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lunedì 27 aprile 2020

203. RECENSIONE71: Misfit Children by I-Taki Maki


Foto by Klaus Wartz
Sono originari dalla provincia di Frosinone ma vivono a Berlino; dal 2012 ad oggi pubblicano ben 5 album, di cui Misfit Children appena uscito; si dedicano completamente alla musica e, secondo filosofia Diy, a tutto ciò che le ruota attorno: suonano e registrano le proprie canzoni, producono gli album con la propria etichetta La Valvola e, ultimamente, girano pure i propri video! Il risultato però non è assolutamente lo-fi, semplicemente minimalista, come il formato a due si presta da sempre.

Loro sono I-Taki Maki, una coppia ben affiatata: strAw alla chitarra e Mimmi alla batteria, entrambi cantano le loro canzoni. Musica semplice, essenziale, si diceva, ma mai banale. Un post punk lento e un po' dark, uno slowcore nato non per semplice diletto ma per dire sempre qualcosa, e qualcosa di profondo. Tutti gli album della loro produzione seguono un concept, un argomento a loro caro. Negli ultimi due dischi, la tematica si è incentrata su argomenti sociali: Misfit Children analizza di come la formazione, nell'infanzia, influenzi l'adulto di domani, con tutte le problematiche che ne seguono, se questa è stata carente o problematica.

Qui a seguire i dati tecnici dell'album e la sua recensione firmata Mali Yea (chitarrista degli Anice, un altro duo dalle sonorità dark e sospese) mentre nell'articolo di approfondimento appena pubblicato potrete trovare la biografia della band, l'intervista a Mimmi e strAw, nonché l'anteprima di "Your Wings", il videoclip del terzo estratto dall'album, la traccia d'apertura a Misfit Children stesso. Buona lettura, buon ascolto e buona visione, con il duo I-Taki Maki.


Video:
"Misfit Children" https://youtu.be/kkeESmLumls

Contatti Band: Sito / Fb / Bandcamp / Youtube Channel / La Valvola


Misfit Children credits:
Scritto e suonato da I-Taki Maki: strAw (chitarra e voce) e Mimmi (batteria e voce)
Prodotto, mixato e masterizzato da I-Taki Maki
Artwork: strAw
Formato: Cd, digitale
Pubblicato il 23 Marzo 2020
Etichetta: La Valvola


Qui lo ascolti

MISFIT CHILDREN 2020
La Valvola
(AltRock/PostPunk/Slowcore)

1. Your Wings
2. Superheroes
3. Misfit Children
4. The Truth Hurts
5. Mr. Moneybag
6. Everybody Needs to Follow Someone
7. In a Word
8. Fairytale
9. Bed Bugs

RECENSIONE
I-TAKI MAKI Misfit Children
Lp 2020 La Valvola

Misfit Children è il titolo dell’ultimo lavoro della consolidata coppia Mimmi & StraAw (rispettivamente voce principale e batteria, seconda voce e chitarra), se non erro il loro quinto disco a partire dal 2012, anno della loro formazione. Album completamente autoprodotto in stile “Do It Yourself”, come da loro consuetudine. La band ha curato tutte le fasi di realizzazione, dalla composizione, agli arrangiamenti, le prese in studio, il missaggio e il mastering finale; tutto ciò per ottenere un prodotto finale che rispecchiasse fedelmente la loro peculiare identità.
Disco sempre targato Valvola Records e pubblicato in veste ufficiale lo scorso 23 marzo 2020.

Nove tracce funeree caratterizzate da arrangiamenti essenziali che spaziano dallo slowcore depressivo, al punk, fino al più classico alt-rock, contaminato da alcune sfumature “pop” che, a parer mio, non dispiacciono affatto.
La maggior parte dei brani sono di media/breve durata e puntano particolarmente sull’immediatezza delle melodie, basti pensare che non si arriva a toccare la mezz’ora totale d’ascolto, a ogni modo, le canzoni hanno un non so che di familiare, “come se ci appartenessero già da tempo”, in una qualche maniera. Tuttavia ciò non sta a significare che il loro ultimo lavoro sia l’eco spento di qualcosa d’orecchiato in precedenza, potrebbe anche darsi ma a valorizzare la recente pubblicazione dei I-Taki Maki, come del resto i loro precedenti album, è il personalissimo approccio minimale alla composizione e l’arrangiamento, componente distintiva che mette in risalto una matura consapevolezza espressiva sviluppata nel corso degli anni, una cifra stilistica immediatamente riconoscibile.

