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sabato 30 marzo 2019

178. RECENSIONE60: Ice Cream by Dissociative Tv





I DISSOCIATIVE TV sono un duo che proviene dal nord del Friuli, una coppia nella vita formata da Alessandro De Cecco (chitarra e voce) e Jessica Bortoluzzi (batteria). Suonano in casa un set assolutamente minimalista, registrano album e video tra le mura domestiche in versione lo-fi, suonano punk melodico il tutto nella più tipica tradizione DIY, eppure, nella loro semplicità, piacciono alla grande alla stampa del settore e ai locali o alle radio dove vengono ripetutamente chiamati per suonare: a un paio di anni dalla formazione vantano un'ottantina di live tra Italia ed estero e tre full lenght, con un quarto che vedrà la luce entro la fine del 2019.
Un duo prolifico quindi, attivo e dinamico, e anche profondamente impegnato nel sociale (Alessandro lavora in una cooperativa per disabili) e nella salvaguardia dell'ambiente: entrambi vegetariani, sono volontari del gattile di zona nonché accudiscono una colonia di gatti a casa propria di oltre 30 esemplari! Che dire, l'età non conta (entrambi ai primi -anta), ciò che conta e crederci e farlo con tutto sé stessi, i risultati non possono che arrivare...
Se vi ho incuriositi con la storia dei Dissociative Tv potete approfondire l'argomento (retrospettiva e intervista) nell'articolo appena pubblicato (qui), oppure continuare in questa sede con l'approfondimento di Ice Cream, l'ultimo album del duo, e la sua recensione ad opera del nostro collaboratore Mali Yea, chitarrista del duo reggiano Anice.


Video:



Contatti Band:


Ice Cream credits:
Suonato da Alessandro De Cecco (guitars and vocals) e Jessica Bortoluzzi (drums)
Testi di Alessandro De Cecco
Musica di Dissociative Tv
Registrato da Alessandro De Cecco a Liariis di Ovaro (UD)
Mixato da Luca Rainis e Alessandro De Cecco
Masterizzato da Luca Rainis
Artwork by Andrea Marincich
Press by Lunatik
Formato album 10 tracce
Pubblicato il 15.12.2018

Qui lo ascolti

Ice cream 2018
Norway Records
(Punk melodico, grunge, pop, lo-fi))

1. Cake in the Face
2. Expering Inspiration
3. Ice Cream
4. Foxtrot
5. 2 Minutes
6. Technology
7. Nothing
8. Move the Washing Machines
9. They are not well
10. The Cat is Washing

RECENSIONE
DISSOCIATIVE TV "Ice Cream"
Lp 2018 Norway Records

Ice Cream è il titolo del terzo disco dei Dissociative Tv, un album di 10 tracce che di recente ha fatto il suo debutto in società, più precisamente lo scorso 20 dicembre 2018. 

Il power duo friulano muove i primi passi nel 2017 ed è originario di Liariis, piccola frazione di Ovaro (UD), la band è formata dalla coppia Alessandro De Cecco (chitarra e voce) e Jessica Bortoluzzi (batteria), a quanto pare entrambi grandi appassionati di “caffè e gattili”.

I Dissociative sono ironici e sembrano prendere la musica alla “leggera”, senza troppe menate, parlano poco ma suonano tanto. Sono un ottimo esempio di come oggi ci si possa ancora divertire, superata la quarantina, suonando un genere come il punk-rock, fregandosene altamente delle contemporanee tendenze musicali, che però va anche detto, a volte lasciano il tempo che trovano. 
Il loro ultimo album ha un sapore esplicitamente "nineties", lavoro interamente registrato in casa ma successivamente mixato e masterizzato in studio dal fidato Luca Rainis, punto di riferimento della formazione e loro fonico personale fin dall'esordio. Tutte le canzoni sono cantate in inglese e risultano parecchio orecchiabili, forse troppo, aspetto che dipende dalla spiccata attitudine pop della band… i circa 25 minuti complessivi dell’album scivolano via veloci, facilmente, come acqua sulla pelle, sono come una birra ghiacciata durante un barbecue estivo in compagnia di amici universitari, tutti rigorosamente fuori corso.   

Impossibile durante l’ascolto non avere reminiscenze di gruppi come The Offspring, in particolar modo la seconda traccia intitolata "Expering Inspiration" ricorda senza dubbio la più famosa "Why Don’t You Get A Job?" del 1998, oppure i Green Day o i primissimi Weezer... 
Tuttavia, un brano degno di nota è il settimo, intitolato “Nothing”, a mio avviso, l’unico che si discosta dalla linea guida generale dell’album che, come detto precedentemente, è un chiaro tributo ai "tempi d'oro" del punk-rock melodico californiano. Qui il sound si tinge di scuro e finalmente si sente la ciccia sfrigolare sulla griglia, anche se l'ispirazione ai Nirvana è palese, ciò nonostante il pezzo spinge verso una direzione che in un qualche modo lascia ben sperare. 

Gusto del “gelato” consigliato agli amanti del generis o nostalgici cronici degli anni '90.

Mali Yea

Articolo ad opera di Giusy Elle




177. Gli Anni Novanta dei DISSOCIATIVE TV


INTRO
Come secondo articolo di questo 2019 abbiamo presentato i GIUDI E QUANI (qui), un duo veronese con componente femminile alla batteria. Ecco, oggi ci ritroviamo nella stessa line-up, come da storica tradizione alla White Stripes. I DISSOCIATIVE TV, il duo di oggi, come nel caso precedente compone canzoni: intro-strofa-ritornello-testo cantato... una formula tradizionale ma che nei combo italiani a due sembra avere perso presa... molti duo chitarra-batteria sono infatti strumentali e vocati al rumore, inteso come noise, postcore, metal, sludge o sperimentale che sia. Ogni tanto una sana 'canzonetta' mitiga un po' l'atmosfera... Ecco quindi che mi accingo a presentarvi questo duo friulano, con doppio piacere, visto che richiama la mia terra natia...


