Post più popolari

martedì 4 gennaio 2022

234. NEW RELEASES 2021: Articolo e Compilation

Altri post correlati: LISTACOMPILATION Edp 

Qui ascolti la Compilation su Bandcamp

Qui la playlist su Spotify

Qui la playlist Youtube con i video dei brani

INTRO

Un altro anno è passato, un altro anno segnato dalla pandemia. Vaccini o meno le restrizioni permangono e l'avvento del Green Pass, con tutto il suo strascico di polemiche, ha caratterizzato l'atmosfera di questo 2021, ecco perché abbiamo scelto di ispirarci a questo evento per la copertina della compilation di quest'anno. L'artefice dell'artwork è Diego Vermiglio, chitarrista dei Sonny & The Stork, che supporta la nostra community anche nella veste di Social Media Manager. La copertina è stata da lui elaborata in forma simpatica, e i disegni del codice QR sono diventati lo schema del mitico gioco Pac-Man, all'interno del quale i musicisti devono cavarsela, come in un labirinto, per sopravvivere al periodo funesto e non venire fagocitati dal sistema. Un plauso a questo piccolo capolavoro! Grazie al contributo di Diego abbiamo anche una playlist Spotify e una Youtube con i brani della compilation.

   In questo articolo trovate invece i dettagli non solo delle band partecipanti alla compilation ma anche una panoramica dei vari duo che hanno contributo, durante il 2021, alla pubblicazione discografica della categoria. Tra tutti segnaliamo l'uscita di prestigio di Beast Must Regret Nothing, dei partenopei The Devils, prodotto niente meno che da Alain Johannes in persona, e la firma dei Bresciani Superdownhome con la prestigiosa etichetta parigina DixieFrog Records; finalmente abbiamo qualcosa da ascoltare dagli amici Cani dei Portici, anche se non il disco registrato un anno fa; interessante anche sottolineare la presenza di registrazioni live, frutto di concerti in streaming causa restrizioni pandemiche nel mese di marzo (Sonny & The Stork, San Leo, Tacobellas).

   Per il resto buona lettura, ma soprattutto buon ascolto! Questa l'istantanea di un anno intero...


 LA COMPILATION ON AIR

ROCKABOUT RADIO Trento, sabato 5.2.2022, "Novità dalle nostre parti": Max Bortolameotti presenta la compilation e trasmette "Self Contagious" dei Nocontent, in quanto band trentina, ma nomina tutti i partecipanti (Qui il podcast)

RADIO CITTA' APERTA Roma, 9.2.2021 Ore 18.30-19.00, "Non smorzà, Abbassa": è la volta di Riccardo Mameli che dedica una mezz'ora alla nostra compilation, con intervista a Giusy Elle e chiacchiere sui brani dei Quarzomadera, We love Surf, Nocontent, New Talkers (Qui il podcast)

 

LE PUBBLICAZIONI DISCOGRAFICHE DEL 2021 (duo chitarra-batteria) in ordine di rilascio

Presenti nella Compilation:

GA-RAGE! 1 Gennaio 2021 "Cosmogonia" (Singolo); Speakr-blown! 30 Gennaio 2021 (Bandcamp; Primavera, stampa su cassetta)

L'anno discografico dei power duo italiani si apre con "Cosmogonia", il singolo dei Partenopei Ga-rage!, ovvero Demò alla chitarra e Zacc alla batteria, entrambi impegnati anche dietro al microfono. Pubblicato su Bandcamp, apre un nuovo capitolo del duo, rimasto in stand by in questi ultimi anni, annunciando nel contempo la campagna di pre order per stampare il nuovo album, Speakr-blown!, su nastro magnetico. I brani vengono rilasciati dapprima in versione digitale il 30 Gennaio e finalmente stampati a primavera. La cassettina, con composizioni del 2018-19, poi registrate nel 2020 in due garage diversi per ovvi motivi di distanza forzata, ci rivela la grinta dei due ragazzi che, con chitarra fuzz e registrazioni assolutamente lo-fi, si rifanno al garage-punk e al rock psichedelico dei mitici anni '70. Con l'aggiunta di un po' di noise, si sviluppa un Garage-heavy, scuro e trainante al contempo, caratteristico della band.

Il 2 luglio pubblicano un video non musicale, "Breakfast", a sottolineare il fatto che non si suona più, l'unica cosa che si fa ogni giorno è la colazione, mentre il 15 dello stesso mese è la volta di "Over-A-Gain", un video registrato alla fine della recording session di  Speakr-blown!, un brano non contenuto nell'audio cassetta e che potremmo considerare una ghost track in formato video nonché il pezzo prescelto dal duo per la nostra compilation assieme a "Parabola", altro brano inserito nell'album come bonus track.

Dal 2015 ad oggi hanno pubblicato vari singoli che trovate nel loro profilo Bandcamp

Link band: Facebook / Sito / Ascolto dell'album / Video / Spotify / Instagram

 

QUARZOMADERA 29 Gennaio 2021 La storia è anche ora (Album vinile, Tunecore)

La storia è anche ora è il quinto album in studio del longevo duo lombardo Quarzomadera (Monza e Milano). Nati nel 2003 come band a più elementi, i Quarzomadera si assestano stabilmente in duo nel 2009 continuando imperterriti fino ad oggi a sfornare album, di cui gli ultimi due orientati verso un alt rock di matrice stoner. Nel disco e in versione live, riempiono il loro sound con basi programmate direttamente dal synth mentre in acustico si esibiscono solo nella versione chitarra e voce con la batteria opportunamente ridimensionata. Davide Sar (voce, chitarra, basso, keyboards programming) e Tony Centorrino (batteria, percussioni) ci presentano quest'anno, a distanza di cinque dall'ultima fatica discografica, un concept album disponibile sulle varie piattaforme digitali e in formato fisico in vinile 33 giri. Negli otto brani che lo compongono, cantati in italiano, si vuole fare un punto della situazione di questi primi vent'anni del nuovo millennio, con tutto il suo carico di novità e contraddizioni. Pubblicato il 29 Gennaio 2021, viene anticipato dal video di "Separazione Alpha". Il 12 Giugno esce invece il video dal secondo estratto "Ricorsi". L'album è stato registrato al Frequenze Studio di Monza in collaborazione con il tecnico del suono e musicista Davide Secondelli, che si è occupato anche dell’editing e del mixaggio, mentre il mastering è stato curato da Matteo Agosti. Soggetto, regia e montaggio di entrambi i video sono invece di Alberto Alessi.

Link band: Facebook / Sito / Ascolto dell'album / Video / Spotify / Instagram


DUIMEIR 29 Gennaio 2021 "Pops" (Singolo)

Il 2020 aveva dato alla luce Primo, l'Ep d'esordio di questo duo strumentale piemontese, nato come cover band ma pian piano virato alla produzione inedita. A fine Gennaio 2021 esce quindi un nuovo singolo, "Pops", dall'andamento tipicamente surf.

Durante l'anno però il chitarrista Graziano Giordanengo resta orfano del batterista Mauro Tavella che viene col tempo sostituito da Enrico Arnolfo. La nuova formazione riparte alla grande, imbastendo nuovi pezzi per un album che uscirà però il prossimo anno. Intanto ci ascoltiamo l'ultimo singolo uscito con la formazione originaria e il video dalla loro sala prove.