I testi trattano tematiche di disagio giovanile che ben si sposano con le depresse atmosfere del disco che altalena brani slow e poco luminosi come l’iniziale “Your Wings”, la title track “Misfit Children” a pallide ballate tipo “Everybody Needs To Follow Someone” a canzoni più sostenute e incalzanti come “Moneybag” e “In A Word”.
Colonna sonora ideale per un isolazionismo da reclusi moderni.

Mali Yea



Articolo ad opera di Giusy Elle



202. I-TAKI MAKI for Children e Video Premiere


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Foto by Klaus Wartz

INTRO
Dopo un inizio d'anno dedicato a duo 'rumorosi' ed estremi (The Haunting Green, OvO, Raìse) passiamo ora a sonorità di più facile ascolto.
All'uscita del loro quinto album, Misfit Children, ci aggiorniamo con I-TAKI MAKI, duo laziale alt-rock ormai stabilmente trasferitosi in Germania e del quale trattiamo fin dai loro esordi. Per l'occasione, ospitiamo pure in esclusiva l'anteprima del loro terzo videoclip "Your Wings".

RETROSPETTIVA ED AGGIORNAMENTI
Era il 2012 quando il chitarrista Luca 'strAw', già uso ai combo a due, fonda a Frosinone la 2-piece I Taki-Maki con alla batteria la compagna Maria 'Mimmi'. Un connubio affiatato che vede i due avviare una prolifica carriera, sotto molti punti di vista. Numerosi infatti gli album all'attivo (5 oltre ad altre sporadiche pubblicazioni) nonché un drastico trasferimento, nel 2015, in quel di Berlino.

La loro musica è semplice e diretta, sospesa e delicata, un misto tra slowcore e post-punk minimale, che segue varie fasi evolutive: dai testi in italiano della prima produzione a quelli in inglese dopo l'internazionalizzazione della band; dalla sostituzione al microfono di strAw al ruolo di cantante di Mimmi, fino all'attuale suddivisione vocale dei due.

Partiti da una cittadina di provincia come può essere Alatri, a Berlino entrano in punta di piedi, con live acustici da buskers, nei luoghi simbolo della città. Dopo quasi cinque anni nella metropoli teutonica, I-Taki Maki si sono ormai ritagliati i degni spazi musicali, suonando nelle varie location cittadine ma avviando da qui anche tour europei. Interessante e fruttuosa la collaborazione con i video makers di “The Open Stage Berlin”, dalla quale scaturiscono i primi official video berlinesi.

Abbiamo intervistato I-Taki Maki l'ultima volta nel 2018 all'uscita del loro quarto album, A Place to Leave, un concept album dedicato alla purtroppo sempre attualissima tematica della migrazione: nove brani lenti e cupi, come i pensieri dei naufraghi e le lunghe onde da attraversare... Maria ha una duplice laurea, in Sociologia e in Servizio Sociale, mentre anche Luca frequenta studi come Social Worker: queste tematiche, che non lasciano indifferenti nessuno, stanno quindi a cuore in particolare ad entrambi.

StrAw e Mimmi non stanno mai troppo a lungo lontani dalla sala di registrazione, eccoci quindi al 23 Marzo 2020 quando scocca l'ora di pubblicare un nuovo full lenght, anche questa volta tematico e che, nonostante il lockdown causa Cornavirus, viene egualmente rilasciato. Slitta invece il release party del 2 aprile presso lo storico locale berlinese Dunker Club, e ovviamente tutto il tour promozionale.

Misfit Children è un concept album di 9 tracce dedicato a tutti gli adulti disadattati a causa di un'infanzia difficile, e conseguentemente a tutti i bambini soli nel mondo, diseredati, incompresi, vittime di violenza e soprusi, "i Bambini di oggi che saranno gli Adulti di domani". Ancora una volta, una tematica particolarmente toccante... Gli ultimi due album de I-Taki Maki sono infatti come un fedele resoconto sociale, una gelida panoramica della follia umana, come una triste, globale visione, dall'alto di una torre...

Ad anticipazione della sua pubblicazione, sono stati registrati anche due videoclip, prodotti, girati e montati da I-Taki Maki stessi, per la prima volta nella loro carriera. Minimalisti ma di grande effetto, ci svelano un altro talento dei nostri due musicisti. Il terzo video esce invece oggi, ed abbiamo il piacere e l'onore di presentarlo in anterpima:


Dalla ballad a due voci "Your Wings", traccia d'apertura dell'album, nasce questo video in bianco e nero, rappresentazione del senso di oppressione causato dalle varie fobie, il cui finale liberatorio però, di apertura, è un invito a superare ogni periodo di difficoltà.

