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venerdì 4 novembre 2016

121. Il secondo botto degli SDANG!


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INTRO
   Gli SDANG!, duo col punto esclamativo, nascono a Brescia nel 2014 e ci deliziano subito con un Ep strumentale molto personale, fatto di un Postrock mescolato al Math e con divagazioni Prog . Il giorno delle altalene il suo titolo. Per l'occasione abbiamo stilato un articolo di presentazione al duo dove abbiamo appreso molte notizie su Nicola Panteghini, il chitarrista della band nonché storico della musica, e sul suo compare alle pelli Alessandro Pedretti, già noto per il progetto Endless Tapes, una piacevole collaborazione con Colin Edwin, bassista dei Porcupine Tree. Per la retrospettiva di questi due musicisti di professione e per la lettura della loro intervista, rimando quindi all'articolo primo mentre oggi ci concentriamo sullo sviluppo del duo intercorso dal nostro ultimo incontro ad oggi e culminato con la pubblicazione del primo Long Playing a loro nome, La malinconia delle fate.

AGGIORNAMENTO
   Oggi raccontiamo una storia, e lo facciamo con parole scritte; la filosofia degli Sdang! è invece un po' più sottile: loro pure raccontano storie, con la propria musica, ma lo fanno senza parole, e lo fanno in maniera cosciente e dichiarata. I titoli dei loro album, e dei brani in essi contenuti, sono molto evocativi e rimandano proprio a delle storie, ma essendo il duo puramente strumentale, Nicola ed Alessandro lasciano che siano soltanto gli strumenti a costruire l'atmosfera dei loro racconti. Lo fanno con il loro PostRock, una miscela di Grunge e Stoner, Metal, Shoegaze e repentini cambi di umore di natura Prog, ormai definita Post-prog. Un brano in più (sei tracce anziché cinque) e una decina di minuti aggiuntivi per passare dall'Ep degli esordi al primo e vero album della band.
   La Malinconia delle Fate è il nuovo prodotto dei due, registrato ad ottobre 2015 presso il Bluefemme studio di Montirone (BS) e pubblicato nel maggio 2016 per La Fornace Dischi, in collaborazione con Dreaming Gorilla, Taxi Driver, Toten Schwan e Acid Cosmonaut Records. Una cordata di etichette anziché l'autoproduzione degli esordi. La grafica invece, ad opera della Fornace, ricalca l'iconografia dell'album precedente, puntando su uno sfondo scarno e colorato sul quale campeggia il nome della band in formato fumettistico, mondo del resto al quale i due fanno riferimento. La musica infine è più evoluta rispetto all'Ep di partenza: mantiene sicuramente il loro tratto distintivo ma è maggiormente curata e molto più ricca, ogni traccia risulta così un serbatoio di numerosissime idee che si susseguono, accavallano, si sviluppano e ritornano. Un continuo alternarsi di esplosioni e momenti più delicati, di chitarre pulite e fortemente distorte, di cattiveria e parentesi di grazia, di melodie e bordate math rock, dure e ripetitive, in un continuo evolversi e fluire. Il tutto nell'ottica di creare atmosfere che, da sole, ricostruiscano le storie anticipate dai titoli dei brani.
   Alessandro e Nicola sono due musicisti in carriera che hanno suonato per nomi importanti, basti pensare alla loro militanza iniziale nei Giuradei e alla loro ultima collaborazione con Colin Edwin, ma essendo entrambi polistrumentisti e compositori, avevano la necessità di esprimersi in maniera personale, e grazie alla forte amicizia che lega i due, il progetto Sdang! è sicuramente quello che meglio li rappresenta. Tutti i brani nascono in sala prove dove qualche idea iniziale viene affrontata, sviluppata, sviscerata e infine, dopo una serie di ascolti, scremata e ripulita. Si tiene solo ciò che conta davvero, ciò che può arrivare al cuore di tutti: nonostante il loro indubbio tecnicismo musicale, non vogliono realizzare musica per soli intenditori. Questa resta infine la forza del duo, abile ma comprensibile ai più. Non è solo questione di tecnica, quindi, ma anche di sensazioni, sentimenti ed emozioni.
   Dopo qualche mese di questo lavoro in sala prove, i due sono pronti alla fase di registrazione. Il loro recording è in realtà una live session dove tutti i brani vengono suonati in diretta dall'inizio alla fine. La preparazione alla registrazione del disco sta quindi nel raggiungimento di una sufficiente conoscenza delle ricche strutture dei brani e nella scioltezza della loro esecuzione. Allora tutto scorre fluido e gli strumentisti possono anche divertirsi e rilassarsi pur in fase di presa diretta. Tre giorni intensi quindi di registrazione al Bluefemme Stereorec con l'aiuto dei due fonici Marco Franzoni (proprietario dello studio) e Ronnie Amighetti, poche sovraincisioni di chitarra e l'album è pronto, dai suoni impeccabili. Nessun intervento esterno a livello di produzione in quanto gli stessi Sdang! sono produttori di sè stessi, e con le idee chiare cercano di riprodurre in disco ciò che ogni spettatore potrebbe vivere assistendo ad un live del duo stesso. Sono solo in due, ma l'effetto è 'pieno': non si può parlare di minimalismo quando c'è di mezzo il prog...

