamba che ci ha proposto da subito una qualità da album definitivo. Ha i nostri stessi gusti musicali e capiva subito ciò che gli chiedevamo... i suoni erano proprio quelli che volevamo...
Con il nuovo album è tutto diverso, invece: abbiamo già in mente l'effetto finale che vogliamo ottenere, per cui ci spendiamo molto tempo nel raggiungerlo. A volte il brano non ci soddisfa nella struttura, ci lavoriamo ulteriormente sopra e intanto il tempo passa... Ora Ilenia lavora anche su brani che porto già con la chitarra, mentre i testi o sono brain-storming, ispirati a fantascienza, oppure trascrizioni dei miei sogni/incubi notturni, e comunque arrivano molto dopo la musica mentre con "Galvanica" è nato tutto in sala prove, anche il cantato.
I- Nel nuovo album ci sono delle altre novità rispetto a "Galvanica": la batteria è sicuramente più evoluta, con meno pause e tanti cambi, i brani sono un po' più stemperati, più facilmente fruibili rispetto ai primi, con più melodia. C'è più cura e attenzione nell'atto compositivo.

8. Elvis, i tuoi pedali seguono una scelta musicale ben precisa. Hai anche modificato il tuo ampli, nell'ottica di un suono specifico. Ci vuoi descrivere un po' il tuo rack? E questi effetti, sono costruiti per tuo uso personale oppure li metti anche in commercio? E- Un giorno ho aperto un pedale che non funzionava e mi sono accorto che con gli studi fatti alle superiori sarei riuscito a realizzarlo anch'io! Così ho rispolverato stagnatore e schede e mi sono messo a sperimentare. Progetto, quindi, e realizzo, effetti con caratteristiche specifiche, che piacciono a me, ossia indirizzati al noise e generi con sonorità particolarmente rumorose; sebbene questo dia un tocco molto particolare anche ad altri generi, nell'ottica di accontentare una più ampia richiesta ho realizzato anche modelli dai suoni più standard. I (qui) ma poi ho anche un mini brand di "robottini " fatti di componenti elettronici riciclati (qui).
pedali sono prodotti da Grey Dressed Boy
Per quanto riguarda la mia strumentazione invece ho anche realizzato una testata valvolare, le casse, oltre ad una serie di splitter, looper e distorsori ad hoc.

9. "Galvanica" è uscito con la vostra etichetta personale Things To Burn Records: proseguirete con questa filosofia anche per il nuovo disco? Producete anche altre band?
I- In realtà ci stiamo ancora pensando, ci piacerebbe decollare con altre etichette più affermate per allargare un poco gli orizzonti, ma se non fosse possibile credo proprio si tratterà nuovamente di un'autoproduzione. Con altre band facciamo per lo più coproduzioni, per esempio con gli ANADARKO di Trieste, con i FUJI APPLE... , un progetto più ambient, e poi Elvis ha anche degli altri progetti da solista e un altro duo, i cui lavori escono con la Ttb Recs.
E- Sì, da solo esco col nome di ZORBITER e lavoro con synth, chitarra, loop station... esprimo la mia passione per l'elettronica in una sonorità rivolta al drone e all'harsh noise. In duo, invece, appoggio con il synth ed effetti il progetto solista del mio amico chitarrista Riccardo "Solar Plex" e ci chiamiamo BIG NUMBERS: un duo formato da due progetti solisti, praticamente. La musica che ne esce ha atmosfere molto dilatate, più da performance che da album; non necessita di volumi alti percui le location in cui ci esibiamo sono molto particolari, gallerie d'arte, case private, giardini, serre... con questo progetto parallelo abbiamo avuto modo di fare tour all'estero anche molto lontano: ci siamo esibiti a New York, nel 2011 e l'anno scorso a Berlino.
Hai anche tu progetti paralleli, Ilenia?
Non proprio definiti però sì, da un anno a questa parte suono con altri musicisti a parte Elvis, tutti inseriti nel mondo della musica da anni. Mi serve per mettermi alla prova, per allargare i miei orizzonti sonori, e ne stanno uscendo cose carine e interessanti.