Procediamo quindi con l'approfondimento di questi argomenti nell'intervista ai due connazionali all'estero mentre, nell'articolo a seguire, vi presentiamo la recensione al loro Misfit Children, guidata dalle parole del nostro collaboratore Mali Yea (Anice).


Link video:  "In A Word" / "Misfit Children"
Ascolto integrale di Misfit Children 


Foto by Maria Novella De Luca

INTERVISTA
1. Ciao a voi, strAw e Mimmi, ci si ritrova, di tanto in tanto... Dopo quasi 5 anni a Berlino, facciamo un po' il punto della situazione di questa vostra scelta di espatriare. Ormai siete ben inseriti nel tessuto musicale cittadino, avete imparato la lingua, considerate quindi la Germania come la vostra 'casa'? Quanto e in cosa vi manca l'Italia? Pensate che restando nel nostro Paese non avreste potuto vivere completamente della vostra passione come all'estero oppure le difficoltà sono le medesime?
Mimmi: è difficile dire quale sia la nostra casa, abbiamo sicuramente più di un luogo a cui siamo legati: Berlino, perché ci ha accolti e fatto dono di nuovi amici e nuove esperienze, Alatri, il paese di origine di entrambi, perché è il porto a cui tornare per riabbracciare i nostri amici e le nostre famiglie. Ma in ogni luogo in cui, nei nostri viaggi, abbiamo trovato un volto amico ci siamo sentiti a casa e ci ha resi quindi suoi cittadini. L'Italia non ci manca, del nostro paese non credo ci mancherebbe nulla se non fosse per le persone a cui siamo legati.
strAw: Crediamo che le opportunità di crescita che abbiamo avuto emigrando non le avremmo avute restando in patria, soprattutto per via delle esperienze fatte, che ci hanno arricchiti umanamente e professionalmente. Questo non vuol dire che in Italia non avremmo potuto fare cose interessanti, ma certamente diverse.

by Klaus Hessel
2. In otto anni di carriera avete pubblicato parecchio materiale discografico. Gli ultimi album parlano però di un'urgenza espressiva rivolta al sociale: lo strazio dell'emigrazione prima, la difficoltà di vivere da adulti con il fardello di un'infanzia difficile, ora... molto è riconducibile a una sensibilità pregressa, visto che entrambi operavate nel mondo del sociale, prima di dedicarvi completamente alla musica, ma indubbiamente si tratta di argomenti terribilmente attuali e scottanti che non si può più rivolgere lo sguardo altrove. Come mai la vostra musica ha questa direzione? Una presa di posizione importante, quella di non creare musica per semplice diletto, personale o collettivo che sia, seppur di facile ascolto.
Mimmi: Devo dire che il progetto nasce già otto anni fa con l'intento di trasmettere un messaggio, di trattare argomenti che ci stessero a cuore e non solo appunto, di fare musica che avesse come sola finalità la musica stessa (il che è comunque una cosa apprezzabile di per sé). Non abbiamo mai scritto una canzone che non avesse qualcosa da dire proprio perché la musica è il nostro mezzo di comunicazione, il canale per esprimere i nostri pensieri. Fin dai primi dischi, Magneto, Western Monamour e anche il primo in inglese, Dust... and it will be forever, abbiamo affrontato tematiche che ci interessavano, come il binomio bene/male, le ingiustizie sociali, i soprusi. L'evoluzione c'è stata di certo con gli ultimi due, A Place to Leave e Misfit Children, sui quali non possiamo negare che la formazione e le esperienze, personali e lavorative, siano in qualche modo intervenute a influenzare la scrittura dei testi e la composizione/arrangiamento dei pezzi.

3. Da quali spunti ha preso il via il concept di Misfit Children?
strAw: ci siamo ritrovati molte volte negli anni a chiederci come siamo diventati l'uomo e la donna che siamo oggi e di come in noi ci siano delle sfaccettature di disadattamento comportamentale che dipendono dalle esperienze fatte nella fase della formazione della personalità; negli ultimi tempi l'argomento, che è poi diventato il tema centrale del disco, è venuto fuori più e più volte e abbiamo realizzato che era proprio quello che ci premeva sviscerare in questo momento della nostra vita, analizzare cioè come l'ambiente socio-culturale circostante possa influenzare la crescita dei ragazzi e quale sia il peso sociale di quella fase sulle scelte individuali e su cosa saranno da grandi.