   Ad Aprile l'album viene anticipato dal video promozionale "Astronomica", in anteprima su Rockerilla, tratto dalla terza traccia del disco. Girato da Andrea Grasselli per Om Video, rappresenta il duo impegnato nell'esecuzione del brano sia in sala prove che su palco, a dimostrazione di come le due situazioni siano assolutamente intercambiabili per loro; simpatico, seppur non originale, l'escamotage di alternare Alessandro e Nicola con una serie di altri strumentisti... A seguire poi il video ufficiale "Il primo giorno di scuola" (prima traccia dell'album) registrato... completamente live! Il tutto ad opera del già comprovato Ronnie Amighetti, ora al Carmen Town di Brescia durante il release party. Ecco, se c'era bisogno di una conferma è questa: gli Sdang! sono e restano una live band, con una lunga serie di date in giro per l'Italia come all'estero, specie Svizzera e Malta, dove anche quest'anno sono stati riconfermati per il palco dello Street Art Festival.
   Procediamo quindi con una panoramica sulle etichette indipendenti a supporto dell'album, con l'intervista a Nicola Panteghini e Alessandro Pedretti del duo bresciano Sdang! mentre dedico un altro articolo alla recensione del loro La malinconia delle fate ad opera di Luca Sabata, batterista del duo partenopeo sperimentale Karawane, già grande estimatore dei Porcupine Tree stessi. Tanta buona lettura ma soprattutto buon ascolto di questo album di grande musica, da ascoltare e riascoltare, non per capirlo ma per apprezzarlo al meglio, per goderne fino allo sfinimento...


Video:
"Il primo giorno di scuola" (Offcial Video live)
Live promo 2016/2017:

LABELS
Acid Cosmonaut Records www.acidcosmonautrecords.blogspot.it
L'etichetta nasce a Lecce nel 2012 da un'idea di Luca Cavallo e Stefano Leone, entrambi appassionati di post rock, heavy, psych, stoner, doom e generi simili. L'intento era e permane quello di aiutare band meritevoli ad ottenere un seguito più ampio tra gli amanti di tali sonorità. Come etichetta indipendente hanno deciso di lavorare con licenze Creative Commons. Gli Sdang! sono la loro prima coproduzione di un duo, per cui non ne sono presenti altri nel loro catalogo.

