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venerdì 4 novembre 2016

121. Il secondo botto degli SDANG!

SDANG!: il duo col punto esclamativo...
Presenti nella nostra Instrumental Vs Vocalist Compilation (articolo)

INTRO
   Gli SDANG!, duo col punto esclamativo, nascono a Brescia nel 2014 e ci deliziano subito con un Ep strumentale molto personale, fatto di un Postrock mescolato al Math e con divagazioni Prog . Il giorno delle altalene il suo titolo. Per l'occasione abbiamo stilato un articolo di presentazione al duo dove abbiamo appreso molte notizie su Nicola Panteghini, il chitarrista della band nonché storico della musica, e sul suo compare alle pelli Alessandro Pedretti, già noto per il progetto Endless Tapes, una piacevole collaborazione con Colin Edwin, bassista dei Porcupine Tree. Per la retrospettiva di questi due musicisti di professione e per la lettura della loro intervista, rimando quindi all'articolo primo mentre oggi ci concentriamo sullo sviluppo del duo intercorso dal nostro ultimo incontro ad oggi e culminato con la pubblicazione del primo Long Playing a loro nome, La malinconia delle fate.

AGGIORNAMENTO
   Oggi raccontiamo una storia, e lo facciamo con parole scritte; la filosofia degli Sdang! è invece un po' più sottile: loro pure raccontano storie, con la propria musica, ma lo fanno senza parole, e lo fanno in maniera cosciente e dichiarata. I titoli dei loro album, e dei brani in essi contenuti, sono molto evocativi e rimandano proprio a delle storie, ma essendo il duo puramente strumentale, Nicola ed Alessandro lasciano che siano soltanto gli strumenti a costruire l'atmosfera dei loro racconti. Lo fanno con il loro PostRock, una miscela di Grunge e Stoner, Metal, Shoegaze e repentini cambi di umore di natura Prog, ormai definita Post-prog. Un brano in più (sei tracce anziché cinque) e una decina di minuti aggiuntivi per passare dall'Ep degli esordi al primo e vero album della band.
   La Malinconia delle Fate è il nuovo prodotto dei due, registrato ad ottobre 2015 presso il Bluefemme studio di Montirone (BS) e pubblicato nel maggio 2016 per La Fornace Dischi, in collaborazione con Dreaming Gorilla, Taxi Driver, Toten Schwan e Acid Cosmonaut Records. Una cordata di etichette anziché l'autoproduzione degli esordi. La grafica invece, ad opera della Fornace, ricalca l'iconografia dell'album precedente, puntando su uno sfondo scarno e colorato sul quale campeggia il nome della band in formato fumettistico, mondo del resto al quale i due fanno riferimento. La musica infine è più evoluta rispetto all'Ep di partenza: mantiene sicuramente il loro tratto distintivo ma è maggiormente curata e molto più ricca, ogni traccia risulta così un serbatoio di numerosissime idee che si susseguono, accavallano, si sviluppano e ritornano. Un continuo alternarsi di esplosioni e momenti più delicati, di chitarre pulite e fortemente distorte, di cattiveria e parentesi di grazia, di melodie e bordate math rock, dure e ripetitive, in un continuo evolversi e fluire. Il tutto nell'ottica di creare atmosfere che, da sole, ricostruiscano le storie anticipate dai titoli dei brani.
   Alessandro e Nicola sono due musicisti in carriera che hanno suonato per nomi importanti, basti pensare alla loro militanza iniziale nei Giuradei e alla loro ultima collaborazione con Colin Edwin, ma essendo entrambi polistrumentisti e compositori, avevano la necessità di esprimersi in maniera personale, e grazie alla forte amicizia che lega i due, il progetto Sdang! è sicuramente quello che meglio li rappresenta. Tutti i brani nascono in sala prove dove qualche idea iniziale viene affrontata, sviluppata, sviscerata e infine, dopo una serie di ascolti, scremata e ripulita. Si tiene solo ciò che conta davvero, ciò che può arrivare al cuore di tutti: nonostante il loro indubbio tecnicismo musicale, non vogliono realizzare musica per soli intenditori. Questa resta infine la forza del duo, abile ma comprensibile ai più. Non è solo questione di tecnica, quindi, ma anche di sensazioni, sentimenti ed emozioni.
   Dopo qualche mese di questo lavoro in sala prove, i due sono pronti alla fase di registrazione. Il loro recording è in realtà una live session dove tutti i brani vengono suonati in diretta dall'inizio alla fine. La preparazione alla registrazione del disco sta quindi nel raggiungimento di una sufficiente conoscenza delle ricche strutture dei brani e nella scioltezza della loro esecuzione. Allora tutto scorre fluido e gli strumentisti possono anche divertirsi e rilassarsi pur in fase di presa diretta. Tre giorni intensi quindi di registrazione al Bluefemme Stereorec con l'aiuto dei due fonici Marco Franzoni (proprietario dello studio) e Ronnie Amighetti, poche sovraincisioni di chitarra e l'album è pronto, dai suoni impeccabili. Nessun intervento esterno a livello di produzione in quanto gli stessi Sdang! sono produttori di sè stessi, e con le idee chiare cercano di riprodurre in disco ciò che ogni spettatore potrebbe vivere assistendo ad un live del duo stesso. Sono solo in due, ma l'effetto è 'pieno': non si può parlare di minimalismo quando c'è di mezzo il prog...