4. Tre video a coronare l'uscita di questo album, di cui l'ultimo in uscita oggi e in anteprima qui su Edp: ce ne volete parlare?
Mimmi: I video che fanno da corollario all'album sono stati ideati, girati, montati e prodotti da noi che, per la primissima volta dalla fondazione del duo, abbiamo deciso di provare a cimentarci anche in questa nuova sfida per metterci alla prova con una forma di comunicazione a noi finora pressoché sconosciuta. Non avendo specifiche competenze tecniche abbiamo puntato sulla semplicità, l'immediatezza delle immagini e la loro affinità con il mood del brano, la potenza comunicativa di volti, movimenti e ambientazioni. I video di In a word e la title track, Misfit Children, che ha visto la partecipazione della splendida Lavinia Bottamedi, sono usciti ad anticipare il disco. Il terzo video in uscita per il brano Your wings, qui su EDP in anteprima, è una rappresentazione onirica di fuga da torbide fobie che sfocia in una visione di apertura, libertà e pace interiore, in una particolare ambientazione bucolica resa enigmatica dal bianco e nero, dai movimenti di macchina e dall'interpretazione di strAw.

5. Misfit Children è uscito il 23 Marzo, in piena crisi Covid-19. Come avete vissuto la pubblicazione di questo album? Mai pensato di spostare la sua data? Il release party al Dunker Club ha subito uno slittamento, ovviamente...
strAw: l'album è stato pubblicato in un momento a dir poco sfortunato, ma l'idea di rimandare non è stata presa in considerazione neanche una volta. Purtroppo non solo la premiere al Dunker Club, ma anche altre date già fissate sono state cancellate o rimandate a data da destinarsi, senza contare che tutte quelle in ballo e in attesa di conferma sono rimaste in una sorta di limbo per cui nessuno sa come andrà a finire. Suonare, dal vivo ma anche banalmente fare le prove (impossibile perché le sale sono chiuse), ci manca tantissimo e speriamo di non dover attendere ancora molto. Per il resto, questa crisi ci ha scombussolati non poco, dal punto di vista lavorativo ed emotivo, però ci ha regalato anche un'occasione per riflettere su tante cose e anche del tempo prezioso da dedicare alle attività delle quali si tende a dimenticare il valore, quando immersi nel caos della “normalità”.

by Klaus Hessel
6. E' possibile che il momento storico che stiamo vivendo, in balia di un invisibile nemico virulento, sia lo spunto per un nuovo album? Ci sono molti risvolti sociali, politici, economici ed ecologici sui quali riflettere... Come ve la state cavando in Germania, comparando anche la situazione con l'Italia, (immagino siate stati costantemente aggiornati)?
strAw: Non sappiamo ancora quale sarà la scintilla per il prossimo lavoro, cerchiamo di goderci il disco appena uscito ma sempre comunque tenendo uno sguardo al futuro.
Mimmi: in Germania la situazione è stata da subito evidentemente meno grave che in Italia, e di conseguenza anche le restrizioni sono state più “leggere” anche se importanti e invalidanti. Ho sentito che da lunedì 27 aprile inizierà una sorta di fase due, ma per quel che ci riguarda, non credo che potremo tornare ad esibirci prima di almeno un paio di mesi, se non di più. Non ci resta che restare positivi e sperare che tutto vada per il meglio!

Grazie ancora Mimmi e StrAw per la vostra partecipazione, vi lasciamo con parole di speranza, nell'attesa che tutto torni come prima, anzi, molto meglio di prima! Un abbraccio, virtuale più che mai. Grazie a te, due virtualissimi abbracci giganti a te e allo staff EDP!





DISCOGRAFIA Qui i dettagli degli due album della band. Per la discografia antecedente, rimandiamo al loro profilo Bandcamp.

MISFIT CHILDREN 2020 CD, La Valvola

1.Your Wings  2.Superheroes  3.Misfit Children  4.The Truth Hurts  5.Mr. Moneybag  6.Everybody Needs to Follow Someone  7.In a Word  8.Fairytale  9.Bed Bugs




Qui lo ascolti 
Qui la nostra recensione

A PLACE TO LEAVE 2018 CD, La Valvola

1.Closer  2.White Wall Slot  3.Glasses  4.Inside a Storm  5.The Gray Side of the Sky  6.Empty Rooms  7.That Was...  8.On the grass  9.Goodnight