10. Mi piacerebbe analizzare con te, Ilenia, la situazione della donna dedita alle attività artistiche. Vedo che spesso gli impegni della vita (il lavoro, una famiglia) ci mettono in condizione di dover scegliere, più che tra i colleghi maschi, una realtà anziché un'altra. C'è chi abbandona l'arte, chi rinuncia alla maternità... tu come la vedi, la questione?
I. A mio avviso a un certo punto vince la passione più forte. Purtroppo molte donne devono scendere a compromessi, prima o poi, ma vedo che anche i maschietti sono spesso messi alle strette, in certe situazioni. Nel mio caso specifico fino a dieci anni fa mi sarei immaginata a trent'anni con una casa, una famiglia, per lavoro invece mi sono trasferita a Venezia dove coabito, come una studentessa, con un lavoro da restauratrice, bellissimo, che però spesso mi lascia disoccupata, come in questo periodo. Avere una famiglia, oggi, diventa un miraggio non perché occupati in attività artistiche totalizzanti, ma proprio per un'insicurezza di fondo riguardo il futuro, per l'impossibilità di farlo, per mancanza di una sicurezza economica. Sono convinta che si tratti comunque di una netta presa di posizione, se ti vuoi dedicare alla musica devi sacrificare la tua vita privata, almeno io la penso così, poi c'è anche chi riesce a fare il genitore e il musicista. Di una cosa sono certa, io ora voglio suonare, al resto ci penserò dopo.

11. Ilenia, oltre al lavoro nel restauro, frutto dei tuoi studi, e a suonare nel duo So.Lo, hai anche creato una tua linea interessante e innovativa di borse, NOVE. Ce ne vuoi parlare? (qui potete trovare una carrellata di tutte le sue creazioni) 
I. Da sei anni ormai sto portando avanti questo progetto creativo che mi da un sacco di soddisfazioni. Il tutto è nato da un mia attenzione maniacale per le borse, accessorio al quale non sono mai riuscita a rinunciare ma essendo di gusti un po' difficili ho iniziato a cucirle prima per me e poi per gli altri. Mi piace utilizzare materiali di scarto (le stoffe residue dai tagli dei tappezzieri) perchè mi mette alla prova, non sono mai stoffe particolarmente interessanti
quelle dei divani, ma giocandoci sopra con altri inserti si crea un qualcosa di irripetibile e stimolante. Uso anche cavi elettrici, bacchette da batteria in disuso e vecchie corde di basso che gli amici musicisti mi passano per creare dei manici particolari. Ecco perchè le ho chiamate ELECTRO SONIC BAGS. Adoro le borse ma vorrei dedicarmi anche all'abbigliamento. Da poco più di un anno abbiamo aperto a Venezia un negozio di autoproduzioni, arte, design, musica indipendente, si chiama NERODISEPPIA, non è facile far andare avanti uno spazio che promuove l'handmade in questo momento economico, ma vogliamo crederci. Passate a dare un'occhiata.

Bene, la nostra intervista si conclude qui. Vi lascio organizzarvi per il live mentre vi auguro di concludere in breve la stesura del nuovo album, in maniera ricca e soddisfacente. Tanti auguri per la vostra carriera, per tutto ciò che fate (che non è poi così... “solo”...) e conto di rincontrarvi a breve. Un saluto ancora da me e dall'EDP tutto.
Ricambiamo i saluti, e speriamo di rivederci presto!


Retrospettiva ed intervista ad opera di Giusy Elle




SO.LO
ZORBITER
BIG NUMBERS




DISCOGRAFIA
GALVANICA 2011, Ep autoprodotto (Things to Burn Records)
Registrato, mixato e masterizzato da Stefano Scattolin; edizione limitata in 100 copie, tutte serigrafate a mano in pezzo unico e confezionate in una busta di tessuto anch'essa serigrafata a amno...


1.15 feet 2.Thirst 3. 372 4.Double Room





Qui lo ascolti:
Qui il promo dell'album:

E qui una lista di recensioni:


sabato 1 marzo 2014

22. RECENSIONE 3: HAPPY MILF by Milf

   Dei MILF (o Progetto M.I.L.F.), duo mascherato pescarese, troverete poco materiale informativo in rete. Don Alejandro (chitarra e voci) e Carlito (drums) amano mantenere un certo alone di mistero attorno alle loro figure, per questo si esibiscono con delle calze colorate a righe bianche e rosse a coprire il loro volto.


Presenti nella nostra compilation freedownload EDP Vol.1 con il brano "Josè"