Link band: Facebook / Ascolto del singolo / Video / Spotify / Instagram

 

WE LOVE SURF 26 Marzo 2021 "What a Ride"; 29 Ottobre 2021 "Time to Surf" (Singoli)

La band We Love Surf nasce a Marina di Carrara nel 2010 da alcuni amanti della tavola che uniscono in questo progetto musica e sport. Prima in 4, poi in 3, restano definitivamente in due nel 2016: Andrea Marcori e Flavio Andreani. Un brano del loro primo Ep è stato usato per il famoso evento Bear Pro Longboard World Title (finale del campionato mondiale di surf disputato a Levanto nel 2011) e da lì in poi la band è diventata famosa nell'ambiente. Numerosissimi sono i concerti in giro per l'Italia e con l'ultimo dei loro 4 album, Jellyfish del 2019, realizzano anche il primo tour europeo. Quest'anno doveva uscire l'ennesimo album, per la Curaro Dischi, ma verrà ormai rialsciato nel 2022. Di quest'anno evidenziamo quindi due singoli: "What a Ride" esce a primavera ed è un tributo ai loro primi dieci anni di carriera. Il videoclip che ne segue è un collage di estratti dai loro concerti, selezionati tra i video da telefonino dei propri amici. E' invece di fine ottobre il secondo singolo "Time to Surf" contenuto nella nostra compilation.

Link band: Facebook / Ascolto del singolo / Video / Spotify


NOCONTENT 30 Luglio 2021 “Self Contagious” (Singolo); 4 Novembre 2021 "Grow or Die" (Singolo)

Anche i Nocontent sono un duo trentino (originari del mio stesso comune) sebbene in pianta stabile a Londra ma che ben rappresentano la categoria nazionale all'estero. Grintosi, sfacciati quanto basta, di impatto scenico, cosa volere di più? La bravura ovviamente è sottintesa... Kevin South (chitarra e voce) e Jgor Ognibeni (batteria e cori) crescono assieme in un paesino alle porte di Trento, formano la prima band ma poi si perdono di vista per ritrovarsi per caso... nella mitica capitale britannica. Ritornare ad imbracciare gli strumenti e formare un duo è cosa spontanea. Era l'estate del 2019 e dopo un esordio a bomba con il singolo "Grip on a lip" e alcuni live, sono costretti a fermare ogni attività a causa della pandemia. Seppure con materiale pronto per registrare un paio di album, attendono l'uscita discografica per tempi migliori. Intanto ci deliziano quest'anno con altri due singoli e rispettivi video: "Self Contagious" del 30 Luglio e "Grow or Die" di fine anno. Restiamo in trepidante attesa del loro disco di esordio! Un mix esplosivo di rock, punk, garage e hip-hop.

Link band: Facebook / Sito / Video / Spotify

 

NEW TALKERS 19 Dicembre 2021 "Il mondo finirà" (Singolo)

Manolo "Menolz" Rugo (chitarra e voce) e Ivo (batteria), sono i due musicisti friulani che si ritrovano in questa formazione dopo aver tentato di formare una super band di sei elementi. E' così che nascono i New Talkers nel 2018, duo prolifico di estrazione rock e punk anni '90. Cantano in italiano e già l'anno successivo sfornano un Lp di tredici brani, Pezzi di vita, frutto delle bozze che ognuno aveva nel cassetto. Quest'anno avrebbero dovuto uscire col nuovo lavoro discografico, addirittura un doppio album, ma il nuovo ruolo di papà del chitarrista Manolo ha rallentato un po' il mastering eseguito, come la registrazione, personalmente dalla band.

"Il mondo finirà", uno dei brani contenuti in questo cofanetto, è stato composto e registrato durante il lockdown del 2020 e pubblicato all'epoca in formato video. A fine di quest'anno, realizzando l'impossibilità di pubblicare il nuovo materiale, è stato caricato sul profilo SoundCloud della band come anticipazione del doppio album in uscita il prossimo anno e aggiunto infine alla nostra compilation. In attesa quindi di riascoltare i nostri amici di San Daniele del Friuli nel 2022, ecco qui la nostra anticipazione.

Link band: Facebook / Soundcloud / Ascolto del singolo / Video


CANI DEI PORTICI 20.12.2021 Live Session @Produzioni Rumorose (Audiocassetta, Dischi Devastanti sulla Faccia, Koe Records)

Il 31 Dicembre 2020, il mitico duo bolognese (ma di origine calabra) Cani dei Portici concludeva le registrazioni del loro attesissimo nuovo album. E' lontana l'uscita di Due (2016), incredibile disco che li sancisce come uno dei più interessanti power duo in circolazione. Si sperava quindi di poter finalmente ascoltarli in nuova veste in questo 2021 ma a quanto pare la ricerca della giusta etichetta, come altri imprevisti, hanno dilatato ancora una volta i tempi d'uscita del materiale. Per fortuna ci hanno lasciato qualcos'altro in alternativa: un'audiocassetta di due pezzi, in edizione limitata di 101 copie, registrata live allo studio Produzioni Rumorose di Desenzano del Garda (BS). Il simpatico artwork di copertina e poster annesso, sono ad opera di Irene Galletti. I due brani raccolti, furiosi e potenti come non mai, sono usciti anche in versione video, l'unica fonte per ascoltarli online: "Zero" il 13 dicembre, ad anticipazione della release, mentre il secondo, "Fuoco", a un giorno della pubblicazione ufficiale della cassetta, avvenuta il 20 Dicembre per Dischi Devastanti sulla Faccia e Koe Records. Un anticipo quindi di quello che deve ancora arrivare, ossia la portata principale del 2022! Ci aggiorniamo così con Claudio Adamo e Demetrio Sposato dei Cani dei Portici, anche alla prossima compilation.

Link band: Facebook / Bandcamp / Video /


Gli altri:

CRINEMIA 4 Febbraio 2021 "Inchiostro" (Singolo)

Lorenzo Angeli alla chitarra e Luca Togn alla batteria e voce sono i Crinemia, duo trentino mio corregionale. Formati a fine 2018, escono l'anno successivo con un primo Ep di 4 pezzi a dimostrazione del loro sound, un bel rock cantato in italiano e dalle influenze che partono dagli anni '90 in poi. Dopo lo stop da pandemia escono quest'anno con il singolo "Inchiostro".

Link band: Facebook / Ascolto del singolo / Video / Spotify / Instagram

 

SISTANURI 5 Febbraio 2021 Non saprei cos'altro dire (Lp, Laniakea)

I Sistanuri (nome preso in prestito da uno sketch di Aldo Giovanni e Giacomo, di cui i due fondatori sono grandi fans), sono un duo reggiano di recente formazione. Il batterista Michele Filippini aveva già suonato con Mali Yea degli Anice, in un periodo in cui mancava il compare alle pelli, fino a fondare poi un proprio duo, a fine 2019, con il chitarrista e cantante Emmanuele Tonelli. Il risultato di questa unione musicale è Non saprei cos'altro dire, un 8 pezzi per lo più strumentali, in una versione grezza di rock: un misto tra garage, hardcore e attitudine punk, oltre a non mancare sperimentazioni di vario tipo. Prima produzione per il Laniakea Studio, dove l'album è stato registrato, mixato e masterizzato. La cover, con un capretto, ricalca l'immaginario del logo della band, che si presenta sotto l'egida di un peloso caprone cornuto; il disegno è ad opera di Simone Ferrarini.

Link band: Facebook / Ascolto dell'album / Spotify


TIGER FLAMBE' 23 Marzo 2021 Tiger Flambè  (Ep. Floppy Dischi, Marsiglia Records, Dischi Decenti e Brigante Records)

Questo Ep omonimo è l'esordio discografico dei Veneti Tiger Flambè (ex trio Trompe Le Monde): Flavio Bevacqua (chitarra) e Carlo Zulianello (batteria). I 4 brani qui raccolti ci presentano una musica strumentale, ritmata e calzante, fredda nei suoi passaggi matematici, tenuti come base, poi ammorbidita e resa più fruibile grazie a una spinta danzereccia fornita dai riff di riempimento. Il risultato è anomalo, sicuramente imprevisto, ma ben riuscito, per un genere misto che loro stessi definiscono math dance. Nessun altro termine poteva descrivere meglio il mix sonoro da loro creato.