Qui lo ascolti
Qui la nostra recensione



Articolo e intervista ad opera di Giusy Elle




giovedì 16 aprile 2020

201. Il traguardo dei DUECENTO ARTICOLI



Ne è passato di tempo, dall'avvio di questo blog... era l'agosto 2012 quando ho iniziato con la prima intervista, in realtà a un trio, ma a mia discolpa, senza basso. In questi anni ho portato avanti la presentazione di più duo chitarra-batteria italiani possibile, sempre nel limite del mio singolo operato e seguendo la formula di una presentazione completa e approfondita, come una realtà specifica quale la nostra dovrebbe fare.
Tra interviste, compilation, collaborazioni, recensioni e live report (grazie all'aiuto di fidati collaboratori, dediti alla causa del duo elettrico), siamo arrivati a pubblicare, ad oggi, ben 200 articoli! Vista la natura 'a cascata' di questo blog (caspita, volevo realizzare un sito, in realtà!!!) ritengo utile radunare in un unico elenco gli argomenti trattati. Tutte le band in ordine alfabetico, con la data di pubblicazione dell'articolo e il genere musicale di riferimento. Non mancano i link a tutti gli articoli di contorno.
Augurandomi che a qualcuno torni utile, ecco a voi un riassunto, di facile consultazione, di tutto il materiale Edp pubblicato finora.

BAND:
ABOUT ABORTIONS Ferrara, Depressive Suicidal Black Metal (13.3.2014)
ABOVE THE TREE & E-SIDE Verona, Folk psichedelico/sperimentale -attualmente solista (18.1.2017) Recensione: Riot
ACRITER Pavia, Metal -Non più attivo (27.8.2015)
ALLAN GLASS Alessandria, Rock/psichedelia -Non più attivo (17.4.2014)
ANICE Reggio Emilia, Postrock (14.10.2017) Recensione: Gold
A.N.O. Ancona, Math/noise (14.12.2014) Recensione: Frizziquizzi
BACHI DA PIETRA Asti, Bluesnoir 1 (12.5.2015) / 2 (18.5.2016) Recensione: Necroide
BETTIE BLUE Torino, Rockblues -Non più attivo (2.7.2015) Recensione: Yuma
BETTY POISON Roma, Rock 1 (28.8.2012) 2 (20.8.2013)
BOLOGNA VIOLENTA Treviso, Grindcore/AvantgardeRetrò (9.2.2017) Recensione: Discordia
CANI DEI PORTICI Bologna, Postcore (22.9.2016) Recensione: Due
CULTURE WARS Avellino, Postpunk/Noise pop -in sospeso (16.9.2015) Recensione: Plans
CRAVING FOR CAFFEINE Perugia, Rock (12.11.2019) Recensione: The Rage of the Rabbit
CYBORG ZERO Treviso, Garage blues (17.9.2019) Recensione: Live@LaDarsena
DEATH BY PLEASURE Trento, Garage punk -Non più attivo 5.4.2014
DIFFERENCE Roma, Dirty pop (13.8.2014) Recensione: Agosto Divide
DIRTY TRAINLOAD Bari, Blues (21.10.2014) Recensioni: A Place for Loitering
DISSOCIATIVE TV Udine, Punk (30.3.2019) Recensione: Ice Cream
DOCTORS IN MEXICO Ferrara, Altrock/Stoner (6.4.2017) Recensione: Bile
FUCSIA Trento, Disco rock -Non più attivo (22.11.2016) Recensione: Lazy Electrons
GIUDI E QUANI Verona, Soul/funk (19.2.2019) Recensione: Giudi e Quani
GLOBETROTTER Benevento, Mathcore (31.5.2016) Recensione: Fibonacci
GO!ZILLA Firenze, Garage punk (5.4.2014) -Attualmente in trio
GRAFTAGE Varese, Black metal/Sci-fi -Non più attivo (2.12.2014) Recensione: Secret Garden
GUERRRA! Terni, Mathcore (30.3.2016) Recensione: Soprusi
HATE & MERDA Firenze, Sludge (9.5.2017) Recensione: La Capitale del Male