   Il duo si forma nel 2010 dalle ceneri dei KEEP OUT, trio alternative rock abruzzese attivo in tutta Italia. E' dell'anno successivo il loro primo album, "Happy Milf" (Grammofono alla Nitro Records), l'opera che andremo qui a recensire grazie alla figura di Darkhaos dello staff della Sadik Underground Review (qui la partnership). Si tratta di un 6 tracce a base metal ma totalmente condito con interventi sperimentali, a partire dalla voce che è spesso espressa in poco più che vocalizzi vari, strumento tra gli strumenti; il risultato è una miscellanea molto interessante, innovativa, con interventi jazz, prog e hardcore: tutto da ascoltare! Frutto di una decennale esperienza in band che spaziavano appunto dal rock alternativo (Keep Out), al post rock (Death Mantra for Lazarus) fino all'hardcore degli Straight Opposition e che li hanno visti esibirsi in mezza Europa.
   Nell'ottica di promuovere questo album, i due, veri e propri "animali" da palcoscenico, si sono esibiti per oltre due anni in tour nazionali con quache data fuori confine. Fra le apparizioni più importanti ricordiamo il Tago Mago Festival, diverse date con i MOMBU (duo sperimentale sax-batteria con Luca T.Mai degli ZU) e con gli immancabili OvO. In queste occasioni si sono avvalsi della collaborazione dell'amico Artista 

Sadico, fonico ufficiale che interagiva dal banco mixer con alcuni effetti. Sadico è anche membro della GAN, l'etichetta pescarese Grammofono alla Nitro Recs che ha dato alla luce questo primo lavoro del duo Milf. Nata ufficialmente nel 2008, ma con progetti che risalgono fino a cinque anni prima, è un'altra di quelle etichette indipendenti che amano lavorare al di fuori dalle mere logiche di mercato, attenta esclusivamente a dar luce alle nuove ed interessanti realtà musicali nazionali, senza distinzioni di genere musicale e sempre secondo il vecchio motto punk del Do It Yourself.
   E' quasi pronto il nuovo album, che uscirà entro l'anno, previa firma con una nuova etichetta. In questo lavoro la figura di Artista Sadico è molto più rilevante, a partire dal fatto che sarà lui, ora, la voce ufficiale del duo. Un trio di stampo anomalo che vede un vocalist cantare su una line-up strumentale chitarra-batteria, sullo stile dei famosissimi Gossip ed altri ancora? Formazione duo elettrico con l'aggiunta di un cantante, quindi? Oppure trio senza basso? Ne sapremo di più a suo tempo quando, per l'occasione dell'uscita del novo album, affronteremo queste ed altre tematiche con un'intervista ai nostri due/tre strumentisti per analizzare il loro personale concetto di power duo, sempre aperto alle collaborazioni.


VIDEO


DISCOGRAFIA
HAPPY MILF 2011, Grammofono alla Nitro Records

1.Squirt 2.James Bondage 3.Happy Milf 4.Busty Japanese 5.Josè 6.Heather Brooke is my Copilot











RECENSIONE by Darkhaos, che trovi anche su Sadik Underground Review (qui)
"Happy Milf", Milf 2011, Grammofono alla NitroRecords

In cinque anni di giornalismo musicale ho recensito diversi dischi belli, originali e assolutamente non standardizzati, capaci di elevarsi ad uno status più elevato rispetto alle solite uscite che siamo abituati ormai ad assorbire. Nel Metal, specialmente, fra decine di gruppi che suonano un certo tipo di musica, ce ne saranno il 10% che hanno avuto la capacità e la caparbietà di proporre qualcosa di diverso dalla solita minestra. Il disco che mi capita fra le mani stavolta mi ha lasciato veramente basita e meravigliata. Il gruppo si chiama MILF (pescaresi) e la proposta musicale è praticamente fuori dalla norma: un Rock sperimentale che guarda al Metal e al Jazz. Non esistono i testi ma solo vocalismi che spaziano dal Growl al cantato pulito e che lasciano annichilito l'ascoltatore incapace di reagire di fronte ad una sperimentazione nel vero senso della parola. Il disco in questione prende il nome di "Happy Milf" e si presenta come primo lavoro (uscito per la Nitro Records nel 2011) del gruppo formato da due soli membri: Don Alejandro (vero nome Alessandro di Fabrizio, chitarra e voce) e Carlito (Carlo Neri, batteria), veterani della scena perchè attivi da dieci anni in altre realtà musicali. "Happy Milf" è un mini album composto da sei tracce strumentali ed eclettiche. Tutti i brani hanno un impianto musicale che varia: si passa da sfuriate ritmiche quasi Death e Hardcore (l'iniziale "Squirt"), a stacchi jazzistici dove spunta insieme al suono della chitarra elettrica, il suono di trombe ("Busty Japanese"). L'eclettismo musicale si rivela alla fine l'asse portante dell'opera e se un occhio di riguardo va indirizzato alla voce (se si ascolta si nota che non ci sono parole ma solo gemiti e lamenti), la parte del leone la fa soprattutto la sezione ritmica. I M.I.L.F., che ricordo sono alle prese con l'uscita del nuovo disco, hanno centrato pienamente il bersaglio, lasciando alla scena un lavoro di altissimo livello. Incredibili!


VOTO: 9/10
-Darkhaos-