   Ad Aprile l'album viene anticipato dal video promozionale "Astronomica", in anteprima su Rockerilla, tratto dalla terza traccia del disco. Girato da Andrea Grasselli per Om Video, rappresenta il duo impegnato nell'esecuzione del brano sia in sala prove che su palco, a dimostrazione di come le due situazioni siano assolutamente intercambiabili per loro; simpatico, seppur non originale, l'escamotage di alternare Alessandro e Nicola con una serie di altri strumentisti... A seguire poi il video ufficiale "Il primo giorno di scuola" (prima traccia dell'album) registrato... completamente live! Il tutto ad opera del già comprovato Ronnie Amighetti, ora al Carmen Town di Brescia durante il release party. Ecco, se c'era bisogno di una conferma è questa: gli Sdang! sono e restano una live band, con una lunga serie di date in giro per l'Italia come all'estero, specie Svizzera e Malta, dove anche quest'anno sono stati riconfermati per il palco dello Street Art Festival.
   Procediamo quindi con una panoramica sulle etichette indipendenti a supporto dell'album, con l'intervista a Nicola Panteghini e Alessandro Pedretti del duo bresciano Sdang! mentre dedico un altro articolo alla recensione del loro La malinconia delle fate ad opera di Luca Sabata, batterista del duo partenopeo sperimentale Karawane, già grande estimatore dei Porcupine Tree stessi. Tanta buona lettura ma soprattutto buon ascolto di questo album di grande musica, da ascoltare e riascoltare, non per capirlo ma per apprezzarlo al meglio, per goderne fino allo sfinimento...


Video:
"Il primo giorno di scuola" (Offcial Video live)
Live promo 2016/2017:

LABELS
Acid Cosmonaut Records www.acidcosmonautrecords.blogspot.it
L'etichetta nasce a Lecce nel 2012 da un'idea di Luca Cavallo e Stefano Leone, entrambi appassionati di post rock, heavy, psych, stoner, doom e generi simili. L'intento era e permane quello di aiutare band meritevoli ad ottenere un seguito più ampio tra gli amanti di tali sonorità. Come etichetta indipendente hanno deciso di lavorare con licenze Creative Commons. Gli Sdang! sono la loro prima coproduzione di un duo, per cui non ne sono presenti altri nel loro catalogo.

Dreaming Gorilla Records www.dreamingorillarecords.is
DGR nasce già nel 2005 a Savona ad opera di Francesco Cerisola ma il primo album viene pubblicato solo nel 2010 in quanto ci sono altre attività correlate al loro nome, quali l'organizzazione di concerti e la promozione delle band. Nel loro roster troviamo in coproduzione uno Split tra BOLOGNA VIOLENTA e i Surgical Beat Bros (duo elettro-pop da Roma con Fabio Recchia dei Germanotta Youth e Antonio Zitarelli, già batterista del duo sax-batteria Mombu), gli album del duo Barachetti/Ruggeri, di Frank Cadoppi in collaborazione con Roberto Segreti mentre a Novembre verrà da loro rialsciato l'ultimo lavoro in studio dei LEGNI VECCHI

La Fornace Dischi
Etichetta indipendente fondata nel 2015 a Brescia ad opera di quattro giovani ragazzi, conosciutisi durante l'organizzazione di un festival. LFD non è quindi solo casa discografica ma anche organizzazione di eventi oltre a fornire servizi di booking e managment. Non hanno generi prediletti e desiderano lavorare con band semplicemente di loro gusto. A nemmeno un anno di vita hanno un catalogo in piena creazione e gli Sdang! risultano l'unico duo presente.
www.facebook.com/lafornacedischi



Taxi Driver Records http://www.taxidriverstore.com
La Taxi Dirver Rec è un'etichetta indipendente con base a Genova nata nel 2009 (assieme alla Taxi Driver Webzine) come naturale estensione del negozio di dischi Taxi Driver Indipendent Store. I fondatori sono gli stessi proprietari del negozio, ovvero Massimo "Maso" Perasso e Sara Twinn. Lo scopo è quello di focalizzare la propria attenzione sulla scena underground locale con particolare attenzione per i generi stoner, doom, heavy psych, metal, black metal, ambient, drone e sludge. In catalogo, oltre gli Sdang!, troviamo il duo metalcore bolognese HYPERWULFF mentre è in programma la futura produzione del duo noise elettronico Gabbiainferno.
www.facebook.com/taxidriverrecords

ToTen ScHwAN Records www.totenschwan.altervista.org
Della Toten Schwan abbiamo da poco parlato in occasione dell'articolo dedicato ai CANI DEI PORTICI. Riportiamo qui le informazioni di questa etichetta che tanto spazio dà ai power duo nazionali. 
La TSR è innanzitutto un'associazione culturale no-profit che tra le altre attività è anche etichetta discografica. Nata a La Spezia nel 2011 da un collettivo di musicisti, porta avanti la filosofia della controcultura. Controcultura come necessità per la sopravvivenza etica, collettivo come mondo ideale dove si collabora e ci si aiuta.
Tra le sue pubblicazioni troviamo 5 interessanti compilation freedownload (e in stampa a tiratura limitata di 50pz) e gli ultimi album di un paio di power duo oltre La malinconia delle fate degli Sdang! stessi. Gli artisti 2-piece del loro roster sono quindi i CANI DEI PORTICI da Bologna, duo strumentale di Mathcore, usciti con questa etichetta sia per il lavoro di esordio, in trio, che per l'ultimo Ep registrato in duo, dal titolo appunto Due; il più rinomato power duo sludge italiano, i Toscani HATE & MERDA con il loro La capitale del Male (2015); il duo chitarra-batteria da Pistoia MARLON BRANDO nonché lo storico duo all female basso-batteria SHE SAID DESTROY.



INTERVISTA
1.Ciao Alessandro e Nicola, ci si reincontra qui all'Edp... bentornati quindi! Raccontateci un po': il duo Sdang! si concretizza sempre di più, è diventato il vostro progetto unico e principale o continuate a collaborare con altri artisti, sia a livello compositivo che da turnisti?
Alessandro: Ciao amici di EDP. Il progetto Sdang! stà facendo un bel po' di strada. Dopo il primo Ep (il giorno delle altalene) quest'anno abbiamo pubblicato l'LP “La malinconia delle fate” che stiamo portando in giro per tutta Italia con qualche tappa all'estero. Tutto sommato siamo contenti riguardo a quello che stiamo concretizzando. Giusto in questi giorni dobbiamo ristampare il disco. Stiamo esaurendo le nostre prime 500 copie!!!
Parallelamente suoniamo in altri progetti, in alcuni casi come turnisti, in altri casi come forza motrice e creativa. Io e Nicola abbiamo un'ottima intesa ed è capitato diverse volte di essere stati chiamati entrambi per partecipare allo stesso progetto.
Sdang! Esiste quindi sia come entità a sé, promotrice di una musica che “racconta storie senza parlare” che come insieme di due musicisti con grande voglia di esplorare, concretizzare e vivere la bellezza della musica.