HYPERWULFF Bologna, Metal/Sci-fi 1 (19.3.2019) / 2 (27.8.2019)
HYSM?Duo Taranto, Improvvisazione radicale/RIO/Avantrock 1 (27.3.2015) / 2 (29.4.16)
I COSPIRATORI Torino, Folkrock/Garageblues -Non più attivo 1 (6.1.2015) / 2 (30.7.2015)
I-TAKI MAKI Frosinone/Berlino, Altrock 1 (20.11.2014) / 2 (23.6.2015) / 3 (13.1.2016) / 4 (26.10.2018)
Recensioni: Western Monamour / Dust / A Place to LeaveKA Bologna, Basso-batteria, NoiseCore (13.11.2018) Recensione: Inerte
KARAWANE Napoli, Rock sperimentale -Non più attivo (11.2.2015) Recensione: II
LE SCIMMIE Chieti, Stoner/Doom/Noise -Attualmente in trio (23.12.2012)
LITTLE BOY LOST Padova, Grunge/Stoner -Attualmente in trio (5.11.15) Recensione: @_@
LUDMILLA SPLEEN Ancona, PostPunk/Noise/ArtCore 1 (12.8.2015) / 2 (27.12.2016)
Recensioni: Eeeh?!? / Acephale
MALATESTA Perugia, Krautrock/Noise/Sperimentale (6.3.2018) Recensione: Entartete Kunst
MARMO Forlì, PostMetal/NoiseCore 1 (21.3.2017) / 2 (18.12.2018)
MELAMPUS Bologna, Dreamwave -Attualmene in altra formazione 1 (22.2.2014) / 2 (20.5.2015)
Recensioni: N7 / Hexagon Garden
METEOR Brescia, SpeedNoise/Grind (28.11.2018) Recensione: Magic Pandemonio
MILF Pescara, Mathrock/Jazzcore/Sperimentale 1 (22.3.2014) / 2 (10.10.2016) / 3 (11.7.2019)
MOTORAMA Roma, Garagepunk (27.11.2012)
NADSAT Bologna, Metalcore/Mathrock 1 (15.7.2016) / 2 (23.1.2018) / 3 (16.5.2019)
Recensioni: Terminus / Crudo / Feral
ONGAKU2 Cagliari, Improvvisazione radicale (4.11.2014)
OVO Ravenna, Noisecore/Sludge 1 (24.01.2013) / 2 (11.12.2016) / 3 (25.3.2020)
Recensioni: Abisso / Creatura / Miasma
PRESSIONESU MALTA Messina, Stoner (23.8.2016) Recensione: Uhu!Uhu!
RAI'SE Vicenza, Postcore (11.4.2020) Recensione: Crepa!
RIVERWEED Treviso, Garageblues (15.6.16) Recensione: Full Moon
SAKEE SED Bergamo, Croony/psyco/rock (23.4.13)
SAMCRO Arezzo, RockBlues -Non più attivo 1 (28.1.2015) / 2 (18.2.2016)
Recensioni: Terrestre / I Colpevoli
SAN LEO Rimini, Mantracore 1 (24.2.2017) / 2 (19.6.2019)
Recensioni: XXIV / Y
SDANG! Brescia, PostRock/Math/Prog 1 (13.10.15) / 2 (5.11.2016) / 3 (15.1.2019)
SO.LO Treviso, Postcore -Non più attivo (6.3.2014)
SONNY & THE STORK Vercelli, Altrock (21.11.2017) Recensione: Dimenticati e Ritrovati
SWALLOW MY PRIDE Nuoro, Grunge/Stoner/Psichedelia (5.6.2014)
TENSE UP! Reggio Emilia, Surf Rock'n'core (14.10.2019) Recensione: Tense Up!
THE BIG SOUTH MARKET Barletta, HardRock/Stoner (19.12.2017) Recensione: Muzak
THEBUCKLE Cuneo, HardRock/Stoner (3.3.2015) Recensione: TheBuckle
THE CHICKEN QUEENS Modena, Garageblues -Non più attivo (20.10.2016) Recensione: Buzz
THE INFRAMEN Bari, Basso-batteria, Stoner/garage/noise/lo-fi (17.5.2018) Recensione: 
THE MUSHROOMS Napoli, Grunge/stoner/sludge metal/noise rock (10.12.2019) Recensione: The Mushrooms
THE OME BROTHERS Trento, Garagepunk -Attualmente in trio con altro nome (19.12.2014)
TRISTAN DA CUNHA Pavia, Postrock/Slowcore (7.4.2018) Recensioni: Praia
TU Roma, Rock demenziale/Tutti i generi (15.7.2015) Recensione: Nonavraialtroduoallinfuoridi...
ZOLLE Lodi, Heavymetal/Mathrock 1 (29.9.15) / 2 (14.2.2018)
Recensioni: Porkestra / InFesta