L'Ep è stato registrato e mixato da Tommaso Mantelli - già all'opera su lavori discografici di Captain Mantell (ex bassista), Sick Tamburo e Il teatro degli Orrori - al suo nuovo Lesder Studio.

La prima traccia, "Kolumbo", viene pubblicata il 23.2.2021 come singolo su Spotify e dopo un paio di giorni su Bandcamp e Youtube, accompagnata da un semplice video. Esattamente un mese dopo esce invece l'intero, omonimo Ep, di cui "Kolumbo" è la prima traccia.

Link band: Facebook / Ascolto dell'album / Video / Spotify


SUPERDOWNHOME 23 Aprile 2021  No Balls, No Blues Chips (Best Of in vinile, DixieFrog Records)

Il duo rural/garage blues bresciano Superdownhome (Henry Sauda e Beppe Facchetti) è di quelli che si sa distinguere nel panorama nazionale e, dagli esordi del 2016, ha avuto modo di farsi conoscere anche all'estero: date non solo in Europa ma anche Oltreoceano. Dopo il Best Of dell'anno scorso, Blues Case Scenario, uscito per Warner Italia e che raccoglie il meglio dei loro due album precedenti e dell'Ep d'esordio ma in versione remixata e rimasterizzata, alla fine del 2020 i due musicisti firmano un contratto con la prestigiosa etichetta parigina DixieFrog Records. Con loro, ad Aprile 2021 pubblicano un nuovo Best of, No Balls, No Blues Chips, una sorta di biglietto da visita per il mercato estero, esclusivamente in vinile. L’uscita del disco è preceduta dalla pubblicazione di quattro singoli.

In occasione della release, il duo si reca a Parigi per una settimana di promo che vede un'apparizione sulla TV nazionale francese e un concerto live (a porte chiuse - siamo in pieno periodo lockdown) da un club parigino, da cui un video . Lunga vita a questo duo ambasciatore all'estero per la categoria nazionale.

Link band: Facebook / Sito / Video / Spotify


7MONDAYS 30 Aprile 2021 Sent (Ep. Dirty Beach, Truebypass)

Arrivano da Crotone questi due musicisti: Isacco Scarriglia (chitarra/basso e voce) e Alessandro Franco (batteria). Nati nel funesto anno 2020, escono da subito con un singolo e il corrispettivo video, per poi replicare a fine anno; cantano in inglese e possono essere annoverati nei generi Shoegaze, Dreampop, Psichedelia, Indie ed Emo, più o meno un continuo delle sonorità della band altrock precedente, nella quale militavano entrambi. I temi sono l'amore, la consapevolezza, l'illusione e la speranza, espressi in lingua inglese. Per rendere al meglio, con sonorità piene, i 7 Mondays utilizzano anche la traccia del basso, suonata dallo stesso chitarrista e inserita come base durante i live, quando non supportati da un bassista vero e proprio. Quest'anno ad Aprile esce Sent, il primo Ep del duo, anticipato il 18 Febbraio dall'estratto "Tape Rewind". Su Youtube è stato caricato, ad immagine fissa, "Crowns", uno dei brani più indicativi dell'Ep.

Link band: Facebook / BandcampSpotify / Video

 

THE DEVILS 23 Aprile 2021 Beast Must Regret Nothing (Lp, Goodfellas)

Esce quest'anno l'attesissimo album dei partenopei The Devils, Beast Must Regret Nothing, prodotto nientemeno che dall'immenso Alain Johannes. La collaborazione con il produttore di artisti del calibro degli Arctic Monkeys, Queen of the Stone Age, PJ Harvey, Mark Lanegan, Chris Cornell, tanto per citarne qualcuno, ha fatto prendere una piega diversa alla carriera del duo, già seguito per i due album precedenti da un altro colosso dell'editoria musicale statunitense: Jim Diamond. Mentre l'immagine blasfema del duo stava prendendo pieghe sempre più marcate, e la loro sonorità si era ormai trasformata in un furioso trash'n'roll, assistiamo ora a un decoroso contenimento dell'espressione del duo. Estetica meno estrema e definizione più precisa di suoni e arrangiamenti, grazie all'intervento diretto del noto produttore d'Oltreoceano, che ha portato i due diavoli partenopei (Switchblade Erika e Gianni Blacula - rispettivamente batteria /voce e chitarra) a una sostanziale maturità di carriera.

La release dell'album viene anticipata da alcuni video: "Real Man" apre le danze a Gennaio 2021, assieme all'Official Audio del featuring con Mark Lanegan; a Febbraio è l'ora della title track con tanto di comparsa di Johannes in persona, infine, un mese dopo e a pochi giorni dall'uscita dell'album stesso, è il turno di "I Appeared to the Madonna". Rimandiamo infine al nostro articolo di approfondimento (qui) e alla recensione dell'album ad opera del nostro collaboratore Bob Cillo, per tanti altri dettagli su questo duo di punta del panorama underground nazionale.

Link band: Facebook / Instagram / Sito / Bandcamp / Ascolto integrale dell'album / Video


SADSIDE PROJECT  7 Maggio 2021 Faro (Ep, Boa Studio Records)

E' dal 2008 che i due ragazzi romani (Gianluca Danaro, voce e chitarra, e Domenico Migliaccio, batteria) suonano nel panorama underground. L'Ep Faro, in uscita in questo 2021, è il quarto lavoro discografico, a sei anni di distanza dal terzo Lp Voyages Extraordinaries. Una lunga carriera per questo duo che ha visto collaborazioni e condivisioni di palchi con Roberta Samarelli, bassita dei Verdena, e Adriano Vibertini dei mitici BSBE. Roberta ha anche partecipato con la linea di basso in uno dei brani di questo Ep, registrato presso lo Studio Nero di Roma e masterizzato dal noto cantautore Giancane. Durante una sessione di recording è stato anche filmato il video promozionale "Live Session" (Eliana Giaccheri), che nei suoi quasi 14 minuti ripropone alcuni brani dell'Ep e che viene pubblicato un mese dopo l'album.

Link band: Facebook / Instagram / Bandcamp / Ascolto integrale dell'album / Video

 

SONNY & THE STORK 18 Giugno 2021 Live at Mad House (Ep Digitale)

Il chitarrista Diego Vermiglio (nostro collaboratore e artefice della copertina di questa compilation) e il batterista Giuseppe Pagnone sono i componenti del duo piemontese Sonny & the Stork, attivo fin dal 2014. Reduci l'anno scorso dal nuovo album Nihil Difficile Volenti, prodotto dal chitarrista dei Bluvertigo Livio Magnini, aggiungono quest'anno un nuovo capitolo alla loro discografia: un live di 6 pezzi, tratti dal proprio repertorio, registrato al Mad House il 16 Marzo 2021. E' il secondo lockdown da inizio pandemia e molti sono i live in streaming di questo periodo, un surrogato dei concerti in presenza, ma meglio di niente per tutti. Ogni pezzo è inoltre corredato da un video, visionabile sul canale youtube della band.

Link band: Facebook / Instagram / Bandcamp / Ascolto integrale dell'Ep / Video


SAN LEO  18 Giugno 2021 Sol - Live at Transmission Waves (Audiocassetta, Bronson Recordings)

I Riminesi San Leo (Marco Tabellini e Marco Migani) sono ormai una pietra migliare tra i power duo nostrani, con una presenza sulla scena musicale sin dal 2003 e con ben sei dischi all'attivo. La loro cifra stilistica si esplicita in suite strumentali dal potere ipnotico ed evocativo, lunghi panorami sonori con dinamiche caratterizzate da alternanza di scoppi di energia ed elegiaci momenti di calma, sempre in equilibrio tra strutturazione ed improvvisazione. Alla stessa stregua si presenta il materiale registrato quest'anno, una versione live di due brani, rispettivamente di 24 e 25 minuti cadauno, che compongono i lati A e B di un'audiocassetta.