Dreaming Gorilla Records www.dreamingorillarecords.is
DGR nasce già nel 2005 a Savona ad opera di Francesco Cerisola ma il primo album viene pubblicato solo nel 2010 in quanto ci sono altre attività correlate al loro nome, quali l'organizzazione di concerti e la promozione delle band. Nel loro roster troviamo in coproduzione uno Split tra BOLOGNA VIOLENTA e i Surgical Beat Bros (duo elettro-pop da Roma con Fabio Recchia dei Germanotta Youth e Antonio Zitarelli, già batterista del duo sax-batteria Mombu), gli album del duo Barachetti/Ruggeri, di Frank Cadoppi in collaborazione con Roberto Segreti mentre a Novembre verrà da loro rialsciato l'ultimo lavoro in studio dei LEGNI VECCHI

La Fornace Dischi
Etichetta indipendente fondata nel 2015 a Brescia ad opera di quattro giovani ragazzi, conosciutisi durante l'organizzazione di un festival. LFD non è quindi solo casa discografica ma anche organizzazione di eventi oltre a fornire servizi di booking e managment. Non hanno generi prediletti e desiderano lavorare con band semplicemente di loro gusto. A nemmeno un anno di vita hanno un catalogo in piena creazione e gli Sdang! risultano l'unico duo presente.
www.facebook.com/lafornacedischi



Taxi Driver Records http://www.taxidriverstore.com
La Taxi Dirver Rec è un'etichetta indipendente con base a Genova nata nel 2009 (assieme alla Taxi Driver Webzine) come naturale estensione del negozio di dischi Taxi Driver Indipendent Store. I fondatori sono gli stessi proprietari del negozio, ovvero Massimo "Maso" Perasso e Sara Twinn. Lo scopo è quello di focalizzare la propria attenzione sulla scena underground locale con particolare attenzione per i generi stoner, doom, heavy psych, metal, black metal, ambient, drone e sludge. In catalogo, oltre gli Sdang!, troviamo il duo metalcore bolognese HYPERWULFF mentre è in programma la futura produzione del duo noise elettronico Gabbiainferno.
www.facebook.com/taxidriverrecords

ToTen ScHwAN Records www.totenschwan.altervista.org
Della Toten Schwan abbiamo da poco parlato in occasione dell'articolo dedicato ai CANI DEI PORTICI. Riportiamo qui le informazioni di questa etichetta che tanto spazio dà ai power duo nazionali. 
La TSR è innanzitutto un'associazione culturale no-profit che tra le altre attività è anche etichetta discografica. Nata a La Spezia nel 2011 da un collettivo di musicisti, porta avanti la filosofia della controcultura. Controcultura come necessità per la sopravvivenza etica, collettivo come mondo ideale dove si collabora e ci si aiuta.
Tra le sue pubblicazioni troviamo 5 interessanti compilation freedownload (e in stampa a tiratura limitata di 50pz) e gli ultimi album di un paio di power duo oltre La malinconia delle fate degli Sdang! stessi. Gli artisti 2-piece del loro roster sono quindi i CANI DEI PORTICI da Bologna, duo strumentale di Mathcore, usciti con questa etichetta sia per il lavoro di esordio, in trio, che per l'ultimo Ep registrato in duo, dal titolo appunto Due; il più rinomato power duo sludge italiano, i Toscani HATE & MERDA con il loro La capitale del Male (2015); il duo chitarra-batteria da Pistoia MARLON BRANDO nonché lo storico duo all female basso-batteria SHE SAID DESTROY.



INTERVISTA
1.Ciao Alessandro e Nicola, ci si reincontra qui all'Edp... bentornati quindi! Raccontateci un po': il duo Sdang! si concretizza sempre di più, è diventato il vostro progetto unico e principale o continuate a collaborare con altri artisti, sia a livello compositivo che da turnisti?
Alessandro: Ciao amici di EDP. Il progetto Sdang! stà facendo un bel po' di strada. Dopo il primo Ep (il giorno delle altalene) quest'anno abbiamo pubblicato l'LP “La malinconia delle fate” che stiamo portando in giro per tutta Italia con qualche tappa all'estero. Tutto sommato siamo contenti riguardo a quello che stiamo concretizzando. Giusto in questi giorni dobbiamo ristampare il disco. Stiamo esaurendo le nostre prime 500 copie!!!
Parallelamente suoniamo in altri progetti, in alcuni casi come turnisti, in altri casi come forza motrice e creativa. Io e Nicola abbiamo un'ottima intesa ed è capitato diverse volte di essere stati chiamati entrambi per partecipare allo stesso progetto.
Sdang! Esiste quindi sia come entità a sé, promotrice di una musica che “racconta storie senza parlare” che come insieme di due musicisti con grande voglia di esplorare, concretizzare e vivere la bellezza della musica.