COMPILATION:
EDPVol.1 (21.11.2013) / FULL-DUO-Trentino Compilation (8.5.2014) / LOMBARDUO Compilation (15.4.2015) / EMILYDUO Compilation (28.6.16)


LIVE REPORT:
BOBLOG III (2.5.2015) / KING KHAN & BBQ SHOW (16.6.2015) / MARK SULTAN/BBQ (29.1.2016) / ROPOPOROSE (3.3.2016) / NADSAT (23.3.2018)


COLLABORAZIONI:
ALL YOU NEED IS PUNK (9.11.13) / ROCK GARAGE (19.11.13) / SADIK (10.12.2013) / GUITAR CLUB e Marcello Zinno (14.11.2014) / UNDERGROUNDZINE WEBZINE (14.1.2015) / ROCKGARAGE Radio (24.4.2015) / ONDA MUSICALE (12.4.2016) / FREE RADIO SANTA CRUZ (27.7.2016)


PERSONAGGI SINGOLI:
MONELLE CHITI Fotografa musicale (13.3.13) / BRUNO DORELLA OvO, Bachi da Pietra, Ronin, Produttore Bar la Muerte (31.5.13) / STEFANIA PEDRETTI 1 e 2 OvO, Allun, ?Alos (29.6.2013) / JESSICA DAINESE Giornalista musicale 30.7.2013 / GIUSY ELLE fondatrice Edp (7.1.2014) / MARIO CARUSO Scrittore di romanzi e chitarrista dei Samcro (7.12.2015)


ALTRO:
EDP Cos'è (18.9.13) / DUO ELETTRICO Storia (27.6.2014) / DUO ELETTRICO Al femminile (10.7.2014) / CENSIMENTO Power duo italiani (23.8.14) / EDP STAFF (8.10.2014) / QUANDO L'ACQUA INCONTRA LA MUSICA Rassegna musicale (19.9.2017)




Articolo ad opera di Giusy Elle


sabato 11 aprile 2020

200. RECENSIONE70: Crepa! by Raìse



Vengono da Vicenza e sono un duo strumentale chitarra baritona (Fabio Silvestri) e batteria (Luca Brunello). Scelgono un nome importante, che si dipana dal suolo e ci ricorda le nostre origini naturali: Raìse, 'radice' in dialetto veneto... Un duo con strumentisti non di primo pelo ma con ancora tanta voglia di urlare la propria rabbia, per la rovina del mondo, tra avidità del sistema capitalistico e una natura condannata allo sfruttamento. Con il loro album d'esordio Crepa!, esortano a guardare oltre 'la fessura' per vedere cosa di bello c'è ancora, la Natura imponente e selvaggia, alla quale ci siamo scordati di appartenere intimamente.

Fedelissimi ai precetti hard core, non scendono a compromessi, e il loro disco, pur di materializzare l'idea di suoni ed emozioni che avevano in mente, subisce ritardi a partire dalla ri-registrazione delle chitarre: viene pubblicato infine a fine febbraio 2020, in un giorno che capita soltanto ogni 4 anni... Gli interventi di elettronica e il theremin di Valeria Sturba (nella terza traccia) vengono al momento registrati in una base che accompagna i loro live, ma presto saranno avviati all'occorrenza da un pad di batteria. Una batteria originale, tribale, in continua rincorsa di sé stessa, a sostenere con furia i riff e le melodie del collega chitarrista.

Qui a seguire i dettagli tecnici dell'album e la sua recensione ad opera di Cesare Businaro, mentre nel nostro articolo appena pubblicato, troverete tutto sulla band e un approfondimento di molte tematiche grazie all'intervista con il chitarrista Fabio Silvestri. Buon viaggio sonoro a tutti, nel mondo oltre la Crepa...

Video:

Contatti Band:

Crepa! credits:
Scritto e suonato da Raìse: Fabio Silvestri (chitarra baritona) Luca Brunello (batteria)
Synth: a cura di A. Charlie Di Carlo
Batteria: registrata da Enrico Baraldo @Vacuum Studio (BO) 2018
Chitarra: registrata da A. Charlie Di Carlo @Haunted Studio, Castelgomberto (VI) 2019
Prodotto, mixato e masterizzato da A. Charlie Di Carlo @Haunted Studio
Special guest: Valeria Sturba, theremin in Ond/tA
Artwork: Nicola Stradiotto
Formato: Cd, digitale
Etichetta: Autoprodotto
Pubblicato il 29 Febbraio 2020

Qui lo ascolti

CREPA! 2020
Autoprodotto
(PostCore, Experimental, Metal)

1.Driepapegaaien
2.Se(a)rch)o(
3.Ond/tA
4.Crepa!
5.Commuovelalegge
6.Colmare

RECENSIONE
RAI'SE Crepa!
Lp 2020 Autoprodotto

Ho ricevuto il CD dei RAìSE in ufficio, con l’entrata in vigore del DPCM “#IoRestoaCasa”. Mi fosse arrivato il giorno dopo, non starei scrivendo questa recensione, perché quel giorno ho giusto raccolto dalla mia scrivania quanto necessario per poter lavorare - dall’oggi al domani - fra le mura domestiche e da allora non ci sono più tornato.