Si tratta di una situazione spin-off che vede lo storico Transmission Festival reinventarsi al chiuso e in modalità online di fronte all'ennesimo lockdown sanitario di Marzo. Il festival di musica sperimentale e d'avanguardia, organizzato dal 2012 dalla Bronson Produzioni di Ravenna, si reinventa così, con registrazioni live delle varie esibizioni, tra le quali Sol dei San Leo, visibile anche su Youtube.

La novità che possiamo rilevare da quest'ultimo materiale è l'introduzione di nuovi elementi nel tessuto sonico: nella prima parte assistiamo ad interventi di clarinetto mentre nel lato B compare per la prima volta la voce, sebbene manipolata con effettistiche varie.

Link band: Facebook / Instagram / Bandcamp / Ascolto dell'album / Video

TACOBELLAS 13 Agosto 2021 Don't Try This at Home  (Ep - Edotiris, Koe Records, La Barberia Records. Doppio Clic Promotions)

Le Tacobellas, duo al femminile dalla provincia di Modena, avevano già chiuso il 2020 con un album split assieme ai Disumani. Similmente riaprono l'anno nuovo con il rilascio a gennaio di due singoli su Spotify, “Wrinkle Wrinkle Little Star” e “Jingle Balls”: composti durante la prima quarantena, erano già comparsi su qualche compilation durante il 2020. Ma il nuovo anno vede anche la pubblicazione di un nuovo Ep di queste Bikini Kill nostrane, poco prima di ferragosto esce infatti Don't Try This at Home, un 4 pezzi lo-fi, condito con la solita grinta ed ironia di Valentina Gallini alla chitarra e voce e Greta Lodi alla batteria;  un'esperienza home recording che anticipa l'uscita dell'attesissimo album in studio, originariamente prevista per la fine di quest'anno ma che vedrà la luce nei prossimi mesi. Tra alt rock anni '90 e attitudine punk, l'Ep esce sotto l'ala di Edotiris, un'etichetta indipendente statunitense, con la compartecipazione delle italiane La Barberia e Koe Records. Su Youtube è invece reperibile il simpatico video di "Lazy Sunday", pubblicato il 24 Agosto. Anche loro a Marzo registrano un live in streaming, della durata di 20 minuti, organizzato dal progetto culturale #Materia e reperibile su Youtube.  

Link band: Facebook / Ascolto dell'Ep / Video / Spotify


CIRCUS PUNK 10 Dicembre 2021 "Salutami i tuoi" (Singolo)

Un duo relativamente recente questo dei Circus Punk, fondato a Milano nel 2019. Con l'ondata Covid ogni band ha rallentato il ritmo, e anche loro pubblicano il primo singolo, con relativo video, solo a fine di quest'anno, ma per il resto non sono certo rimasti inoperativi! Hanno suonato appena c'era la possibilità e raccolto già quasi 2000 followers su Facebook e oltre 1500 su Instagram... I ragazzi piacciono, hanno grinta, e suonano hard rock con attitudine punk. Alla chitarra e voce Arianna Muttoni, Antonio Squillante il batterista. Il lavoro discografico più completo, dal titolo “Fuori tutto”, uscirà a Gennaio 2022 e sarà ovviamente al fulmicotone!

Link band: Facebook / Ascolto del singolo / Video / Spotify / Instagram

   


Articolo ad opera di GiusyElle

www.facebook.com/groups/electricduoproject

electricduoproject@gmail.com



giovedì 9 settembre 2021

233. RECENSIONE84: The Past is Over by The Kings of Subhumans

LISTA RECENSIONI

LISTA RECENSORI

Sono in due e sono convinti: Mark Jordan Mendax (Marco Marchiori, chitarra, voce e testi) e Angelo Palma (batterista e produttore), sono i KoS - Kings of Subhumans, vengono da Roma e ci travolgono con rimembranze soniche anni '90. Fondati nel 2015, escono due anni dopo con un album di 10 tracce, Plastic Sinner, registrato e suonato però con un bassista, parentesi di riflessione per capire che la strada a due è invece possibile. Ne segue ovviamente un gran lavoro sui suoni ed ecco pronto il materiale per l'album del 2020, The Past is Over, ancora 10 tracce sulla scia del grunge più scuro alla Alice in Chains.

Per saperne di più sull'evoluzione dei Kos, sul loro incontro con Steve Albini, sul concept dell'album e molto altro, invito alla lettura del nostro articolo di approfondimento con tanto di intervista ai diretti interessati. Qui, a un anno di distanza dalla sua pubblicazione, vi lascio invece all'ascolto del disco, alla sua recensione ad opera della nostra Mimmi, batterista de I-Taki Maki, nonché alla visione del video dalla title track: un bel riassunto delle sonorità e della filosofia alla basedell'album, interpretato con maestria dal 3D producer Daniele Scali.

 

Video: "The Past is Over" https://www.youtube.com/watch?v=08-9lXPzSSk

Ascolto integrale di The past is Over https://open.spotify.com/album/0KoYC19J1hifA5ng9ZIMQr

Contatti Band: Facebook / Sito / Instagram / Spotify / Youtube Channel

 

The Past is Over credits:

Registrato presso Trafalgar Recording Studio di Roma da Giovanni Illuminati e Angelo Palma

Mixato e masterizzato da Angelo Palma

Data di pubblicazione: 1 Settembre 2020

Formato: Lp digitale, vinile di prossima pubblicazione


Qui lo ascolti

The Past is Over 2020

Autoprodotto (Grunge, Stoner)

 

1.Gone With My Gun  2.Angel Inhaler  3.The Past is Over

4.Pioneers  5.Hate  6.Ghost Town 

7.The Upsidedown   8.Kill the Drill  9.Wall 

10.Pretty Knives, Dirty Knives

 

RECENSIONE

KINGS OF SUBHUMANS The Past is Over

Lp 2020 Autoprodotto

 

I KOS - Kings of Subhumans - sono un di quei duo che ti lasciano incredulo a domandarti come tanta energia possa derivare da due soli strumenti.Eppure è così: dal sinergico incontro fra Mark Jordan Mendax (voce, chitarrista e songwriter) e Angelo Palma (batterista e produttore), deriva un sound potente, pieno, abbellito da linee vocali che si fanno apprezzare, sia nell'intenzione/interpretazione, sia negli interessanti sali-scendi di dinamiche così come nelle armonizzazioni. 

 

L'album di cui parliamo è “The past is over”, uscito a circa tre anni dalla pubblicazione del loro primo album, “Plastic Sinner”, del 2017.Qualche dato tecnico: il disco, anticipato dal videoclip del brano omonimo realizzato dal 3D Producer Daniele Scali, si compone di dieci brani registrati al Trafalgar Recording Studio di Roma da Angelo Palma, assistito da Giovanni Illuminati.

 

A questo punto, prima di descrivervi con parole mie il sapore, l'odore e la consistenza di questo album, credo sia fondamentale tenere in considerazione la descrizione che i nostri due energici protagonisti danno di loro stessi: “Siamo come due pugili che si sfidano all’ultimo sangue ogni volta che proviamo” rivelano.Wow, niente male come istantanea! In effetti, anche se probabilmente la prova tangibile di una tale descrizione la si riscontra assistendo a una loro performance live, già ascoltando il disco si riesce a immaginarli così, rabbiosi, combattivi, sinergici, complementari. 