BIOGRAFIA
Vengono dal Friuli, dalla fredda regione carnica al confine con l'Austria, sono in due e come tutti i duo fanno baccano per quattro. Qui la potenza è data dalla grinta e dall'attitudine punk, visto che il minimalismo strumentale predomina: un set di batteria essenziale e la chitarra senza ingrossamenti legati a splittagi del suono su ampli per basso.

Alessandro De Cecco e Jessica Bortoluzzi hanno già fatto la festa per i loro primi -anta eppure non demordono, dimostrano attitudine punk, sono pieni di energia e amano rifarsi alla musica con cui sono cresciuti. Gli anni '90 predominano infatti sulla loro cifra stilistica.

Il chitarrista Alessandro milita in varie band fin dal 2001 e i generi che si alternano sono più o meno quelli: grunge, punk, new metal, punk/folk per variare... una volta trovata in Jessica la compagna di vita (entro quest'anno le nozze!) risulta comodo suonare in casa, quindi perché non insegnarle i rudimenti del tempo? Come nelle più pure tradizioni dei duo chitarra-batteria, la fiaba si ripete... e in breve Jessica si trova a suo agio persino durante i live; imparato qualche accordo base alla chitarra, i due non disdegnano di scambiarsi pure i ruoli agli strumenti (qui)! Siamo a settembre del 2017 e il duo casalingo è fondato, in quel di Liariis, piccola frazione di Ovaro, in provincia di Udine, a quota 700 s.l.m. 

I brani vengono tutti registrati da Alessandro nel piccolo studio casalingo, in versione assolutamente lo-fi, per poi essere mixati e masterizzati presso lo studio dell'amico Luca Rainis. Le canzoni sono semplici ma d'effetto e scorrono veloci come l'acqua, e con la stessa velocità di un ruscello in piena escono dalla mente del duo, tanto che ad oggi, a due anni dalla fondazione, hanno già visto la luce tre album mentre il quarto è in uscita per dicembre di quest'anno. Anche i live non mancano, oltre 80 ad oggi (tra locali, festivals, live in radio, anche una condivisione di palco con i Ritmo Tribale), sia in Italia che all'estero! Sempre apprezzato il punk melodico di questo duo...

Norway Records 
Ice Cream è attualmente l'ultimo disco dei Dissociative Tv e quello di cui tratteremo quest'oggi, distribuito dalla piccola etichetta indipendente Norway Records di Norimberga. Dieci brani che si gustano come un buon gelato d'estate e proprio davanti a un gelato (metafora del clima rigido della Carnia) nasce l'idea dell'album. I brani, tutti sotto ai 3 minuti, richiamano alla mente i Green Day e i Bad Religion, come i Nirvana o il comic rock dei Bloodhoud Gang. I Dissociative Tv stessi si considerano ironici, parlando nei testi di vita quotidiana, accadimenti divertenti, storie di gatti... quella dei gatti infatti è una passione che lega Jessica ed Alessandro, visto che entrambi sono volontari del gattile locale, contano loro stessi un incredibile numero di mici a casa (oltre una trentina!), sono vegetariani, combattono gli abusi sugli animali (trovate Alessandro su Facebook con lo pseudonimo 'Controlepellicce') nonché tutto il ricavato della vendita dei loro dischi è proprio destinato al gattile dove prestano i loro servizi. Non c'è nessuna discrepanza in tutto ciò: si può essere personaggi 'cattivoni' ma persone dal cuore grande, sensibili all'ambiente in cui si vive e a tutte le problematiche ad esso legate..

Da Ice Cream vengono estratti due singoli da cui i video: "Cake in the Face" è il primo pezzo dell'album, un buon esempio della vena pop che pervade l'intero disco, mentre "Nothing", la settima traccia da cui il secondo video, si distingue notevolmente dal resto della produzione dissociata del duo: brano più duro, suoni di chitarra più aggressivi, persino l'equalizzazione inscurisce la voce tesa di Alessandro, facendo di questo pezzo sicuramente il più interessante dell'intero album. Appoggiati come Ufficio Stampa alla Lunatik, Ice Cream raggiunge tutta la stampa del settore venendo positivamente recensito da testate come Rumore, Rockerilla, Alias -Il Manifesto, Music Map, Classic Rock ed altro ancora.

Ecco, la Tv dissociativa ci porta tutte queste novità: musica punk ma anche pop, un duo isolato nei monti carnici che non disdegna di macinare chilometri per suonare in ogni dove, leggerezza nei testi ma forte impegno sociale nella salvaguardia degli animali e dell'ambiente... andiamo quindi ad approfondire questi temi con gli interessati, intervistando Jessica ed Alessandro, mentre nell'articolo a seguire potrete approfondire l'album grazie alla penna incisiva di Mali Yea del duo reggiano Anice (qui la sua recensione ad Ice Cream)

Link video:


I Dissociative Tv si esibiscono sia in versione amplificata che completamente acustica

INTERVISTA
1. Ciao a voi Jessica ed Alessandro. Che piacere intervistare dei corregionali! Non sono molti infatti i duo friulani chitarra-batteria... Quanti ne conoscete? Con quali avete avuto modo di condividere il palco? E che modello avevate in mente quando avete deciso di suonare insieme?
A: In effetti conosciamo solo un altro gruppo duo come noi che sono i NEW TALKERS fanno rock italiano (no cover) e abbiamo instaurato un bel rapporto con loro e spesso giriamo assieme. Quando abbiamo iniziato a suonare il nostro unico riferimento era il punk californiano, dapprincipio molto stile Green Day ma nel futuro anche qualcosa di più new metal, comunque sempre punk di base. In effetti ci sono sempre stati pochi duo chitarra-batteria nella vostra regione. Resistono ancora i Dolcetti, da Udine, e gli Haunting Green.