2. Il vostro nuovo prodotto discografico, il full lenght La malinconia delle fate, è la conferma della volontà di investire sul duo Sdang! Mentre siete partiti cauti e realisti, con un ep autoprodotto, per vedere "come butta", ora avete realizzato un album maturo, ricco, più consapevole, e vi siete appoggiati a una cordata di etichette. Quali gli aspetti che avete curato con nuova consapevolezza e quali i punti forti rimasti da Il giorno delle altalene?
A: I molti concerti fatti per promuovere il primo disco ci hanno aiutato a capire i nostri punti di forza ma anche gli aspetti da migliorare.
Abbiamo affinato alcuni aspetti tecnici. Abbiamo lavorato di più anche sulle strutture dei brani e sugli arrangiamenti. In ogni caso “le fate” è un 'evoluzione piuttosto naturale de “le altalene”. L'approccio compositivo è stato pressoché simile al disco precedente.

3. I brani de La malinconia delle fate sono molto più ricchi rispetto all'album precedente. E' frutto di una maturazione di stile o di una volontà ben precisa? In una vostra intervista leggevo che puntate alla scrematura degli aspetti tecnici nella vostra musica, per renderla più asciutta e fruibile. In realtà sento tantissime idee in ogni brano, tanto da rendere questo secondo lavoro più 'ridondante' rispetto al primo che a mio avviso suonava già fresco e fluido...
A: Il fatto che finiscano molte idee nei nostri brani penso che sia il frutto d'incontro dei nostri DNA. Entrambi viviamo la musica come esperienza ricca di sfumature. Non ci soffermiamo sull'ascolto di un genere piuttosto che un altro.
C'è chi ci definisce “post-prog” e forse è l'associazione musicale che più ci piace. Mescoliamo e filtriamo la musica che assorbiamo, che ci emoziona e che ci ispira e cerchiamo di plasmarla con i nostri strumenti. Alla base di tutto però c'è la volontà di creare dei discorsi musicali che abbiano un inizio, una fine e uno svolgimento molto chiaro.

4. I titoli dei vostri album e degli stessi brani rimandano a un mondo lontano, dell'infanzia, a situazioni nostalgiche del passato. Com'è che due musicisti adulti e professionisti come voi si concentrano ancora su argomenti come il primo giorno di scuola, i giochi con le altalene, le fate... un mondo sognante? ...per poi puntare su una grafica fumettistica, sempre un rimando all'infanzia, ma più giocosa e goliardica.
A: Con la nostra musica vogliamo interpretare con gli occhi da trentenni quelli che sono i nostri pensieri di oggi, con sguardi verso il passato sì ma anche verso il futuro. Infatti un brano come 'cento metri all'arrivo' non è di certo nostalgico; Astronomica parla chiaro; e 'Martina'? Non abbiamo ancora capito se sarà una premonizione o solo un nome come un altro :)
Nicola: Tutti sono attaccati alla propria infanzia, e direi che nelle ‘fate’ la grafica fumettistica rimane solo nel logo.

5. Perché nella vostra visione le Fate sono esseri malinconici? O comunque, qual è questa malinconia di cui parlate?
A: Il titolo ci suonava molto bene e l'abbiamo tenuto senza dover trovare una ragione. E' evocativo, profondo e rende molto bene l'idea sia del brano stesso che del disco intero. Un lavoro pieno di sentimento in un certo senso impalpabile.
N: Io vivo di malinconia, è un sentimento che mi attrae molto e mi complica spesso la vita. Sinceramente non ero troppo d’accordo sul richiamo delle fate, diciamo che è un titolo 50/50: la malinconia è mia, le fate sono di Alessandro.

6. Come avete scelto le vostre etichette discografiche d'appoggio all'album? Cosa vi attendete in più dal loro supporto professionale?
A: Dopo aver fatto un disco interamente autoprodotto abbiamo deciso di fare ascoltare in anteprima a persone e a etichette (che sono comunque persone!) il nuovo disco. Ha suscitato interesse. Cosi facendo siamo arrivati a collaborare con cinque belle realtà indipendenti (La Fornace dischi, Dreamingorilla, Taxi Driver Records, Acid Cosmonaut e Toten Schwan). Ci stanno aiutando dandoci contatti per fare più concerti e per espandere il nostro nome.
N: Non ci attendiamo nulla, accogliamo solo gli aiuti che ci possono dare tenendo ben presente che la situazione è difficile per tutti, musicisti e non.

7. So che avete suonato più volte all'estero, in occasione del Malta Art Street Festival e molte altre oltre confine, in Svizzera. Avete notato una sensibilità diversa tra il pubblico? O tra i gestori dei locali? Insomma, la musica live underground viene trattata diversamente altrove che in Italia?
A: Per ora, a noi, le date all'estero sono andate parecchio bene. A Malta il nostro concerto è piaciuto molto, in Svizzera pure. Forse è anche perchè non usiamo parole e quindi la musica è totalmente fruibile senza dover cercare altri significati. In Italia la musica underground viene trattata bene quando i gestori e gli organizzatori vogliono trattare bene gli artisti. In Italia ci sono molti locali che funzionano bene, altri meno, come in tutto il mondo presumo!
N: Il paragone estero-Italia non mi piace molto; dovrei suonare di più sia in Italia che all’estero per avere una idea chiara, ma fare ‘di tutta l’erba un fascio’ mi sembra molto riduttivo. Alti e bassi esistono fuori come da noi, credo sia normale.

8. Il tour estivo è finito, come vi state muovendo con la stagione più fredda? Quali i vostri obiettivi a breve e lungo termine?
A: Suonare, suonare, suonare tanto in giro. Oltre al nostro concerto più classico come duo, da novembre inizieremo a fare una serie di concerti più... diciamo... tridimensionali. A noi si aggiungerà una talentuosa illustratrice (Laura Micieli) che disegnerà in tempo reale le nostre storie. Il primo concerto che faremo con questa formazione sarà a fine novembre al Belleville Rendevouz di Paratico (BG) e per l'occasione Laura illustrerà tutto il nostro primo disco, “Il giorno delle Altalene”. Colgo l'occasione per invitarvi a scriverci se conoscete delle location suggestive e particolari per proporre questo progetto di suoni e immagini!