 

Il disco si apre con una sirena spiegata e dei colpi di pistola, seguiti da un'apertura furiosa affidata a un rullante battente e ruggiti di chitarre, fino al cambio di tempo che dona respiro al pezzo. Uno dei pezzi più riusciti, e anche il preferito del duo stesso, come confessano in un'intervista Mark e Angelo, è “The Upsidedown”, singolo presentato a maggio dello scorso anno. “Sia la struttura dinamica del brano, sia il sound colgono il nostro intento. Chiaramente un omaggio a Stranger Things, solo che nel nostro caso il sottosopra rappresenta stati d’ansia e attacchi di panico” rivelano.In generale, tutte le componenti sonore risultano equamente sanguigne, presenti: i tamburi possenti, le chitarre graffianti, le voci aggressive, convincenti. 

 

Alternative rock si legge nella loro biografia, ma trovo la definizione troppo generica per una band del genere: il suono complessivo, un grunge in chiave moderna con innesti stoner, un “Seattle Sound” degli anni '90 ma con sede a Roma ai giorni nostri, è così abbondante che, come anticipato, si stenta a credere si tratti di un duo, e sono convinta che la stessa sensazione la si abbia assistendo a una loro esibizione live.

Peccato che per via della ormai nota pandemia da Covid19 abbiano dovuto rinunciare al tour di presentazione del disco, il cui primo appuntamento avrebbe avuto luogo a fine ottobre 2020 presso il Wishlist a Roma, release party che si terrà comunque a breve (il 20 Novembre prossimo) nel medesimo Club. Non manchiamo quindi di assistere al loro vigoroso live che incendierà di sicuro il palco!

Mimmi

 

 

 

Articolo ad opera di Giusy Elle

www.facebook.com/groups/ElectricDuoProject

electricduoproject@gmail.com

 


232. KINGS OF SUBHUMANS, in fuga nello spazio

INTRO

Dopo il garage demoniaco degli amici The Devils, presentati nello scorso appuntamento (qui), cambiamo completamente genere e periodo storico con la presentazione dei Kings of Subhumans, duo capitolino conosciuto anche con l'acronimo KOS, che ci travolgerà con le sue potenti sonorità anni Novanta. Li conosceremo meglio attraverso l'analisi dei due album finora pubblicati: Plastic Sinner (2017) e il più recente The Past is Over.

RETROSPETTIVA

I Kings of Subhumans (nome ispirato al livello di sub-umanità raggiunto dalle società moderne e alla bassezza morale dei loro leader), un duo alt-rock che attinge a piene mani dal grunge, nasce a Roma nel 2015 dall'incontro di due conoscenti dell'underground laziale: MARK JORDAN MENDAX (voci, chitarre e parole) e ANGELO PALMA (batterista e produttore). I loro percorsi musicali sono differenti ma l'energia che li caratterizza, nel periodo del loro incontro, è comune e si esprime alla perfezione nei suoni che contraddistinguono la band. Entrambi classe '81, hanno avuto la fortuna di crescere con il rock grezzo e viscerale degli anni '90: Marco Marchiori porta nel cuore il grunge fin dalla band d'esordio, qand'era ancora minorenne, per poi passare a situazioni alt-rock sempre più complesse (gli ultimi Bless the Donkey, per esempio, erano una formazione di 5 elementi che si scambiavano gli strumenti in completa scioltezza); il batterista Angelo porta invece un'eredità più punk hardcore ed essendo polistrumentista ha persino pubblicato quest'anno un album per pianoforte dal titolo Portraits.

Angelo cercava qualcosa di più dinamico ed espressivo, Marco desiderava sfogare le delusioni di band concluse accanendosi su riff e distorsioni pesanti e ciò che nasce diventa linfa nuova per entrambi: pian piano confezionano i brani che andranno a comporre il primo album d'esordio Plastic Sinner, del 2017, registrato, mixato e masterizzato da Alessandro Gavazzi nel suo Hell Smell Studio e uscito insieme al videoclip del singolo "Who Shot The Rabbit? (spread your love)”; è dell'anno successivo, invece, il video della title track.

Sebbene in due, per la registrazione di questo album e per i live promozionali i Kos si avvalgono del sostegno di un bassista (Giacomo Nardelli), come capita a volte per alcune 2-piece chitarra-batteria. Se lo andate ad ascoltare, ciò che troverete sarà dunque l'album di un trio, eppure, invece di trasformarsi definitivamente in una band a tre, Mark e Angelo si trovano ancora più convinti della formazione a due e affrontano così la sfida più ardua, quella di lavorare sul suono per ottenere una resa vincente e convincente anche solo con due strumenti.

Il risultato è travolgente: tra volumi e settaggi corretti riescono ad ottenere un suono pulito, potente ed aggressivo grazie anche alle idee chiare di dove voler arrivare e alla professionalità del batterista stesso, laureato in ingegneria del suono e già operativo nell'ambito del service. Nel 2019 sono quindi pronti i brani per The Past is Over, il secondo album del duo, cucito addosso come un abito su misura, tanto nella produzione che nelle 10 tracce che lo compongono, scure e dagli argomenti scomodi come il periodo di incertezze che avrebbe travolto, di lì a breve, i Kos, il comparto artistico e l'umanità intera. 

Il successo dei live prima, il buon riscontro di Plastic Sinner e le entusiastiche interviste, portano quasi i Kos a registrare l'album a Chicago con Steve Albini, affine al sound grezzo raggiunto dal duo e personalmente conosciuto ad un concerto degli Shellac, ma la difficoltà di movimento causa pandemia nonchè l'entità dell'investimento riportano i due musicisti ai confini nazionali. Non si tratta comunque di un ripiego perchè il sound del duo era così personalizzato che continuare a lavorarci sopra autonomamente sembra la soluzione più logica e naturale. Entrano quindi nello storico Trafalgar Recording Studio di Roma, già una seconda casa per loro, dove Angelo cura le registrazioni con l’ausilio di Giovanni Illuminati per poi procedere autonomamente al mixing e mastering nel proprio studio personale.

Inizialmente intitolato "Resiliency Sound Department", The Past is Over è pronto per la pubblicazione a primavera 2020 ma è chiaro fin da subito che non si tratta del periodo migliore: è preferibile rimandare, anche a seguito della cancellazione di varie date del tour che durante l'estate li avrebbe visti esibirsi in giro per lo Stivale a promozione dell'album. A Maggio rilasciano intanto il singolo "The Upsidedown" (accompagnato dal progetto fotografico di Jean Marc Caimi e Valentina Piccinni) che, con la sua tematica incentrata sugli stati d'ansia e attacchi di panico, trova subito risonanza in una marea di ascoltatori bloccati tra le mura domestiche e in preda ad emozioni molto simili.


 Il disco esce finalmente il primo settembre 2020, in versione esclusivamente digitale, accompagnato dall'omonimo videoclip, ben confezionato dal 3D producer Daniele Scali. I due musicisti sono qui astronauti forzati all'abbandono della terra, probabilmente distrutta da una guerra fratricida: non c'è più possibilità di ritorno, il passato è concluso e la partita a scacchi definitivamente persa.

Il titolo dell'album è sia ispirato all'insegna di un albergo a Berlino che a un articolo di un blog sulla salute mentale dove si spiegava che, per procedere con la propria nuova vita, bisogna accettare la fine del passato e della sua influenza sul presente. Ma in senso lato può anche intendersi come fine dell'umanità a seguito di una scellerata autodistruzione, versione ben rappresentata in questo video, da cui un fotogramma come cover del disco.

"The Past is Over" Official Video

Per la notte di Halloween il disco avrebbe dovuto essere ufficialmente presentato al Wishlist Club di Roma ma il secondo lockdown interrompe anche questa attività. Per la natura live dei Kos, che vivono del pubblico sotto al palco, non resta che procedere con l'ennesimo stop.