2. A leggere la vostra storia sembra tutto facile... Alessandro abbisogna di un accompagnamento ritmico e insegna alla compagna i rudimenti di batteria, la quale li assimila in pochi mesi tanto da essere in grado di sostenere dei live. Ma Jessica, imparare a suonare il primo strumento implica in realtà imparare innanzitutto la musica, come te la sei cavata col tempo? E la coordinazione degli arti? Inoltre, non disdegni di suonare qualche brano anche alla chitarra... ero soltanto io che dopo 10 anni di chitarra mi sentivo sorpassata in bravura dai figli dei miei amici appena approcciati allo strumento???
J: E' facile perché la musica è facile! In effetti Ale ha accelerato tutto perché diceva che tenevo già il tempo bene e che a lui bastava, e così è iniziata la nostra avventura... Col tempo ho migliorato la tecnica. Come coordinazione degli altri sinceramente non ho mai avuto grandi problemi, in ogni caso nel gruppo la batteria resterà sempre molto base anche nel futuro.

3. Anche la creazione dei vostri pezzi segue la stessa logica dell'immediatezza: quattro full lenght in due anni!!!! Ci descrivete il vostro percorso compositivo? Come fate ad essere così prolifici?
A: Questi 3 album sono stati scritti tutti di getto. Avevamo in testa già mille idee, bastava solo registrarle. Le canzoni nascono da un riff di chitarra e da alcuni “Strambolotti inglesi” che col tempo si trasformano in un testo, spensierato sì ma che comunque abbia il suo senso.

4. Dissociative Tv è proprio un duo minimalista: a differenza di molti vostri colleghi optate per la semplicità strumentale, niente loop station, ampli aggiuntivi di basso o artifici di altra sorta. Com'è la reazione del pubblico di fronte a un modo di essere così nudo e diretto? C'è ancora qualcuno, a quasi vent'anni del terzo millennio, a lamentare la mancanza del basso? Nel recording però qualche sovrincisione c'è, e anche qualche traccia di basso...
A: Dal vivo si gioca sul fare “Casino", un “Casino” sensato, comunque, e quindi la gente apprezza il live semplice, senza aggiunta di effetti. Poi, sinceramente, non sono portato per lo “Smanettare con le pedaline”. Nel disco aggiungiamo solo un traccia di basso che segue la chitarra per rendere le canzoni più complete.

5. I vostri testi sono leggeri, parlano di eventi del quotidiano, spesso in maniera ironica. Eppure nella vita avete preso posizioni molto impegnate! So che avete una colonia di gatti da accudire, a casa, oltre ad impegnarvi attivamente nel volontariato presso il gattile locale. Persino il ricavato della vendita dei vostri Cd è destinato a tale fondazione! C'è discrepanza tra la vostra vita artistica e quella impegnata nel sociale?
A+J: Oddio, non riteniamo questa cosa un impegno anzi, per noi è un piacere farlo. Questo disco ad esempio era per il gattile, il prossimo potrebbe essere per qualche persona o famiglia che necessita aiuto, chissà.! I testi sono ironici perché ci piace sdrammatizzare quasi su tutto... quasi eh!!

6. Tra gatti e musica suonata in casa, come ve la cavate col vicinato?
A+J: Abbiamo un vicinato eccezionale, sono tutti favorevoli alla musica e ci appoggiano. Non si potrebbe vivere in un posto sperso migliore!!!

7. Alessandro, nei tuoi brani di oggi si sente la reminiscenza degli anni belli, in cui siete cresciuti. Ci racconti del tuo percorso musicale, i generi che ti hanno influenzato, e come mai dopo i 40 anni celebri ancora gli anni dell'adolescenza?
A+J: Sì, ci sentiamo ancora adolescenti, è semplice, la musica fa anche questo, ti fa rimanere sempre giovane (almeno dentro) Negli anni abbiamo ascoltato di tutto: Sex Pistols, progressive italiana, Clash, Beatles, system of a Down, Nirvana, Green Day, Nofx, Sepoltura, Prozac+, Area, Pfm, Melvins, Teatro degli Orrori, cantautori e molto altro. Per farti l'elenco dovremmo stare qui mezza giornata e sicuramente dimenticheremmo qualcuno.

8. Componevi già nei gruppi precedenti ai Dissociative Tv? E dopo tanti anni di militanza in full bands come descriveresti la tua esperienza in duo?
A: Da quando ho iniziato a suonare la chitarra ho subito iniziato a comporre; diciamo che il duo è una figata perché puoi sicuramente portare avanti al meglio le tue idee.

9. Parlateci un po' dei due video girati fino ad ora. Il set cinematografico è casa vostra, vero? Chi vi ha seguiti nella registrazione e montaggio dei videoclip?
A: I video sono fatti di getto e senza alcun aiuto, con una go-pro e un montaggio veloce. In futuro però faremmo qualcosa di più professionale con l'aiuto di un nostro amico esperto in questo settore. I set quasi sempre a casa, sì, fa freddo fuori!

10. Come siete arrivati a firmare con una label tedesca? So che l'Austria è dietro le vostre porte di casa, e spesso ci andate a suonare, ma Norimberga è ben un po' più in là... inoltre il vostro album è il numero 1 nel loro roster, è corretto?
A: Top secret.. sveleremo tutto nel futuro!

11. Non vi chiedo quali sono i vostri progetti prossimi... so già che continuerete a suonare moltissimo e a finire di registrare il vostro quarto album, in uscita a fine anno. Cosa ci dobbiamo aspettare, invece, da questo nuovo prodotto discografico? Novità o continuità della tradizione Dissociative Tv?
A: Stavolta si cambia: molto più punk-newmetal-rap. Ci staccheremo dai Green Day per seguire un percorso diverso e sicuramente più nostro.