Grazie a voi, Alessandro e Nicola, per la riconferma sui nostri spazi. Attendendo con ansia di assistere ad un vostro live, vi lascio concludere con parole vostre. Un saluto dall'Edp tutto!
A: Taf Taf! Seguiteci, ascoltateci e comprate i nostri dischi da regalare, per Natale, ai vostri amici!
N: Grazie dell’ospitalità, nuovamente.

Contatti:
Booking:  info@lalamusic.it
Ufficio Stampa: nina@astarteagency.it


DISCOGRAFIA
IL GIORNO DELLE ALTALENE 2015, Autoprodotto

1.Il giorno delle altalene 2.La notte di San Lorenzo 3.Metafisica 4.Autunno 5.Il ponte del diavolo






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Qui la nostra recensione


LA MALINCONIA DELLE FATE 2016, Acid Cosmonaut, Dreaming Gorilla Records, La Fornace Dischi, Taxi Driver Rec., Toten Schwan Rec.

1.Il primo giorno di scuola 2.Martina 3.Astronomica 4.Scrivimi una lettera tra nove anni 5.Cento metri all'arrivo 6.La malinconia delle fate


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Qui la nostra recensione


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Articolo e intervista ad opera di Giusy Elle



giovedì 20 ottobre 2016

120. BLUES4: il pollaio fuzz dei THE CHICKEN QUEENS (e recensione 34 "Buzz")


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INTRO
   L'essenzialità del blues, l'ambiente povero e senza pretese dove tutto nacque, ben si presta alle line-up più svariate, alle band improvvisate con chiunque abbia uno strumento in mano. E' in questo ambiente, innanzitutto, che il combo chitarra e batteria prende il via, che gli viene dato un senso e un riconoscimento, non considerandolo necessariamente un trio mancante di uno strumento. Se poi ci aggiungiamo la grinta della Garage Music, e il suo nascere in ambiente altrettanto umile e senza pretese, ecco che capiamo come il duo blues (o garage blues che sia), debba essere il combo più diffuso tra le 2-man band mondiali. Questo in realtà vale negli States, dove il duo per eccellenza, The White Stripes, si basa proprio sulla scia di una rinascita di garage music e dove numerosissimi sono i duo d'ispirazione blues. Molto meno si può dire per l'Italia dove, sebbene non manchino esempi mirabili (uno su tutti il power duo nazionale più famoso, ossia i BSBE) il set-up chitarra elettrica-batteria blues non è poi così diffuso. Sono molti di più i power duo strumentali o che comunque si deliziano con tecnicissimi riff matematici o con qualche forma di post hardcore. Dopo aver tanto presentato questa tipologia di band, vogliamo oggi coprire la lacuna del blues trattando di un duo che sta facendo molto parlare di sè, i CHICKEN QUEENS, presenti ormai sui palchi di tutta Italia, dai festival ai concorsi nazionali, dai locali agli studi radiofonici, nonché in svariate compilation (anche nella nostra EmilyDuo, qui l'articolo con il free donwload). Esaminiamo quindi con piacere i galli del pollaio blues nazionale.