Aperta la busta, confesso che il titolo dell’album (e della quarta traccia, “Crepa!”), in piena emergenza da Coronavirus, mi ha provocato qualche toccata scaramantica (“a carne”, come direbbe il dr. Fuxas di Verdone in “Perdiamoci di vista”). In realtà, nella condizione di “clausura forzata”, in cui avrei - di lì a breve - ascoltato (e riascoltato) il CD, non potevo ricevere miglior regalo. Il platter è infatti una catartica e liberatoria scarica di adrenalina, dal primo all’ultimo brano.

In materia di post-hardcore, termine fin troppo abusato - forse - e con cui si descrivono gli stessi RAìSE, personalmente continuo - da quasi trent’anni a questa parte - a professare il mio “monoteismo”, adorando un solo Dio nei Quicksand. Il loro “Slip”, nell’ormai lontano 1993, è stato seminale e non solo per il post-hardcore cantato, vista la presenza di una traccia strumentale, che probabilmente ha dato il “La” anche ad altre forme di post-generi musicali.

Premesse quindi tali coordinate, scopro con piacere di non doverle reimpostare, per orientarmi nell’approccio con il duo vicentino, che vede - più precisamente - Luca Brunello ai “ritmi” (catturati da Enrico Baraldi - già al banco mixer di entrambi i lavori dei Nadsat, ben noti su questo blog - al Vacuum Studio di Bologna) e Fabio Silvestri ai “suoni” (ripresi invece dal produttore, A. Charlie Di Carlo, presso l’Haunted Studio di Castelgomberto), il tutto con una gestazione di due anni fra le sessioni di Luca (2018) e quelle di Fabio (2019).

L’ascolto dell’album mi è decisamente familiare e i suoi 43 minuti ed 8 secondi su 6 tracce (le prime tre dai nomi incomprensibili, se non impronunciabili, le altre tre intitolate in italiano, quasi a voler dividere l’opera in due atti), mi scorrono lisci, come se nel mio lettore non stesse girando un LP, ma un più conciso EP, tant’è che alla fine del primo giro lo rimetto subito in play.

Ci ritrovo infatti esattamente quello che mi aspetto da chi mastica post-hardcore, a cominciare dalla prima traccia, che ne ripropone tutti i tratti somatici: energici power-chord, incalzati da compatte sequenze in palm-muting e scanditi da granitici stop’n’go, che ne accentuano le bastonate sonore, lungo progressioni armoniche minimali, ma a loro modo orecchiabili e perciò coinvolgenti ed emozionali, pur in mancanza di una guida vocale.

In tutto ciò, si apprezzano gli innesti sperimentali di musica drone ed ambient, che vanno ad arricchire la tavolozza sonora della band, rompendo gli schemi di cui sopra e dipingendo le scenografie sullo sfondo delle quali il power-duo recita a soggetto, modulando a più livelli e con esaltanti crescendo, la dinamica della sua formula di post-harcore (a tratti post-metal, anche per l’uso, comunque moderato, di stacchi in tremolo picking).

Il disco suona compatto ed uniforme, esprimendo la coerenza di una band a cui piace definirsi “senza compromessi”, per cui non mi soffermerò sulle singole tracce, ma su alcuni dettagli, come l’introduzione fuzzosa e tiratissima del secondo pezzo (a dir poco devastante, sullo stile dei QOTSA), l’atmosfera fantascientifica e orbitale di quello successivo, dove s’inserisce una melodia inquietante, dal timbro corale e umanoide, che le note di copertina mi confermano essere riprodotte da un theremin (con Valeria Sturba ad integrare in questo ruolo il duo) e la sovraincisione di campioni del discorso pronunciato dall’anarchico Bartolomeo Vanzetti, nella trasposizione cinematografica - con un immenso Gian Maria Volonté - del processo che lo vide condannato alla pena capitale dagli Stati Uniti nel 1927, insieme a Nicola Sacco, per poi essere riabilitato cinquant’anni dopo; è questa la traccia più lunga e forse - per la band - più significativa del disco (“commuovelalegge”), vista la citazione di una frase del medesimo discorso anche all’interno del digipack (peraltro con un refuso, se non si tratta di una “licenza poetica” dei RAìSE: scrivono “…se voi aveste il potere di ammazzarVI…”, anziché “ammazzarMI”). 

Menzione a parte per l’epilogo (“colmare”), forse il mio pezzo preferito, con quella sequenza di accordi, tanto semplice e solare, quanto ipnotica, nel suo riproporsi come un refrain e col mare - appunto - in coda, che va a restituire all’ascoltatore un senso di pace, dopo i fragorosi 3/4 d’ora precedenti.

Li aspetto dal vivo, quando finalmente si potrà tornare a veder concerti.
Andrà tutto bene!

Voto: 8/10

Articolo ad opera di Giusy Elle