Un saluto e un abbraccio da tutti noi dell'Edp, cari Jessica ed Alessandro. Vi lascio chiudere con parole vostre mentre noi vi auguriamo una felice vita insieme: musicale, di coppia e di gattari...
A+J: Siamo noi che ti ringraziamo e come diciamo spesso: "si può suonare sempre, non ha importanza che età uno abbia... è come rompere i coglioni, l'età non conta". Ciao Edp, un super abbraccio!!



DISCOGRAFIA
ICE CREAM Dicembre 2018, Norway Records (punk melodico, grunge, pop, lo-fi)

1.Cake in the Face 2.Expering Inspiration 3.Ice Cream 4.Foxtrot 5. 2 Minutes 6.Technology 7.Nothing 8.Move the Washing Machines 9.They are not well 10.The Cat is Washing

Qui la nostra recensione


TROPICAL ISLAND Dicembre 2017, Autoprodotto (punk melodico, grunge, pop, lo-fi)

1.Tropical Island 2.The home of Dissociative Tv 3.Beggers will ride 4.Is not my Way 5.Ironic Song 6.Sebastian Rock 7.Routine 8.Radio Je 9.Rendundant 10.Riff on the Ruff




CLASSIC VIDEOGAME Agosto 2017, Autoprodotto (punk melodico, grunge, pop, lo-fi)

1.To Climb 2.Look waht heppened 3.Breaks to the next 4.All Zero 5.Time went by 6.Guys full of shit blind me 7.Punch in the mouth 8.The Cemetery is the Holiday 9.Thanks for coming to me 10.Classic Videogame






Link ad altre recensioni:


Articolo e intervista ad opera di Giusy Elle

martedì 19 marzo 2019

176. RECENSIONE59: Vol.2: The Divide by Hyperwülff





Sarge e Wüllf vengono da Erion, un pianeta dove l'energia fluisce in equilibrio grazie al potere unificante di Hyperwülff. L'IperLupo, deprivato della sua forza e relegato in strati sottili della creazione da un nemico robotico, attende ora la reincarnazione grazie al potere unificante della musica, con l'apporto degli Eroniti e degli umani tutti. Bene gente, continuate a suonare quindi, e a elargire le vostre buone vibrazioni, che il Cosmo ne può solo giovare... Questo il concept degli HYPERWÜLFF, duo bolognese con una missione: salvare l'equilibrio delle cose tramite il potente strumento della musica.
Volume2: The Divide esce a fine 2018 ed è il naturale sequel del precedente Vol1: Erion Speaks, di tre anni prima. Attraverso questi volumi il duo dipana la trama della saga e convoca a sé nuovi proseliti grazie al 'metla', un post metal ibridato di stoner, sludge e doom, forte e potente, straziato e storto quanto basta. A fianco dei due eroi troviamo una bella cordata di etichette che credono nel messaggio di pace del duo: Shove Records, Deathcrush e Dischi Bervisti per i formati vinile+Cd (di cui 100 in edizione limitata bianco latte), 25 copie in tiratura ultra-limitata a cura di Teschio Dischi e Roughness Noise per la versione audio-cassetta.
Nell'articolo appena pubblicato c'è una breve descrizione di queste belle realtà dell'underground musicale nazionale, ma anche l'intervista ai due eroi della saga e una presentazione del duo dalla fondazione ad oggi: rimando quindi a tale pubblicazione (qui) per ogni approfondimento sul duo, per concentrarci invece qui sugli aspetti tecnici dell'album e sulla sua recensione a firma del nostro collaboratore Nicola Cigolini.

Video:
"Last Ride" Official Video https://youtu.be/-mXyRKlJzAM

Contatti Band:


Vol2: The Divide credits:
Scritto e suonato da The Sarge (chitarra e voce) e The Wüllf (batteria e droni)
Registrato e mixato da Bruno Germano @Vacuum Studio (Bologna)
Masterizzato da Carl Saff @Saff Mastering (Chicago)
Prodotto da Hyperwüllf e Bruno Germano
Cover Artwork: Solomacello
Internal Artwork: Nero
Pubblicato il 14 Settembre 2018
Etichette indipendenti: Shove Records, Dischi Bervisti, Death Crush, Teschio Dischi, Roughness Noise
FormatoVinile nero +Cd (Edizione limitata di 100 copie in vinile bianco) e audio-cassetta

Qui lo ascolti

The Divide 2018
Shove Records, Dischi Bervisti, Death Crush,
Teschio Dischi, Roughness Noise
(PostMetal, Sludge, Doom)

1. Erion Chant
2. Hypersphere
3. Recall! Recall!
4. Ghost Wolf
5. Last Ride
6. Stele Chant
7. Shattered Ground
8. 17 45 40.045-29 00' 27.9
9. Omniverse
10. Infinite Titan


RECENSIONE
HIPERWULFF "Volume Two: The Divide"
Lp 2018 Shove Records, Dischi Bervisti, Death Crush,
Teschio Dischi, Roughness Noise

Il Grande Lupo è fra noi e la battaglia con la bestia meccanica è giunta al termine, una battaglia che sicuramente ci ricorderemo per molto tempo!
Gli Hyperwülff sono The Sarge (chitarra e voce) e The Wulff (batteria e sinth) e con questo Volume Due portano a compimento la storia iniziata con Volume One: Erion Speaks, il primo capitolo di questa saga interstellare che ci narra le vicende del Grande Lupo che combatte contro la grande bestia meccanica di nome Robogoat, una visione ultrafuturistica di un universo parallelo raccontato attraverso le corde e le pelli di queste menti sapienti.
L'album ritrova in sé molte sfumature, che vanno dal metal più spinto, con derivazioni stoner, noise fino ad arrivare al doom, quindi un bel calderone che gli Hyperwülff sanno magistralmente mescolare per creare un sound bello pieno e compatto (ricordiamo che i gruppi che recensiamo qui sono sempre di due componenti, e non far rimpiangere altri strumenti è sempre molto arduo), un viaggio che porta con sé molti sapori, molte spigolature di un disco duro e crudo, con un concept ben pensato (fateli due dischi raccontando di un futuro non tangibile e con una storia così ben delineata) ed una fattura molto buona, il disco suona bello pieno e liscio in ogni sua canzone.