RETROSPETTIVA
   Il duo CHICKEN QUEENS nasce ufficialmente a Modena nell'estate 2012 dall'incontro del chitarrista e cantante Matteo Capirossi e il batterista Luca Sernesi ('96), nel ruolo qui anche di corista. La band aveva già alle spalle brevi esperimenti con un altro paio di batteristi ma è solo quando i due s'incontrano a una jam session che realizzano di condividere una vera e propria sintonia. L'energia del batterista di origini metal (che suona ora anche in un trio di due synth e batteria, i Voided Void) era proprio ciò che mancava al blues di Matteo che si ispirava sì a miti come Muddy Waters e Howlin Wolf ma anche a Jimi Hendrix, agli Stones e ai Led Zeppelin, senza dimenticare i riferimenti del presente come i White Stripes e i Jon Spencer Blues Explosion. Solo ora la musica dei Chicken Queens prende veramente forma e senso in un formula personale e vincente, così i due iniziano a comporre i brani per il loro omonimo Ep autoprodotto.
   E' invece nel 2014 che escono con l'Lp di debutto, Up From the Grave, 10 pezzi sempre autoprodotti. Un album interessante, di tiro, con brani accattivanti di derivazione Garage ma anche HardBlues, diretto e senza fronzoli o, come leggiamo nel loro comunicato stampa: "un blues che si avvicina al grunge con la volontà di diventare punk" e che tanta approvazione ritrova nel pubblico.
Sono molti infatti i palchi calcati da questi pollastri del blues, con la loro chitarra grossa, la voce urlata e la batteria ben presente, un'attitudine punk ben calibrata ed accattivante che li porta infine a vincere la finale di Arezzo Wave 2014 per l'Emilia Romagna, regione che rappresentano quindi alle selezioni nazionali. Da qui in poi il loro nome si fa sentire nei circuiti underground poiché iniziano a spalleggiare band importanti del panorama indie italiano quali i BSBE, Pan Del Diavolo, Management del Dolore Post Operatorio, Le Luci della Centrale Elettrica o Marta Sui Tubi.
   Alla fine del tour promozionale di Up From the Grave, inatteso è però un loro annuncio: non saranno più un duo ma allargheranno il combo al bassista David Parmeggiani 'Rojo'. In testa e in sala prove c'erano già brani strutturati diversamente, più ricchi ed arrangiati e più vicini alle sonorità anni '90. Abbandonata l'irruenza della prima fase, nell'estate del 2015 i Chicken Queens entrano in studio (il Dude Music di Correggio) con l'idea di registrare un lavoro più maturo, studiato, di sicuro meno primitivo. Grazie al produttore Stefano Riccò (Ligabue, Elisa, Rats) le musiche si impreziosiscono di interventi di mandolino elettrico, armonica, tromba, violino e tastiere, oltre che del basso, pur magicamente non perdendo molto dell'immediatezza dei loro esordi. E' chiara qui la consapevolezza degli intenti: stravolgere sì il blues in chiave moderna e con un linguaggio personale mantenendo però intatti i riferimenti del passato, dal punk al garage, atteggiamento del resto rimarcato dai continui omaggi sparsi per tutto il disco.
   Buzz, questo il nome del nuovo album, esce a Febbraio 2011. 'Buzz' in riferimento al chitarrone fuzz di Matteo (anche nella grafica del titolo le due parole si accavallano) che come suono onomatopeico ha ricordato ai due il ronzio dell'ape regina tanto da comporre in tema il brano di apertura degli otto pezzi del disco. I brani di Buzz nascono da spunti melodici, vocali e strumentali proposti da Matteo e da idee ritmiche presentate dal batterista in sala prove, che prendono una forma più definita in fase jam (grazie alla forte sintonia tra i due), per venire poi registrati in pre produzione ed infine riarrangiati. Il risultato è un album rock e blues con attitudine punk che, sebbene stilisticamente diverso dal primo, risuona ancora molto 'catching'. Edito da La Clinica Dischi, doveva uscire in febbraio ma viene definitivamente presentato sabato 9 Aprile.
   Ecco, siamo giunti quasi alla fine dell'articolo e credo che molti di voi a questo punto si stiano chiedendo come mai Edp presenti ed approfondisca un trio! Ebbene... in realtà i Chicken emiliani si lasciano ancora definire un duo, a due vengono presentati i loro profili social e in due compongono in sala prove tant'è che alla fine abbiamo deciso di considerarli ancora parte di questo mondo di 2-man bands, incastrandoli ora nella categoria dei "duo con bassista su palco", come altre 2-piece che hanno prima o poi optato per questo stratagemma. Soddisfatti della spiegazione? Se sì procedete pure con la visione del video "Clap Your Hands", quinta traccia del disco, con l'ascolto dell'intero album su Bandcamp, con la presentazione veloce della loro etichetta di supporto e con l'approfondimento dell'album grazie alla competente recensione del nostro collaboratore Bob Cillo, già chitarrista e vocalist dello sporco e deragliante treno blues barese DIRTY TRAINLOAD. Purtroppo in questo articolo mancherà l'intervista ai nostri due, Matteo Capirossi e Luca Sernesi del duo Chicken Queens da Modena, in quanto si trovano in fase critica, prendendo addirittura in considerazione lo scioglimento della band. La loro pagina Facebook è ferma a metà settembre e nessuna dichiarazione ufficiale è ancora stata pubblicata per cui noi ci auguriamo si tratti soltanto di uno sbandamento momentaneo, una fase di stand-by, e che i due (i tre? O altri due e altri tre...) riescano a riproporre su palco la magia dei Chicken Queens. Sono molti coloro ai quali già manca questa band... lunga vita ai Chicken Queens!

Clap your hands” Official Video https://www.youtube.com/watch?v=ZL104ithMrY
Ascolto integrale di "Buzz": http://thechickenqueens.bandcamp.com/releases


LABELS
La Clinica Dischi www.laclinicadischi.com
La Clinica Dischi è innanzitutto un collettivo, un’etichetta discografica indipendente nata nel 2013 dalla collaborazione tra alcune band attive nella zona della Spezia, che si propongono sulla scena musicale italiana. Una collaborazione/contaminazione costruttiva dei vari generi musicali. L’intento è promuovere i progetti musicali emergenti con iniziative concrete, autonome e libere, che creino un’alternativa autogestita ai canali tradizionali, in modo da fornire a gruppi e solisti un adeguato supporto organizzativo e tecnico: management, ufficio stampa, booking, registrazioni audio e video. Il loro motto è: "le regole sono ciò che gli artisti rompono".
Nel roster, oltre ai Chicken Queens, hanno anche il duo chitarra-batteria pisano LA IENA, sempre di estrazione blues (Indie e AltRock in italiano).

Presenti nella nostra EmilyDuo Compilation


DISCOGRAFIA
UP FROM THE GRAVE

1.Shake Your Boobs 2.The Edge of Fear 3.Devil Blues 4.Intro 5.Goodbye Silly 6.Sorrow Blues 7.Wolkin' Hard 8.The King King 9.Bad Boys 10.Up from the Grave





BUZZ

1.The Queen Bee 2.Sweet Cold Bones 3.Rollin' and Tumblin 4.Holiday Blues 5.Clap Your Hands 6.Cherry Bomb 7.When the Sun Goes Down 8.She Looks




QUI lo ascolti


RECENSIONE
THE CHICKEN QUEENS "Buzz"
Lp 2016 La Clinica Dischi

Nel 1977 fioriva una nuova generazione di musicisti accomunati da un’urgenza espressiva che scavalcava raffinatezze tecniche, fronzoli e orpelli per mirare all’essenzialità di un sound crudo, diretto ed energico. Era il seme del punk, uno stile in aperta rottura con certo progressive rock degli anni immediatamente precedenti, accusato di avere un linguaggio lezioso, pedante e scolastico.
In questo Buzz, secondo album in studio degli emiliani Chicken Queens, si respira decisamente l’aria frizzante ed elettrica del “rock’n’roll ’77”.
Il lavoro si apre con il “buzz” di un alveare e prosegue con una carrellata di otto composizioni originali dal registro fresco e brillante.
Per questo secondo lavoro i due Chicken Queens, Matteo Capirossi alla voce e chitarra e Luca Sernesi alla batteria, decidono di arricchire il sound secco da tipico duo elettrico con il contributo di una serie di strumenti ausiliari quali basso, mandolino, armonica, tromba, violino, cori femminili e tastiere. Un plauso va al produttore Stefano Riccò per aver saputo sapientemente integrare questi strumenti nel mix senza snaturare il sound della band, che preserva comunque tutte le caratteristiche di energia, semplicità e immediatezza che si convengono ad una formazione elettrica in duo. Chiudono l’album i brani “When the Sun Goes Down”, con suggestioni alla Black Sabbath e la bella ballata “She Looks”.
Buzz dunque, nonostante l’impronta “derivativa” dell’approccio sonoro, è un bel disco che presenta una notevole freschezza e vivacità, degna erede dello spirito “proto-punk” a cui i Chicken Queens fanno appello.