Un album travagliato nella sua pubblicazione, quindi, come nella stesura dei brani stessi, legati dal filo rosso di argomenti scomodi e delicati quali depressione, attacchi di panico, misantropia e dipendenze varie. I suoni scuri che seguono, con rimembranze alla Alice in Chains, sono il naturale contorno al concept mentre l'energia che ci travolge durante l'ascolto è frutto di un "duello" ad armi pari tra i due strumentisti.

Dopo aver coltivato l'immagine del duo su Spotify, con ottimi risultati (l'album ha superato i duecentomila passaggi e molteplici sono stati i contatti diretti con gli ascoltatori) la speranza era almeno quella di suonare live The Past is Over questa estate, in Italia ed Europa: della serie 'meglio tardi che mai'. Ma ecco nuovi ostacoli all'orizzonte! Le ultime normative anti contagio (?) impongono agli eventi culturali, anche all'aperto, un pubblico seduto, come a teatro, cosa che non rientra proprio nelle dinamiche della band. Certi generi richiedono il sudore del pubblico e un sano scambio di energia tra il sopra e il sotto palco, tutte situazioni molto lontane dai nuovi obblighi concertistici: i Kos decidono quindi di non esibirsi a queste condizioni rimandando ulteriormente i propri live. 

Sebbene delusi, in alternativa ci sono comunque molte altre cose da fare: verrà lanciato un terzo singolo, alcuni remix e probabilmente anche un altro video; s'è deciso per la stampa in vinile di The Past is Over in attesa di registrare il terzo album in studio, frutto del nuovo materiale composto in quest'ultimo anno e  che, ci anticipano, sarà decisamente più sperimentale e miscelato all'elettronica; infine a gennaio è programmata la pubblicazione di un mini live registrato al Red Couch Studio da Leonardi Ceccarelli (chitarrista e produttore dei K_mono). Notizia dell'ultima ora è che si riprova col release parti al Wishlist di Roma, questa volta il 20 Novembre prossimo.

In attesa di tutto ciò ci mettiamo intanto in contatto con i diretti interessati, Marco Marchiori e Angelo Palma, per un approfondimento attraverso le domande in fase di intervista. D'obbligo un ascolto alla bomba sonica che è The Past is Over, meglio ancora con la guida della recensione ad opera della nostra Mimmi (batterista de I-Taki Maki) che da Berlino ci guida tra le pieghe cupe ma potenti del duo laziale Kos.

 

Ascolto integrale di The past Is Over 

Link band: Facebook / Sito / Instagram / Spotify / Youtube Channel


INTERVISTA

1. Benvenuti nei nostri spazi per questa intervista, Marco e Angelo. In quanto community dedicata ai power duo chitarra-batteria siamo interessati a tutto ciò che ruota attorno a questa line-up. La nostra domanda, per iniziare, riguarda quindi il vostro essere duo per scelta, non soltanto per caso o necessità. Siete partiti in due, nella composizione dei brani e per le prove, ma poi per la registrazione dell'album e i vari live vi siete avvalsi del contributo di un bassista. Perché questa scelta e cosa vi ha fatti poi tornare indietro anziché trasformarvi definitivamente in trio?  

M: Innanzitutto grazie per l'ospitalità. Grazie a voi abbiamo avuto la possibilità di conoscere tanti duo di valore e ci ha fatto sentire meno soli in questo strano periodo. Per quanto riguarda noi, nasciamo come duo ed è esclusivamente per una mia esigenza che questo progetto si sia sviluppato a pieno solo in una seconda fase. Mi spiego: quando sono nati i Kos, io venivo da progetti (Neurotika, Bless the Donkey, Biorn) in cui ero sì cantante e chitarrista, ma con compiti che mi permettevano di concentrarmi maggiormente sulle parti cantate. Con i KoS è stato come tornare alle origini, quando da adolescente ero una piccola macchina di riff pesanti. Con angelo ci siamo trovati alla grande e ad essere sincero lui era convinto da subito della fattibilità del duo. Io ero invece un po' scettico ed è per questo che abbiamo coinvolto l'ottimo Gicaomo Nardelli al basso, anche perché alcuni pezzi di Plastic Sinner non potevano e non possono essere seguiti senza basso. Poi, una volta scelto di procedere in due, ho avuto bisogno di un po' di tempo per riadattarmi e convincermi che avrei potuto reggere gran parte della baracca sonora anche da solo. E' senza dubbio una sua vittoria.

A: Ahahaha, è vero! Avevamo, ed abbiamo ancor di più adesso, una maggiore intensità in duo che in trio, Di certo avevamo ed abbiamo un obiettivo comune sia del progetto che dal punto di vista sonoro. Il nostro percorso è abbastanza lineare. Questo non ci preclude in futuro di collaborare con bassisti o altri musicisti in generale, ma diciamo che con The Past is Over si è fortificata la nostra alchimia sonore rendendola granitica.

 2. Riarrangiare i brani per due e trovare una soluzione credibile e potente, visto anche il genere, ha di sicuro messo alla prova le vostre abilità tecniche. Come avete trovato la quadra per il giusto sound con i soli vostri due strumenti?  

A: Lavoro, lavoro, lavoro. Capire cosa funziona cosa no. Quale pezzo sì, quale no. The Past is Over è il risultato della nostra ricerca in tal senso. Ovviamente Marco ha dovuto lavorare sull’effettistica di par misura al modo di arrangiare, al tipo di accordatura etc…L’obiettivo nostro, ma soprattutto mio in quanto ho curato le riprese, il mix ed il master, era quello di rendere il più fedelmente possibile il nostro live sound nell’album. 

M: L’importante è che fosse brillantemente scuro ahahhaha. Scherzi a parte non ci siamo posti molto il problema del riarrangiare in quanto avevamo ed abbiamo molto materiale nuovo su cui lavorare. Possiamo senza dubbio dire che comporre per un progetto a due può risultare più complicato di un progetto a 5, ma questo è il bello. P.S. il pulsante del pedale  POG mi ha denunciato per maltrattamenti.

3. L'album che nasce in questo assetto, The Past is Over, era pronto per la pubblicazione a primavera 2020. Spostata la release in autunno, per ovvi motivi, ma egualmente saltata, questo è uno di quei dischi che non è mai stato realmente presentato su palco, tant'è che non è nemmeno stato fisicamente stampato per la vendita ai live. Non avete quindi mai avuto modo di suonare in duo a un concerto dal vivo, mi pare di capire. Se sì, com'è stata la reazione del pubblico, secondo voi, rispetto alle performance in trio? Se no, come vi aspettate la risposta del pubblico? A: Sì purtroppo ancora non abbiamo potuto presentare The Past is Over, è vero, ci siamo andati vicino due volte, come è vero che non suoniamo dal vivo da Luglio 2019 e ci manca terribilmente. Come ci dispiace non aver ancora potuto stampare il vinile con il progetto grafico per il quale abbiamo tanto lavorato, ma prima o poi succederà. Fortunatamente abbiamo avuto modo di sperimentare la formazione a due in diversi live prima di chiuderci in studio e prima del Covid19. E’ stato fondamentale per testare e darci convinzione. Le reazioni, molto positive,sotto ogni punto di vista ci hanno dato sicuramente una spinta in più.

M: Io ho un pessimo ricordo della nostra ultima esibizione legata ad una serie di problemi tecnici che ha caratterizzato il mio finale di performance. Provo nostalgia anche di quei momenti però! Ahahahhha. Per quanto riguarda The Past is Over, nonostante avessimo già portato live la maggior parte dei pezzi, possiamo parlare tranquillamente di coito interrotto. Reso meno doloroso dalla distribuzione digitale che ci ha portato una fettina di visibilità e feedbacks positivi che non ci aspettavamo ed in parte ha appagato il nostro desiderio di arrivare fuori dalle mura amiche/nemiche.