Tra i pezzi dell'album spicca Last Ride, una bella cavalcata dove ritroviamo i primi germi di desert rock che poi sarebbe diventato lo stoner che noi conosciamo bene, potrei dire un nome su tutti, i Kiuss, che va a finire in una sfuriata metal alla Slipknot e che alla fine lascia letteralmente senza fiato; sembra di aver fatto l'ultima corsa con l'IperLupo accanto, io ho ancora il fiatone!
Per il resto, ragazzi, vi consiglio assolutamente l'ascolto dell'intero album perché ovviamente essendo un concept non può essere menomato di qualche sua parte, ed ovviamente anche del primo volume che anche io mi accingerò a cercare per capire come tutto questo casino intergalattico abbia avuto inizio.
Dal punto di vista tecnico un lavoro godibilissimo, dove tutto suona al posto giusto nel modo giusto, complimenti vivissimi a Bruno Germano del Vacuum Studio di Bologna, che ha curato sia la ripresa che il mixaggio di questo gioiellino.

Concludo dicendo che appena avrò la possibilità di vedere gli Hyperwülff dal vivo non me li lascerò certo scappare, e credo che lo dobbiate fare anche voi.

Nicola Cigolini
8,5/10



Articolo a cura di Giusy Elle

175. HYPERWüLFF: l'anima saggia di un'altra galassia


INTRO
Ho seguito questo duo per anni, l'ho rincorso in momenti sbagliati (troppo impegnati nella registrazione del primo album per aderire alla EmilyDuo Compilation), li ho visti esibirsi live più di una volta, e finalmente eccoci qua, a parlare di loro e con loro: gli HYPERWULFF da Bologna, duo PostMetal con venature stoner, sludge, noise, doom e chi più ne ha più ne metta, è una bella proposta dell'underground nazionale, che dura da molto tempo sebbene con due soli album in 6 anni e miratissimi live. Un metal storto, contaminato, dove loro stessi riconoscono esserci qualcosa che non va, tanto da definire il proprio genere musicale 'metla', con un refuso che parla da solo... ma anche un concept duo che musica un potenziale romanzo sci-fi o film di fantascienza, come già altri nel mondo a due teste... Andiamo quindi finalmente a vedere chi sono gli urlatori metallari, provenienti da altre galassie, imparentati con l'IperLupo, saggio custode di un mondo di pace... 


RETROSPETTIVA
Questa storia inizia con due ragazzotti rodigini, ma che dico, due semplici bambini, che fin dagli undici anni stringono amicizia condividendo film, videogiochi, fumetti, giochi di ruolo. E che appena possono abbandonano questa realtà di provincia per trasferirsi a Bologna dove vanno a costituire il bel tessuto musicale di questa città, unica in tal senso. Loro sono Christian (Love in Elevator, Marnero, Graad) e Nicola, ma forse vi abbiamo già detto troppo... il progetto Hyperwülff desidera infatti celarsi dietro un velo di mistero (come già il duo fiorentino HATE and MERDA, oppure i mascherati CYBORG ZERO), in quanto proveniente da un altro pianeta. Come potremmo sapere tutto, infatti, di un duo extraterrestre???

I due amici crescono quindi assieme, condividono abitazione, passioni, gusti musicali e cinematografici, suonando spesso in band comuni. Niente di rilevante, tutti gruppi che si disgregano dopo soli pochi live, ma che affiatano ancor più i due strumentisti, fino a farli propendere per la soluzione a due. Siamo nel 2013 e già dalla prima session nasce un brano, l'incontro in sala prove diviene regolare e pian piano l'estetica del combo inizia a definirsi.

Ispirati al mondo fantascientifico (a tal proposito tra i duo mi vengono in mente i GRAFTAGE, altri metallari, e il combo basso-batteria pugliese THE INFRAMEN), elaborano una storia di tutto rispetto che va a definire i due album finora pubblicati, uno il sequel dell'altro, come nei prodotti più riusciti del mondo cinematografico. Dopo una prima demo, dove già si raccolgono brani embrione di cavalli di battaglia della band, escono quindi Volume1: Erion Speaks (Maggio 2015 Fallo Dischi, Martire, Shove, Deathcrush Distro, Taxi Driver e Icore Produzioni, nei formati vinile colorato e digitale) e il più recente Volume2: The Divide, uscito a Settembre 2018 per Shove Records, Deathcrush e Dischi Bervisti nei formati vinile+Cd (di cui 100 in edizione limitata bianco latte tra le quali 25 copie addirittura in tiratura ultra-limitata a cura di Teschio Dischi), e in audio-cassetta curata da Roughness Noise. Si parla di un pianeta lontano dove vivono THE SARGE (chitarra e voce) e THE WüLFF (batteria e droni), i nostri stessi musicisti impersonificati nei protagonisti della storia... Non ci resta quindi che parlare della trama di questa saga:

"Tutto si svolge sul pianeta Erion, una sorta di enorme campo energetico dove le creature vivono in risonanza con esso. Animali, piante e rocce hanno il potere di connettersi con questa grande forza, evolvendosi in tal senso. Su Erion9, l'unica grande città del pianeta, vivono anche gli umani, con un passato fatto di guerre interne, carestie, avanzamenti tecnologici come sulla Terra, ma che ad un certo punto della loro storia trovano un modo per vivere in pace tra di essi e con le altre forme di vita. Tra queste troviamo anche i lupi che vivono nelle Grandi Pianure, al di là della catena montuosa denominata The Ridge (la dorsale), il confine tra il territorio dei lupi e degli uomini e una sorta di patto di pace che permette ad entrambi di vivere lontano dai conflitti.