Bob Cillo8/10






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Articolo e intervista ad opera di Giusy Elle


lunedì 10 ottobre 2016

118. MILF: il duo che è quasi un trio...

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INTRO
   Era l'inizio del 2011 e i M.I.L.F., riassettati in duo dal vecchio progetto Keep Out, uscivano con il loro primo, strabiliante lavoro discogarfico Happy Milf, un disco molto interessante, a base metal, con contaminazioni jazz, prog e hardcore. Ne abbiamo fatto una recensione con breve presentazione del duo un paio anni fa, a Marzo 2014 (qui), quando sembravano pronti per l'uscita del nuovo album... tutto era pronto, attendevano una degna etichetta che li potesse lanciare con la dovuta cura del caso... eppure... abbiamo dovuto aspettare Marzo 2016 per il rilascio ufficiale di God Save the Teen! Noi non siamo stati a guardare, tutt'altro, pronti per l'ascolto siamo qui a scrivere nuovamente su di loro, su questa band pescarese dalla proposta musicale interessante e personale che si presenta con una formula sonora arricchita e un nuovo membro nel suo organico! Ecco a voi quindi il frutto di questo lavoro con tutte le novità riguardanti i Milf ma... parliamo prima un po' della filosofia alla base di questa band...
   Sia sonoricamente che per certi aspetti folli ed irriverenti, mi rimandano alla mente gli A.N.O. (qui il nostro articolo), duo di musicisti più giovani provenienti da Jesi, nelle Marche. L'irriverenza del duo di oggi sta proprio nella scelta degli argomenti di cui trattare, tutti riconducibili al sesso, nelle sue sfumature più depravate. MILF, termine seppur ormai ampiamente usato dagli adolescenti in riferimento a una qualsiasi donna, specie giovane madre dei propri amici, ha in realtà un significato specifico riconducibile al mondo della pornografia. Molti di voi maschietti sanno tutto su questa sigla ma, per par condicio da una parte e visto che invece poche donne o ragazze sono afferrate sull'argomento, dall'altra, ci tengo a chiarire un po'... M.i.l.f. è un acronimo nato dallo slung americano che sta per 'Mother I'd Like to Fuck' ossia, traducendo, 'madre con cui mi piacerebbe fare sesso'. Il riferimento più diretto risale al film American Pie: si ricorderà il giovane Finch che tenta e riesce a sedurre la bionda e prorompente madre di Stilfer. E' un termine usato ancor prima, negli anni '90, in riferimento al film Il laureato, dove la signora Robinson è in realtà considerata la prima Milf della storia del cinema. Si tratta quindi di un'espressione che si rivolge alle donne di una certa età, diciamo 'mature' ma ancora piacenti e desiderabili, in senso generale, per cui da alcune considerato come un complimento, ma che in realtà descrive una donna procace, possibilmente rifatta, esplicitamente sexy e vogliosa, ecco perché molte altre donne lo considerano a tutti gli effetti un insulto. Tanto più che nella pornografia rappresenta una vera e propria categoria, di donne prosperose che attraggono l'attenzione di giovani uomini ispirati dalla loro presumibile ampia esperienza sotto le lenzuola... Diciamo la versione moderna del vecchio termine 'panterona'... Se le Milf sono donne ovviamente di una certa età, in quanto madri, arriverete subito a comprendere l'età delle Gilf, dove la G iniziale sta per Grandmother...
   Ecco, questi i presupposti nel nome della band, riconfermati ed accentuati nei loro live e nei singoli pezzi del loro ultimo album, dove ogni titolo e testo (in inglese, italiano o addirittura dialetto pescarese) parla di sesso estremo, di situazioni promiscue, di pornografia, in ultima analisi. In maniera piacente o provocatoria? Scopriremo questi ed altri dettagli in fase d'intervista con i nostri due dei Milf.