4. A proposito di digitale... quanto ha aiutato, in questa fase di stop forzato dai live, la promozione sul web? L'epoca del cd è quasi finita, appannaggio di una schiera di nostalgici presto attempati mentre i giovani prediligono la fruizione rapida, del momento, scevra dall'acquisto fisico di un oggetto; avete quindi puntato sulla distribuzione digitale e in particolar modo su Spotify, con un discreto successo visto che avete superato i 200.000 ascolti. Volete spiegare ai nostri colleghi non ancora avvezzi a questo social, come si fa a raggiungere tali risultati? E a che pro visto le irrisorie royalties che il colosso concede agli artisti? Si riesce a collezionare quindi pubblico anche restando lontano dai palchi ma saranno loro il pubblico ai live di domani? Saranno loro ad acquistare i nostri supporti fisici?

M: E’ stato fondamentale, come lo sarebbe stato anche senza pandemia. Per una realtà indipendente ma ambiziosa come la nostra la distribuzione digitale è la chiave per aprirti a tanti possibili fan. Spotify è solo una delle tantissime piattaforme digitali su cui ascoltare la musica ma credo sia quella che paghi di “più” ed è quella più utilizzata insieme ad I tunes. Dietro ai nostri risultati c’è un duro lavoro  di mesi legato al mondo delle playlist e dei loro curatori in previsione delle releases e soprattutto la collaborazione con alternative rock band indipendenti da tutto il mondo come i Fried in Salt, Mulberry Sky, Blacklava, Hollin Kings, Atrio, Odd Lottery etc.  e poi tante, tante e-mail e tanta pazienza. Se c’è una cosa che ho imparato durante il Lockdown è quanto sia importante il lavoro che precede la release di un singolo, un album, un videoclip o qualsiasi prodotto tu voglia far uscire. Con questo non dico di aver scoperto l’acqua calda ma almeno ho trovato risposte a quesiti che per noia o superba ignoranza mi ero attardato a cercare.

A: Marco ha svolto un ottimo lavoro in un campo del quale non sapevo quasi nulla e mi ha invogliato ad interessarmi e a cercare metodi alternativi per riuscire ad ottenere in prospettiva quella visibilità che oggi viene prima di qualsiasi cosa per far in primis ascoltare la tua musica, creare una fan base e poi dulcis in fundo far acquistare la tua musica e far venire gente ai tuoi concerti dove acquistare il tuo merchandising. Ovviamente parlo di un mondo pre e post Pandemia e soprattutto parlo di una realtà indipendente a 360 gradi.

5. The Past is Over stava quasi per essere prodotto da Steve Albini. Lo avete conosciuto a un concerto degli Shellac, come siete riusciti ad arrivare a lui e com'è stato l'incontro? La difficoltà di movimento e l'investimento economico importante vi ha fatto registrare in casa, grazie anche al punto di forza di avere un sound engineering in seno al duo. Alla fine siete più che soddisfatti di questa scelta, mi pare; un nome così importante legato al vostro album, però, non avrebbe potuto essere una svolta per la band? Una specie di lasciapassare per concerti e festival come una marcia in più nella vendita del disco?

M: Che giornata epica quella dell’incontro con Albini! Eravamo in piena promo di Plastic Sinner: avevamo suonato a RadioRock, fatto uscire il videoclip di "Who Shot the Rabbit?" e proprio dopo un’intervista a Radio Godot abbiamo deciso di andare a sentire gli Shellac, dei quali siamo dei grandi fan, al Monk a Roma. L’idea di lavorare con Albini è quel qualcosa che tutti gli amanti dell’alternative rock bramano, spesso più per concetti legati all’immagine che per questioni tecniche legate al sound e questo venne confermato dal concerto stesso, dove in un paio di occasioni dei fan tra il pubblico hanno colto l’occasione data da Albini per porgli domande inquietanti sul come svoltare le loro vite. Io personalmente camminavo a 20 cm da terra in quei giorni e già stavo lavorando sui brani di The Past is Over. "The Upsidedown" in particolare per me era perfetta e lo è tuttora per essere registrata e prodotta da Albini. Quindi a fine concerto e all’apice dell’ubriacatura, dopo aver contagiato Angelo con la mia visione e forte del mio tatuaggio della copertina di In Utero sulla spalla (“I think i know that picture” S.Albini), siamo andati da Steve che insieme al resto della band era sceso tra il pubblico a vendere il merch degli Shellac e a farsi foto. Abbiamo avuto l’onore di presentarci, scambiare due parole e dargli un paio di copie del nostro primo album Plastic Sinner che fortunatamente avevamo con noi, gli abbiamo esposto il nostro desiderio di lavorare con lui in futuro, un bel selfie controluce e tutto qui. La cosa l’avevamo anche presa sul serio così da farci un preventivo. Avevamo anche visto dei posti dove dormire nei pressi dell’Electrical Audio di Chicago. Solo che poi a sangue freddo abbiamo deciso di investire di più su noi stessi, nel senso che abbiamo deciso di sfruttare a pieno la nostra confort zone dove nel mentre stavamo già lavorando sul set a due.

A: Il nostro progetto ha avuto la fortuna di nascere e crescere all’interno di uno studio storico come il Trafalgar Recording Studio di Roma - praticamente una seconda casa - e sicuramente la possibilità di registrare lì mi aveva sempre stuzzicato come d’altra parte la possibilità di lavorare con Albini. Abbiamo valutato bene tutti i pro ed i contro, personalmente avevo una riserva sulla registrazione in analogico puro di Albini che, secondo me, sarebbe stata perfetta per alcuni brani mentre per altri meno. Diciamo che alla fine ha prevalso soprattutto il voler curare personalmente tutte le fasi sia della registrazione che del mixaggio e del master senza fretta, in modo da entrare nei brani a 360 gradi e sperimentare alcuni tipi di ripresa e mixaggio che in futuro rappresenteranno un prezioso bagaglio di esperienza per me e per i KoS. Per me è stata una sfida in quanto, nonostante le tante esperienze come studio manager allo StarStudios di Roma e gli anni come backliner ad Emergenza Rock,The Past is Over rappresenta la mia prima vera produzione e della quale andiamo orgogliosi per tantissimi motivi: di certo il fatto che sia nostro al 100% è un valore aggiunto.

6. Molte band sono ripartite coi live questa estate. In maniera contingentata, ovviamente, secondo le normative vigenti. Voi avete rinunciato a questi compromessi perchè suonare di fronte ad un pubblico seduto va al di là della vostra concenzione di esibizione live come momento di condivisione attiva con le persone presenti. Avete in programma di ripartire a settembre-ottobre, nei locali al chiuso. Non temete che l'ennesima ondata virale renderà impossibile questi eventi? Di fronte al rischio di restare fermi per anni, a conti fatti non è preferibile esibirsi anche se in condizioni limitanti?

M: Siamo rimasti un po’shockati dal primo lockdown in quanto ha mandato all’aria il nostro tour che ci avrebbe portato per la prima volta a Milano, Firenze, Bologna etc. e per il quale avevo lavorato parecchio. Ci abbiamo riprovato ad Ottobre scorso ma visto l’incombere di un altro lockdown abbiamo deciso di metterci l’anima in pace, lavorare sugli ascolti, preparare il terzo album ed attendere la riapertura dei “nostri” liveclub innanzitutto per solidarietà, poi per principio. Credo che ogni tipo di musica abbia il suo contesto, il suo teatro, non so se mi spiego. Personalmente non trovo molta differenza nell’esibirmi in sala prove di fronte ad un muro e di fronte a 20 persone sedute a distanza. D’altro canto siamo però anche stanchi di regalare le nostre migliori performance al nulla ed è per questo che se ci fossero state le condizioni giuste avremmo suonato quest’estate.