I lupi sono la forma di vita più collegata al pianeta e hanno sviluppato grandi poteri: i loro spiriti possono unirsi e dare vita all'Iperlupo, custode del pianeta. Tuttavia anche gli erioniti hanno la possibilità di entrare in contatto con esso attraverso la Stele di Laar, una grande pietra che funge da 'antenna' per raccogliere l'energia del pianeta. Questa ha permesso alla loro civiltà di basare la propria tecnologia su di essa, portando così alla pace interna. Ogni cosa vive dunque in equilibrio e tutto sembra perfetto, fino però all'inatteso arrivo di Robogoat, gigantesca macchina frutto di una tecnologia avanzata e sconosciuta che vaga di pianeta in pianeta alla ricerca di nuove fonti di energia da sfruttare. L'idillio viene sconvolto e il Volume Uno si chiude su questo sconfortevole panorama.

Il secondo disco inizia dove inevitabilmente il precedente finiva, cioè con la conclusione del grande scontro tra Robogoat e Hyperwülff che finiscono per annichilirsi a vicenda. Tuttavia Hyperwülff non è completamente morto, ma solo il suo corpo: egli continua a vagare sotto forma di spirito o energia, per lasciare ancora una fiammella di speranza in questa storia catastrofica. Il pianeta infatti è ormai reso instabile dagli eventi e l'unico modo per salvare l'Iperlupo è quello di portare in salvo la Stele di Laar alla ricerca di un pianeta sul quale siano presenti le condizioni per evocare nuovamente il grande animale. Volume Two quindi si concentra di più sui protagonisti umani della storia, Sarge e Wülff acquistano un ruolo più centrale negli eventi, essi infatti sono i due deputati a compiere questa missione. Sarge è un semplice "soldato" della resistenza, mentre Wülff ha la capacità di entrare in contatto con lo spirito dell'Iperlupo che all'occorrenza comunica e agisce nel mondo fisico attraverso di lui.

Sul pianeta Terra, infine, c'è la speranza di radunare più umani possibile attraverso la musica per chiedere il loro aiuto a mettersi in connessione con Hyperwulff per dargli le energie necessarie a ritrovare un corpo per tornare su Erion".

Abbiamo capito che Chris e Nicola sono cresciuti a pane e fantascienza per elaborare una trama così! Loro stessi si identificano con i personaggi chiave di questa vicenda interstellare, due eroi straziati dalla scomparsa dell'equilibrio dal proprio pianeta e desiderosi di riconquistare un mondo di pace... Niente di più attuale e tristemente noto, che come in una grande fiaba rispecchia soltanto la cruda e brutta realtà dove siamo costretti a vivere. Bello comunque il messaggio di speranza e il ruolo chiave che anche la musica può avere nel ripristinare un tanto desiderato e necessario equilibrio delle cose.

Procediamo ora con l'intervista agli stessi Sarge e Wülff del duo bolognese Hyperwülff mentre rimandiamo a fine articolo per una serie di cammei dedicati alle etichette indipendenti che battagliano al fianco dei nostri eroi per divulgare l'universale messaggio di pace. A seguire un articolo interamente dedicato agli approfondimenti tecnici del Volume2 della saga, e alla sua recensione a firma Nicola Cigolini (ex duo Samcro). L'augurio è sempre quello: buona lettura e buon ascolto! 

Link video e audio:
"Last Ride" Official Video https://youtu.be/-mXyRKlJzAM
Ascolto integrale di Volume2: The Divide



INTERVISTA
1. Ciao Christian e Nicola, benvenuti al nostro appuntamento Edp... O dovrei chiamarvi Sarge e Wülff? Il concept del vostro duo è ben definito, inserito nell'estetica sci-fi: in che senso vi identificate con gli eroi della vostra saga?
La tipologia di fantascienza alla quale abbiamo deciso di rifarci è quella che si interessa più degli stadi di alienazione. Sarge e Wülff provengono da un posto molto lontano nel tempo e nello spazio e fanno i conti con cose spesso fuori della loro portata. Dopo tutto quel che hanno dovuto attraversare, ora il problema è trovare un modo per comunicare con i terrestri. Come i protagonisti della nostra storia, siamo in viaggio. A lungo abbiamo galleggiato in assenza di gravità. Se li vogliamo chiamare eroi, ci sta, anche se esempi di questi uomini ce ne sono diversi anche qui sulla Terra. Uomini che hanno tentato di costruire punti di contatto, reti, ponti. Insomma, crediamo, come i nostri personaggi, che il modo migliore per mettere insieme le persone sia attraverso la musica. Forse è un concetto un po’ naif, ma su Erion si viene educati anche a questo.

2. Il Bene attentato da forze negative è una costante dei racconti (o dei timori?) della razza umana. Quanto ci vedete di attuale ai giorni nostri? Quando siete partiti con la saga avevate un riferimento sociale preciso o vi siete semplicemente rifatti alla tradizione del fantascientifico in generale?
Come accennato prima, ci sono diverse tipologie di fantascienza. Personalmente non trovo molto interessante quella “alla Star Wars” (con tutto il bene per Lucas), che non fa che replicare un vecchio stereotipo ormai oltre il trito. Mi sembra la solita storia, dalla Bibbia in poi, però imbellettata di laser e strane creature. E se anche la nostra narrazione è stata parzialmente stereotipica fino a questo punto, è stata una cosa necessaria per gettare delle basi e raccontare un inizio, non sicuramente per consolidare l’idea che al mondo esistano bene e male in eterna contrapposizione o che esistano particolari predestinazioni. Non siamo convinti che Robogoat conosca la differenza tra bene e male. È un grande predatore meccanico che vaga di pianeta in pianeta alla ricerca di energie per continuare ad esistere. Magari la sua prima vittima è stata la civiltà che l’ha costruita… Non è conoscendo questo che Erion e Hyperwülff risorgeranno, ed è un po’ il problema di visione anche rispetto ai problemi che troviamo sulla terra. Questo senso di fatalismo proprio della cultura occidentale non fa che ammorbare se stessa in favore di narrazioni in cui esistono buoni e cattivi. Cosa faremmo se un giorno ci svegliassimo e scoprissimo che i cattivi siamo proprio noi? E sappiamo bene quanto questo ragionamento sia già applicabile qui ed ora…