RETROSPETTIVA
   I M.I.L.F, duo mascherato da Pescara, nascono nel 2009 come trio dalle ceneri dei Keep Out, band alt-rock abruzzese attiva in tutta Italia. Assestati in breve nella line-up a due pubblicano un album interessante sotto molti aspetti, intitolato Happy Milf. Si tratta di un mix di metal, mathrock e jazzcore in una miscela personale ed esplosiva, un sound originale che va ad arricchire l'interessante scena musicale di Pescara e dintorni. Si tratta di un 6 pezzi che vede la collaborazione attiva di un terzo membro, tale Fabio di Zio (meglio conosciuto come Artista Sadico, voce dei Sax This Candy), fondatore dell'etichetta Grammofono alla Nitro con la quale il disco viene licenziato ad inizio 2011. Il suo ruolo, oltre quello di produttore e fonico dei Milf, era quello di interagire dal banco mixer con alcuni effetti particolari.
   All'epoca i due ragazzi, Alessandro Sax di Fabrizio alla chitarra e Carlo Neri alla batteria, creavano un certo alone di mistero attorno alle loro figure ed oltre ad esibirsi mascherati di passamontagna a righe bianche e rosse sul volto, marchio distintivo che hanno comunque mantenuto nel tempo, si presentavano con i pseudonimi di Don Alejandro e Carlito. Per oltre due anni si esibiscono quindi in tour nazionali e qualche data in Svizzera ottenendo ottimi riscontri e condividendo molte date con i MOMBU (duo jazzcore sax-batteria con Luca T.Mai degli ZU), con i mitici OvO di Bruno Dorella e Stefania Pedretti oltre ad aver calcato il palco del Tago Mago Festival. Con un secondo album già pronto attendono la sua pubblicazione mentre vanno alla ricerca di un'etichetta che li possa produrre per un pubblico più ampio. Su questo album mantenevano il riserbo più assoluto... E' solo ora, a 2016 avviato, che abbiamo potuto finalmente ascoltarlo! Gli anni sono passati veloci, sarà sempre la Grammofono alla Nitro alla fine ad accompagnarli nella loro edizione, 11 tracce che si dipanano velocissime nell'arco di 24 minuti e che ci ripropongono la formula sonora vincente del duo, un metal che affonda le sue radici nella tradizione anni '90 ma che si arricchisce di venature personali attinte al mondo del noise, del math, del jazzcore e dell'avant-garde. Una versione spiazzante ed imprevedibile, quasi schizofrenica nel suo continuo mutar di forme o, come viene meglio espresso nella presentazione dell'album ad opera di Umberto Palazzo: "I MILF accostano elementi sonori sperimentali secondo una logica apparentemente assurda per arrivare a risultati musicali completamente astratti. E’ facile perdersi in un gioco del genere, ma la band è lucidissima e in quest’album non c’è niente di scoordinato o confuso o superfluo. Il chitarrista e il batterista mascherati hanno una tecnica strumentale notevole, ma non ne abusano mai e le voci, punto debole di quasi tutte le produzioni underground più estreme, qui invece sono un sorprendente punto di forza. Tutto è estremamente sintetico, conciso, preciso ed essenziale. Le partiture sono complicate, ma mai ingarbugliate. La pulizia del suono è assoluta e i campionamenti si legano al suonato senza alcuna soluzione di continuità"... un album spudoratamente vario (dalla ninna-nanna metal agli echi morriconiani) che viene avvicinato alle sonorità dei Mr. Bungle, dei Naked City di John Zorn, dei Primus o addirittura di Frank Zappa.
   La novità di God Save The Teen, questo il titolo dell'album, è che l'apporto di Artista Sadico è ora più incisivo; il loro produttore infatti non è più solo un 'manipolatore di suoni' ma presta anche la sua voce vincente agli strumenti di Alessandro e Carlo: una voce considerata tra le più "internazionali" del panorama rock italiano, che dà spessore all'aspetto vocale del duo, sviluppato fino ad allora con un cantato sperimentale, fatto più di vocalizzi e urli che di vera melodia... I Milf vengono ora presentati, ovviamente, come trio, ma per il nostro occhio più clinico si mostrano per quello che sono, ossia un power duo chitarra-batteria con l'aggiunta di un cantante... altre band ricalcano questa formula di line-up, uno su tutti i famosissimi Gossip. In realtà gli stessi fondatori si sentono assolutamente un duo, tutti i dischi vengono composti in due e successivamente ed eventualmente, collaborano con altri artisti. Secondo la loro ottica in God Save The Teen la collaborazione con Artista Sadico è solo più forte delle precedenti. Per il futuro infatti ogni porta è aperta, sempre a partire dal nucleo a due tanto caro ai Milf. Motivo in più che il chitarrista Alessandro si è proprio di recente stabilizzato a Londra e che il destino della band è tutto da rivedere. Proprio per questo motivo abbiamo raggiunto il solo Carlo per l'intervista, che comunque ci spiega bene i risvolti del duo.
   Ma anche le parole di Melt su Nelmuschio.it descrivono appieno la natura dell'album, così tanto che non riesco proprio a non citarle: "La schizofrenia compositiva caratterizza la stesura delle 11 tracce dell’album. Il trio pescarese [...] si ripropone irruento, imprevedibile, sempre spiazzante, innovativo. La miscela di punk, math, jazzcore, follia, continui rimandi e ovviamente pornogafia costituiscono il biglietto da visita di un album che ti colpisce e strattona per la sua intera durata.
Le vocine sadiche si fondono fra i suoni più disparati, gli scenari mutano in continuazione, sempre e all’improvviso, tra chitarre acustiche e muraglie distorte, tra voci quasi liriche e roteanti fill di tamburi. “God Save the Teen” è un disco così, senza regole, senza preavviso, senza aver bisogno di aspettarsi nulla dietro l’angolo del prossimo brano; pertanto tutto è permesso.
Dopo diversi ascolti, grazie anche al continuum temporale tra i brani, ho la netta sensazione di trovarmi protagonista di un infernale videogame porno-splatter a 8 bit; i continui stop’n’go, il belare delle pecore, voci che bit-crushano, fischietti e cucù contribuiscono a rendere unica l’esperienza.
Se cercate una mezz’oretta di folle disordine date un orecchio; non si può restare indifferenti di fronte alla follia di “Barbie The Chubby”, alla quasi sobrietà di “Cum to Daddy”, alla schizofrenia di “Circus Cocks”, e ai lalalalalalala di “Street Fuckers”.
Insomma, “God Save The Teen” è un’ opera di spessore concreta, si può toccare, si può ascoltare e ti viene in faccia e nelle orecchie. Got it!"

   Vi lasciamo ora al video di presentazione, "Barbie the Chubbie", a una breve presentazione dell'etichetta di riferimento per l'album, nonché all'approfondimento di God Save The Teen grazie all'analisi di Nicola Cigolini nella sua recensione, opera prima per Edp (qui) (sebbene abbia già esordito su questi spazi con la recensione a Full Moon dei Riverweed -qui. Come sempre, buon ascolto e buona lettura! 

Imperdibili in fase live: Robot porn @ Rumpeltum SAINT GALLEN ( CH )


LABELS
Grammofono alla Nitro www.grammofonoallanitro.com
GAN, ovvero Grammofono alla Nitro Records, è l'etichetta pescarese di Fabio di Zio, meglio conosciuto come Artista Sadico, voce dei Sax This Candy ed ex membro occulto dei Milf. Nata ufficialmente nel 2008 a Pescara, ma con progetti che risalgono fino a cinque anni prima, è un'altra di quelle etichette indipendenti che amano lavorare al di fuori dalle mere logiche di mercato, attenta esclusivamente a dar luce alle nuove ed interessanti realtà musicali nazionali, senza distinzioni di genere musicale e sempre secondo il vecchio motto punk del Do It Yourself.
Entrambi i lavori discografici dei Milf sono usciti con questa label mentre non ci sono altri duo nel loro roster.