2. Il vostro nuovo prodotto discografico, il full lenght La malinconia delle fate, è la conferma della volontà di investire sul duo Sdang! Mentre siete partiti cauti e realisti, con un ep autoprodotto, per vedere "come butta", ora avete realizzato un album maturo, ricco, più consapevole, e vi siete appoggiati a una cordata di etichette. Quali gli aspetti che avete curato con nuova consapevolezza e quali i punti forti rimasti da Il giorno delle altalene?
A: I molti concerti fatti per promuovere il primo disco ci hanno aiutato a capire i nostri punti di forza ma anche gli aspetti da migliorare.
Abbiamo affinato alcuni aspetti tecnici. Abbiamo lavorato di più anche sulle strutture dei brani e sugli arrangiamenti. In ogni caso “le fate” è un 'evoluzione piuttosto naturale de “le altalene”. L'approccio compositivo è stato pressoché simile al disco precedente.

3. I brani de La malinconia delle fate sono molto più ricchi rispetto all'album precedente. E' frutto di una maturazione di stile o di una volontà ben precisa? In una vostra intervista leggevo che puntate alla scrematura degli aspetti tecnici nella vostra musica, per renderla più asciutta e fruibile. In realtà sento tantissime idee in ogni brano, tanto da rendere questo secondo lavoro più 'ridondante' rispetto al primo che a mio avviso suonava già fresco e fluido...
A: Il fatto che finiscano molte idee nei nostri brani penso che sia il frutto d'incontro dei nostri DNA. Entrambi viviamo la musica come esperienza ricca di sfumature. Non ci soffermiamo sull'ascolto di un genere piuttosto che un altro.
C'è chi ci definisce “post-prog” e forse è l'associazione musicale che più ci piace. Mescoliamo e filtriamo la musica che assorbiamo, che ci emoziona e che ci ispira e cerchiamo di plasmarla con i nostri strumenti. Alla base di tutto però c'è la volontà di creare dei discorsi musicali che abbiano un inizio, una fine e uno svolgimento molto chiaro.

4. I titoli dei vostri album e degli stessi brani rimandano a un mondo lontano, dell'infanzia, a situazioni nostalgiche del passato. Com'è che due musicisti adulti e professionisti come voi si concentrano ancora su argomenti come il primo giorno di scuola, i giochi con le altalene, le fate... un mondo sognante? ...per poi puntare su una grafica fumettistica, sempre un rimando all'infanzia, ma più giocosa e goliardica.
A: Con la nostra musica vogliamo interpretare con gli occhi da trentenni quelli che sono i nostri pensieri di oggi, con sguardi verso il passato sì ma anche verso il futuro. Infatti un brano come 'cento metri all'arrivo' non è di certo nostalgico; Astronomica parla chiaro; e 'Martina'? Non abbiamo ancora capito se sarà una premonizione o solo un nome come un altro :)
Nicola: Tutti sono attaccati alla propria infanzia, e direi che nelle ‘fate’ la grafica fumettistica rimane solo nel logo.

5. Perché nella vostra visione le Fate sono esseri malinconici? O comunque, qual è questa malinconia di cui parlate?
A: Il titolo ci suonava molto bene e l'abbiamo tenuto senza dover trovare una ragione. E' evocativo, profondo e rende molto bene l'idea sia del brano stesso che del disco intero. Un lavoro pieno di sentimento in un certo senso impalpabile.
N: Io vivo di malinconia, è un sentimento che mi attrae molto e mi complica spesso la vita. Sinceramente non ero troppo d’accordo sul richiamo delle fate, diciamo che è un titolo 50/50: la malinconia è mia, le fate sono di Alessandro.