3. I volumi 1 e 2 pubblicati finora sono il continuo l'uno dell'altro, come nei sequel dei film o di una serie di romanzi. Avete mai pensato di scrivere anche il libro di Hyperwüllf?
Se un libro è possibile, la cosa a cui abbiamo pensato più spesso è il formato fumetto. Ma non solo, abbiamo immaginato questo e molto altro. Ci sono così tanti linguaggi di cui sarebbe bello potersi avvalere e ci piace pensare di poterli usare tutti per declinare la nostra narrazione. Se fra qualche tempo diventerà necessario, lo faremo. Il bello del concept è che permette di muoversi tra linguaggi e generi sonori diversi. Vogliamo continuare a tenere viva la storia impiegandone il più possibile, secondo le suggestioni che ci vengono in mente.

4. Tra la vostra discografia c'è il brano remix di una colonna sonora... quale film vi piacerebbe musicare con uno dei vostri brani?
Sarebbe bello lavorare a qualsiasi sonorizzazione, magari anche per un videogioco… Se dovessi immaginare per forza un film forse sarebbe “Total Recall”. Quello con Schwarzenegger ovviamente.

5. Raccontateci qualcosa sulla realizzazione del video di "Last Ride".
Inizialmente doveva essere il video per un altro pezzo. Poi man mano lo è diventato per Last Ride. Ci piaceva l'idea che per comunicare coi terrestri, i nostri personaggi utilizzassero immagini provenienti dalla loro cultura. Mi capita a volte di perdermi a pensare alla radiosfera e di quante informazioni spariamo nel cosmo sotto forma di raggi cosmici che contengono al loro interno comunicazioni radio e qualsiasi sorta di flusso di dati: immagini, video, audio… Ecco, abbiamo immaginato che un potenziale visitatore dallo spazio attingesse a questo enorme pozzo per crearsi un vocabolario da condividere coi terrestri, fatto di film, anime, documentari, esperimenti psichedelici...

6. Fin dall'inizio delle vostre pubblicazioni vi siete appoggiati a una cordata di etichette indipendenti. Alcune sono state riconfermate, con altre state intraprendendo una nuova avventura: come vedete, dal vostro punto di vista ed esperienza, la collaborazione tra queste piccole ma volenterose realtà dell'underground?
Ognuna di queste realtà è stata fondamentale, va detto prima di tutto. Ci piace l’underground. Ha una dimensione umana preminente e anche se ciclicamente qualcuno prova a usarlo come terreno di caccia per nuovi fenomeni, o tenta lui stesso di diventarlo, puntualmente vediamo questi miraggi dissolversi entro poco. Non siamo interessati a questo. Per noi è importante creare qualcosa che duri più a lungo possibile, così come tutte queste etichette lottano per fare lo stesso. È una sinergia. Se ci fossero più persone ai concerti sarebbe ancora più bello, ma capisco che al momento ci sia una brutta sbornia di fenomeni da baraccone in giro in un tempo in cui sempre più ci isoliamo anche quando siamo tra gli altri. In ogni caso, noi vogliamo stare con chi tiene duro.

7. Voi partite da una cittadina di provincia come Rovigo per approdare alla città musicale per eccelenza che è Bologna, come ci descrivereste le due realtà cittadine nell'ambito musicale e come le avete viste evolversi negli anni?
Non vediamo il punto di parlare di Rovigo visto che è un posto che per sua stessa scelta rimane invisibile. Per cui lasciamolo pure dove sta. Abbiamo molti amici che suonano e quelli che si sbattono riescono a fare quel che facciamo anche noi. Rovigo per noi è stato un posto da cui abbiamo avuto necessità di scappare il più presto possibile. Bologna invece è il posto dove fai di tutto per restare, per partecipare… È una città di crocevia dove si possono fare tante esperienze diverse e soprattutto è abbastanza piccola da far vivere a contatto tra loro i diversi gruppi, quindi le realtà si mescolano e rimangono vive, nonostante ci siano spesso forti tentativi esterni di cancellare questa tendenza.

8. Ci sono altri power duo che trattano lo sci-fi nella loro musica, conoscete i Graftage di Varese e il duo basso-batteria The Inframen da Bari? Avete mai pensato di proporre un vostro live ai convegni di fantascienza?
Purtroppo non conosciamo questi gruppi ma porremo presto rimedio! Suonare a un convegno di fantascienza?! Non sarebbe male! Mh… Anche ad un incontro di e-sports non sarebbe male... O una convention di fumetti... A gennaio siamo riusciti a realizzare un piccolo progetto che avevamo in cantiere da qualche tempo. Assieme a Lippa del Freakout, temibilissimo cultore di Mortal Kombat Trilogy, armati di un proiettore che sparava sulla pelle della grancassa, abbiamo dato vita ad una doppia esibizione. Lui giocava e noi suonavamo. È stato un momento di grande bellezza. Molto originale! Da ripetere...

Mappa di Erion
9. I prossimi traguardi del duo Hyperwülff? E per quanto riguarda la saga, diteci, che siamo curiosi... Hyperwülff è destinato a reincarnarsi per portare l'ordine su Erion?
Se Hyperwülff, Sarge e Wülff riusciranno o meno a farcela dipende solo dai terrestri. Noi siamo qui per chiedere loro aiuto. Abbiamo bisogno che sempre più persone siano connesse all’Iperlupo, fino a che non saranno abbastanza da permettergli di rigenerarsi e tornare su Erion. La prossima tappa sarà un EP, che vedrà la luce a brevissimo, e andrà considerato come un’appendice a Volume Two: The Divide. Questo ci darà la possibilità di sdoppiare le linee narrative tra dischi ed EP, permettendoci di dare più dettagli sulla storia e adattare le sonorità man mano che sarà necessario. Abbiamo cominciato con questo Addendum One e ci siamo addentrati in territori sonici che fino ad ora avevamo solo toccato brevemente. Unitevi all’Iperlupo!