INTERVISTA
1. Intanto un benvenuto a tutti e tre... poi, Carlo, ci parli di come siete arrivati alla miscela sonora propria dei Milf?
C: Ciao a tutti! Siamo arrivati a questa miscela inizialmente cercando di sopperire alla mancanza di un bassista con delle scelte riguardanti distorsione ed effettistica della chitarra, unico strumento melodico all'interno del gruppo. In un secondo momento abbiamo lavorato sulla pasta sonora insieme alla batteria ed infine valorizzando proprio il fatto di non avere il basso inserendo le parti vocali e gli innumerevoli interventi di effettistica da parte dell'Artista Sadico.

2. Cinque anni tra l'album di debutto e l'attuale sono veramente molti! Tanto più che God Save the Teen era già registrato nel 2014... ci spiegate il motivo di questa scelta?
C: Cinque anni pur essendo davvero tanti tra un disco e l'altro non sono una scelta. Non avendo alcun vincolo contrattuale abbiamo preso tutto il tempo che ci serviva per comporre, distruggere, comporre di nuovo quasi ossessivamente i brani di "God Save the Teen" sperimentando parti vocali, effetti sonori, scelte di registrazione, missaggio e arrangiamento. Per i due terzi della band attuale la musica non corrisponde ad un lavoro vero e proprio anche se l'impegno è quotidiano quindi non è stato facile dar vita a questo disco.

3. Un album è come l'istantanea musicale di un momento, lo sviluppo sonoro della band in quel periodo preciso. Non c'era il rischio di non riconoscersi più nella musica di qualche anno prima? Le sonorità di God Save the Teen sono quelle che avete maturato ancor oggi?
C: Sapevamo benissimo che il primo album era una sorta di gioco perverso e misterioso tra me e Ale che si è scontrato puntualmente con l'esperienza di Artista Sadico. "God Save the Teen" è semplicemente un percorso musicale accurato nei minimi particolari mantenendo l'attitudine aggressiva del punk insieme all'elemento destabilizzante di metriche storte, sporche e maniacali.

4. Quali sono gli elementi di continuità e di sviluppo che intercorrono tra Happy Milf? e God Save the Teen?
C: Senza dubbio la curiosità verso il porno legata a storie inventate di personaggi improbabili e grotteschi.

5. A proposito di questo argomento: tra nome della band e titoli dei vostri brani, è chiaro il riferimento al mondo della pornografia. Per quale motivo vi siete associati a questa realtà? Per riconoscimento personale, provocazione o addirittura critica?
C: Direi per tutte e tre le ragioni che hai detto. Ci serviva un nome di impatto che segnasse da subito il nostro percorso. Inutile dire che ai giorni d'oggi il porno è davvero alla portata di tutti e questo nel bene o nel male caratterizza l'educazione di una persona. Il nostro è un modo per mettere in contrapposizione il lato grottesco del porno con la serietà e l'amore che mettiamo nel fare musica.

6. Svelateci la genesi del titolo dell'album... da cosa dobbiamo salvare i giovani d'oggi?
C: Il titolo che abbiamo scelto è semplicemente un riferimento stilistico a “God Save the Queen” dei Sex Pistols. Mettendo la parola Teen si vanno ad aprire molti orizzonti sia nell'ambito del porno che nell'ambito sociale.

7. Fabio, tu sei partito come produttore e fonico dei MILF, qual'è stata la molla che ti ha fatto optare per diventare il terzo elemento quasi-stabile della band?
F: Sin da subito, ascoltando il materiale audio, ho capito che il loro sound e la loro attitudine erano conformi al mio modo di intendere e produrre musica. Da quel momento è iniziato il mio lavoro di fonico, produttore e membro stabile della band inserendo ed arrangiando parti vocali, synth ed effetti sonori di vario tipo.

8. Raccontateci qualcosa del video “Barbie the Chubby”...
C: Per quanto riguarda il video di “Barbie the Chubby” abbiamo proseguito la nostra collaborazione con Luigi Minardi e Valentina Natarelli di FIVE SERVICE in quanto già scrittori e registi del primo video "Josè" tratto da "Happy Milf". Oltre ad esserci una grande amicizia ci sono simili visioni del progetto Milf quindi tutto è nato in maniera naturale ed estremamente produttiva.

9. In questi due ultimi anni avete preparato pezzi per un prossimo album? Quali i vostri progetti per il futuro immediato e quelli a lungo termine, Carlo, vista la distanza che ormai intercorre tra te e il tuo partner musicale Alessandro?
C: Il tour promozionale dell'album insieme ad eventuali lavori futuri è un grande enigma che scioglieremo pian piano dato che la famiglia Milf è in continua evoluzione vuoi perché molto intricata e contorta vuoi perché la vita non smette mai di stupirci.

10. Un'ultima domanda: la scena musicale di Pescara vanta una sua nomea positiva. Ci volete descrivere la realtà dal vostro punto di vista di musicisti della zona?
C: Sono d'accordo che la scena musicale pescarese non ha nulla da invidiare a nessuno. Tutti noi abbiamo militato e collaborato con altre band della zona negli anni. Il problema è che pochi riescono a scrollarsi di dosso il provincialismo intrinseco e quindi ad avere dei veri e propri risultati positivi.

Grazie a tutti voi Milf, un buon proseguimento da noi dell'Edp, augurandoci di ascoltare ancora tanta della vostra musica strepitosa!
C: Grazie a voi per l'interesse nei nostri confronti. Se ne vedranno delle belle! E noi saremo lì a guardare... ;)



DISCOGRAFIA
HAPPY MILF 2011, Grammofono alla Nitro Records (Metal, Jazzcore)

1.Squirt 2.James Bondage 3.Happy Milf 4.Busty Japanese 5.Josè 6.Heather Brooke is my Copilot



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GOD SAVE THE TEEN 2016, Greammofono alla Nitro Records (NuMetal, Mathrock)

1.Barbie the Chubby 2.Rio, Samba, Orgy 3.Cum to Daddy 4.Careful with that Axe -Mickey Mouse 5.Cocks Circus 6.Ninna Nanna per Satana 6.Milf Italia 7.God Save the Teen 8.Porn Flakes 9.Lei tira il cordone del frate 10.Ite o magazu


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Articolo e intervista ad opera di Giusy Elle