6. Come avete scelto le vostre etichette discografiche d'appoggio all'album? Cosa vi attendete in più dal loro supporto professionale?
A: Dopo aver fatto un disco interamente autoprodotto abbiamo deciso di fare ascoltare in anteprima a persone e a etichette (che sono comunque persone!) il nuovo disco. Ha suscitato interesse. Cosi facendo siamo arrivati a collaborare con cinque belle realtà indipendenti (La Fornace dischi, Dreamingorilla, Taxi Driver Records, Acid Cosmonaut e Toten Schwan). Ci stanno aiutando dandoci contatti per fare più concerti e per espandere il nostro nome.
N: Non ci attendiamo nulla, accogliamo solo gli aiuti che ci possono dare tenendo ben presente che la situazione è difficile per tutti, musicisti e non.

7. So che avete suonato più volte all'estero, in occasione del Malta Art Street Festival e molte altre oltre confine, in Svizzera. Avete notato una sensibilità diversa tra il pubblico? O tra i gestori dei locali? Insomma, la musica live underground viene trattata diversamente altrove che in Italia?
A: Per ora, a noi, le date all'estero sono andate parecchio bene. A Malta il nostro concerto è piaciuto molto, in Svizzera pure. Forse è anche perchè non usiamo parole e quindi la musica è totalmente fruibile senza dover cercare altri significati. In Italia la musica underground viene trattata bene quando i gestori e gli organizzatori vogliono trattare bene gli artisti. In Italia ci sono molti locali che funzionano bene, altri meno, come in tutto il mondo presumo!
N: Il paragone estero-Italia non mi piace molto; dovrei suonare di più sia in Italia che all’estero per avere una idea chiara, ma fare ‘di tutta l’erba un fascio’ mi sembra molto riduttivo. Alti e bassi esistono fuori come da noi, credo sia normale.

8. Il tour estivo è finito, come vi state muovendo con la stagione più fredda? Quali i vostri obiettivi a breve e lungo termine?
A: Suonare, suonare, suonare tanto in giro. Oltre al nostro concerto più classico come duo, da novembre inizieremo a fare una serie di concerti più... diciamo... tridimensionali. A noi si aggiungerà una talentuosa illustratrice (Laura Micieli) che disegnerà in tempo reale le nostre storie. Il primo concerto che faremo con questa formazione sarà a fine novembre al Belleville Rendevouz di Paratico (BG) e per l'occasione Laura illustrerà tutto il nostro primo disco, “Il giorno delle Altalene”. Colgo l'occasione per invitarvi a scriverci se conoscete delle location suggestive e particolari per proporre questo progetto di suoni e immagini!

Grazie a voi, Alessandro e Nicola, per la riconferma sui nostri spazi. Attendendo con ansia di assistere ad un vostro live, vi lascio concludere con parole vostre. Un saluto dall'Edp tutto!
A: Taf Taf! Seguiteci, ascoltateci e comprate i nostri dischi da regalare, per Natale, ai vostri amici!
N: Grazie dell’ospitalità, nuovamente.

Contatti:
Booking:  info@lalamusic.it
Ufficio Stampa: nina@astarteagency.it


DISCOGRAFIA
IL GIORNO DELLE ALTALENE 2015, Autoprodotto

1.Il giorno delle altalene 2.La notte di San Lorenzo 3.Metafisica 4.Autunno 5.Il ponte del diavolo






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LA MALINCONIA DELLE FATE 2016, Acid Cosmonaut, Dreaming Gorilla Records, La Fornace Dischi, Taxi Driver Rec., Toten Schwan Rec.

1.Il primo giorno di scuola 2.Martina 3.Astronomica 4.Scrivimi una lettera tra nove anni 5.Cento metri all'arrivo 6.La malinconia delle fate


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Articolo e intervista ad opera di Giusy Elle



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