10. Trovo splendido il supporto degli umani dal pianeta Terra che con l'energia positiva della musica riescono a fornire il loro contributo per il bene dell'Universo. Qual è realmente la valenza che date all'arte musicale, in tutte le sue forme?
Partiamo dal presupposto che, prima di considerare il valore del contributo artistico visto dall’esterno, noi suoniamo per soddisfare un bisogno privato, come probabilmente ti dirà la maggior parte delle persone a cui fai questa domanda. Detto questo, e sempre per quella che è la nostra esperienza, il valore sta nella condivisione che si crea di fronte all’atto musicale. È uno dei rari momenti di comunione e in cui si può avvertire di essere altro da sé. Molto spesso abbiamo fantasticato sul portare in giro un progetto “aperto” in cui chiunque avesse voglia di contribuire potesse unirsi a noi in una lineup fluida. Anzi, ribadiamolo qui e adesso: umano, se la vicenda dell’Iperlupo ti tocca, mettiti in contatto con noi!

Grazie Sarge e Wülff della vostra testimonianza. Vedo che il vostro duo è una vera e propria missione, a più livelli... Noi vi auguriamo di diffondere il messaggio di pace dell'IperLupo e vi lascio concludere con una vostra constatazione finale. W il potere della musica, sempre!
ALL HAIL ERION!


Link band:


DISCOGRAFIA
VOLUME TWO: The Devide 2018, Shove Records, Deathcrush, Dischi Bervisti, Teschio Dischi, Roughness Noise (PostMetal, Sludge, Sci-fi)

1. Erion Chant  2.Hypersphere 3.Recall! Recall! 4.Ghost Wolf 5.Last Ride 6.Stele Chant 7.Shattered Ground  8. 17 45 40.045 -29 00' 27.9  9.Omniverse  10.Infinite Titan



Qui lo ascolti
Qui la nostra recensione

VOLUME ONE: Erion Speaks 2015, Fallo Dischi, Martire, Shove, Deathcrush Distro, Taxi Driver, Icore Produzioni (PostMetal, Sludge, Sci-fi)

1.Impactor/White Heat  2.Hyperwülff  3.Robogoat 4.Entering 5. 20 Pillar  6.In Ruins  7.Raging Hunger 8.Several Bones


Qui lo ascolti



LABELS
Etichetta indipendente italiana fondata nel lontano 1994 ad Alessandria e gestita da Manuel Piacenza. HardCore, Emo, Crust, Grindcore... questi i generi prediletti dalla Shove Records.


Death Crush Distro
Death Crush (d.i.y. and blasphemies) nasce nel 2008 dall’unione di 4 ragazzi (Marco, Fazi, Matteo e Maio) attivi nell’underground punk di quegli anni nelle provincie di Ancona, Macerata ed Ascoli, con base comune a Jesi. L’intento era quello di promuovere ed aiutare le band affini, sia a livello musicale che di attitudine, distribuendo i loro dischi in giro per la penisola, tutto in pieno stile do it yourself. Nel corso del tempo però i fondatori si sono persi un po' di vista e dopo 11 anni è rimasto il solo Maio a seguire questa piccola etichetta indipendente. Per quanto riguarda i duo presenti nel roster Death Crush, troviamo i Clover (Pesaro, Selvatic Core) con l'album Raika.

Dischi Bervisti www.dischibervisti.com
Dischi Bervisti viene fondata a Treviso nel 2012 come etichetta di musica indipendente per supportare l'uscita del nuovo album di Bologna Violenta: Utopie e piccole soddisfazioni. L'idea nasce dallo stesso Nicola Manzan (solista dei Bologna Violenta, ora in duo con batteria) e da Nunzia Tamburrano che da lì in poi continuano l'attività con band a loro affini, spesso di amici. Proprio per questa filosofia, dettata dal gusto personale, non c'è un genere specifico supportato dalla casa editrice.
Essendo Bologna Violenta, la band del fondatore, in realtà un progetto solista da poco approdato alla formazione di duo elettrico, una 2-man band di AvantGarde e GrindCore della quale ci siamo già occupati (qui), molti sono i duo presenti nel loro catalogo. Oltre agli OVO (Doom, Sludge, Noise, Ravenna) troviamo i CANI DEI PORTICI, i METEOR (noise, Brescia), gli HATE&MERDA (sludge, Firenze), l'ex duo chitarra-batteria THE RAMBO (PunkCore, Noise da Lodi) e il duo lui-lei di chitarre HARMONIC PILLOW. Compare anche il nome di Alos?, ossia il progetto solista di Stefania Pedretti, chitarra e incredibile voce del duo OvO.
Dischi Bervisti non è solo etichetta di musica indipendente ma anche Ufficio Stampa diretto da Nunzia e dedicato anche a band non presenti nel proprio roster.

Recentissima etichetta indipendente nata a Padova nel 2018 dall'opera congiunta di Alice e Francesco, con lo scopo di pubblicare dischi (in formato analogico, vinile o cassetta) in tiratura molto limitata ma nel contempo molto curata. Tutte le uscite vengono numerate e timbrate a amano, ogni dettaglio viene curato assieme alla band e al team di supproto grafico (gestito da Deesorder) il tutto infine serigrafato (The Mesh). Il Volume2 degli Hyperwulff è la prima collaborazione dell'etichetta con un power duo chitarra-batteria. Auguriamo sicuramente lunga e prospera vita a questa realtà dell'editoria indipendente dell'underground.

Etichetta Bolognese avviata da Gianluca e dedicata completamente alla registrazione e distribuzione su formato audio-tape.


Articolo e intervista a cura di Giusy Elle