A: Super news: abbiamo da pochissimo fissato l'ennesima data del release party al Wishlist Club che sarà sabato 20 Novembre prossimo, sperando che sia la volta buona! Nel mentre siamo già molto dentro al terzo album ed andremo avanti così.

7. I temi delle vostre canzoni riguardano il disagio del vivere espresso in tutti quegli squilibri psichici tanto diffusi in questa società moderna: dall'ansia e attacchi di panico di "Upsidedown"a dipendenze varie, misantropia, degenerazioni sociali... Tematiche affrontate prima dell'avvento del Covid eppure assolutamente attuali nell'incertezza di questi ultimi fenomeni. Come mai la scelta di questo concept?

M: Sinceramente sia "The Upsidedown" che "The Past is Over" nascono dagli abissi più profondi della mia anima e del mio disagio personale di quel periodo, al quale abbiamo cercato di trovare un senso universale e, dove non  era possibile con le parole, abbiamo cercato di farlo attraverso l’immagine vuoi con le fotografie di Valentina Piccinni e Jean Marc Caimi per quanto riguarda "The Upsidedown", vuoi con il videoclip di Daniele Scali per "The Past is Over". Inizialmente "The Upsidedown" non doveva essere il singolo anticipatore dell’album ma proprio la situazione che si è venuta a creare ci ha portati a fare questa scelta ed è andata bene. Per la prima volta ho sentito di essere arrivato a qualcuno con i miei stessi problemi, le mie stesse paure e questo senso di empatia amplificato dalla pandemia ha generato benessere sia in me che in chi ha ascoltato e condiviso la nostra musica. Inoltre credo di essere cresciuto molto in questi ultimi 3 anni e sicuramente questo sta influenzando parecchio il mio modo di comporre e soprattutto i contenuti che ci terranno ancor più lontani dal mainstream e probabilmente ci creeranno problemi. Ma a noi piace così.

8. Il passato è finito, è passato appunto. Cosa dobbiamo attenderci per il futuro di questo mondo complesso? Il futuro espresso nell'immagine di copertina, rivolto verso lo spazio, può essere una soluzione? Oppure si tratta solo di un'immagine che esprime il desiderio di fuga da questa realtà?

A: Domande importanti. Noi abbiamo cercato solo di rappresentare uno dei paradossi della storia recente del genere umano unendola alla nostra situazione attuale. Più che una soluzione, se non fanno seriamente qualcosa, è una possibilità che può trasformarsi in realtà molto prima del previsto.

M: La copertina trasuda nichilismo e nello stesso tempo ci pone di fronte al fallimento stesso ed inevitabile dell’uomo, direbbe un mio caro amico. C’è chi fa a gara a chi ce l’ha più lungo nello spazio mentre il mondo intero affronta la crisi globale più grande dai tempi della seconda guerra mondiale, è un dato di fatto.

9. Nuovo materiale è già in cantiere, cosa ci potete anticipare? Continuità o evoluzione rispetto a Past is Over? Il titolo dell'album sarà The Future is Here?

A: Come dicevo prima siamo già in preproduzione del terzo album che parte già con il vantaggio di un bagaglio di esperienza importante dal punto di vista della effettiva produzione oltre al desiderio di affrontare anche forme diverse di struttura dei brani e di farli suonare ancora più aggressivi, dove necessario. Abbiamo già un nucleo importante di brani ma come saprete in questa fase possono sempre uscire cose interessanti ed improvvise. Non vediamo l’ora di suonare dal vivo anche per testarli Live visto che Marco ha introdotto una loop machine ed ha ampliato parecchio il suo set. Per quanto riguarda il titolo chiedetelo a Marco visto che cambia 1000 volte prima di decidere!

M: Ahahhhahahah è vero, mai come in questi ultimi due anni ho cambiato idea. Mi deve essere venuta la crisi dell’ultima pennellata. Scherzi a parte, dal punto di vista della ricerca sonora questo è stato per me un periodo incredibile visto che il lockdown mi ha dato l’opportunità di sperimentare molta elettronica, quindi anche ritmiche differenti da quelle pure rock 100%, oltre a lavorare con la loop station e creare delle atmosfere importanti. C’è da lavorare ma siamo a buon punto anche dal punto di vista dei testi e del concept dell’album oltre che ovviamente il titolo che però non vi diremo… Di sicuro argomenti scomodi come Julian Assange o la Palestina non ci faranno vincere il premio simpatia ma d’altra parte non sono i premi il motivo per cui siamo i Kings of Subhumans.  Stiamo prendendo delle decisioni importanti per il futuro e speriamo vada tutto bene e che soprattutto si possa tornare ad organizzare eventi sicuri senza l’ansia e la delusione di vederli annullati.

Grazie mille per la vostra preziosa testimonianza a nome di Edp tutto. Vi lascio concludere con parole vostre, mentre attendiamo il magico momento di riappropriarci delle nostre vite e delle nostre passioni, musica e concerti dal vivo in primis!

Grazie ancora a voi per l’interesse e per lo spazio concessoci. Che dire... lasciamoci con l’augurio di rivederci sottopalco felici e sudati e con tanti progetti nuovi da condividere con l’universo ma in primis qui sul pianeta Terra.

 

DISCOGRAFIA

THE PAST IS OVER 2020, Autoprodotto (Grunge, Stoner)

1.Gone With My Gun  2.Angel Inhaler  3.The Past is Over 4.Pioneers  5.Hate  6.Ghost Town  7.The Upsidedown 8.Kill the Drill  9.Wall  10.Pretty Knives, Dirty Knives

 

 

QUI lo ascolti

QUI la nostra recensione

PLASTIC SINNER 2017, Autoprodotto (Grunge, Stoner)

1.Plastic Sinner  2.Be Careful with the Pigs Cech  3.Who Shot the Rabbit? (Spread Your Love)  4.New Model Hero  5.Freedom, Prison, Threesome  6.Kings of Subhumans  7.Vondelpark (Psychedelic Star)  8.Mayday (Application Mind control)  9.Endelssy  10.Without You

 

 

QUI lo ascolti

 

Link ad altre recensioni:  

https://cattiveabitudini.blog/kings-of-subhumans-the-past-is-over/

https://www.blogdellamusica.eu/kos-kings-of-subhumans-the-past-is-over-recensione/

https://www.indie-roccia.it/recensioni/kings-of-subhumans-the-past-is-over/

Link ad altre interviste:

https://thesoundcheck.it/2020/12/03/the-past-is-over-e-il-nuovo-album-dei-kos/

https://www.musicaincontatto.it/2020/11/10/kings-of-subhumans-il-rock-quello-vero-avra-sempre-uno-spazio-da-conquistare/

https://www.faccecaso.com/2020/11/06/kings-of-subhumans-intervista-faccecaso/

https://www.rattlermag.com/home/intervista-kings-of-subhumans

https://www.blogdellamusica.eu/kos-kings-of-subhumans-intervista/

https://www.rockon.it/musica/playlist/i-kings-of-subhumans-ci-consigliano-5-brani-per-chi-ha-nostalgia-dei-concerti/

https://musicmap.it/interviste/new.asp?id=623

https://soundsgoodwebzine.com/kos-quando-lalternative-rock-e-unarte

https://mieonline.it/kos-the-past-is-over-e-il-nuovo-album-lintervista-su-mie

https://www.oltrelecolonne.it/kings-of-subhumans-siamo-due-leoni-in-gabbia/

 

Articolo e intervista ad opera di Giusy Elle

www.facebook.com/groups/electricduoproject 

electricduoproject@gmail.com