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martedì 19 settembre 2017

143. Quando l'Acqua incontra la Musica




INTRO
   Bentrovati a tutti, eccoci finalmente qui dopo una lunga pausa estiva! Da quando l'avventura Edp si è trasferita in questo blog, nell'Agosto 2012, non era mai capitata un'assenza così prolungata, di ben quattro mesi. Sempre sul pezzo, che fosse Natale o Ferragosto, i nostri articoli sono stati pubblicati con cadenza più o meno regolare. Quest'anno invece no, è successo un evento che da una parte ha portato a uno stop forzato della nostra presenza su questi spazi, dall'altra ha però fatto sì che alcuni duo Edp potessero finalmente esibirsi nella mia regione, il Trentino. Ho avuto infatti il gran piacere (e l'immenso impegno!) di co-organizzare una rassegna musicale estiva di ben 39 concerti! "Quando l'Acqua incontra la Musica", il titolo, "Concerti in luogo non convenzionale" il sottotitolo della rassegna.
   Il committente di questa iniziativa musicale è stata l'associazione sportiva Rari Nantes Valsugana, che attualmente gestisce 5 piscine della Valle, ma che all'inizio dell'estate 2017 ne aveva solo tre, e in queste il CEO Daniele Armelao ha deciso di allargare le proposte sportive agli eventi culturali. Personaggio dalle larghe vedute, Armelao intende la piscina come luogo di ristoro psicofisico, non soltanto sede di allenamento sportivo o ricreazione estiva, e in questo senso la musica fa sicuramente parte del ristoro dell'anima. La rassegna era stata abbozzata già tre anni fa, a partire dalla sede storica di Levico Terme, allargata poi negli anni alla piscina all'aperto di Roncegno Terme. L'organizzatore apri pista è stato il Direttore Artistico locale Nicola Sartori al quale quest'anno, con ben tre sedi da gestire, sono stata affiancata.
   Le tre sedi in questione son quindi state Levico Terme (piscina al chiuso, aperta tutto l'anno, con i concerti che si svolgevano sotto il porticato dell'area bistrot), e le due piscine estive all'aperto di Roncegno Terme e Ivano Fracena (Strigno). L'iniziativa, sviluppata nell'arco di tre mesi, dal 14 giugno all'8 settembre, ha visto inanellarsi 39 concerti, uno dietro l'altro, nell'arco delle 13 settimane. Ogni mercoledì gli eventi iniziavano a Strigno, per risalire la Valsugana il giorno dopo a Roncegno e per concludersi il venerdì in quel di Levico. Abbiamo voluto presentare una gamma molto vasta di generi musicali, per poter accontentare i gusti di molti ma anche per poter proporre un'ampia rosa di proposte culturali. Abbiamo così diversificato i generi a seconda della sede, proponendo musica d'intrattenimento a Strigno, musica classica e jazz a Roncegno, per via della vocazione storico-culturale della località, lasciando infine spazio alla nostra fantasia a Levico, dove abbiamo proposto concerti per lo più sperimentali e di ricerca, sicuramente non convenzionali. Grazie alla gestione "carta bianca" conferitaci dalla direzione, abbiamo potuto rappresentare in questa sede concerti che spaziavano dall'improvvisazione radicale all'elettronica, dall'etnica al cantautorato ed altro ancora; in ogni sede si è comunque prediletto l'aspetto creativo, innovativo, originale e altamente qualificato delle proposte.
I concerti, nati come intrattenimento di contorno per l'utenza della piscina, grazie all'interessante calendario e a un'adeguata promozione della quale mi sono personalmente occupata, si sono trasformati in un vero evento di culto, attesi da un pubblico di nicchia, e sempre seguiti con molta attenzione da persone sia curiose che preparate; molti i fedeli che hanno partecipato a quasi tutte le rappresentazioni. Ogni evento è stato poi corredato da una degustazione di vini selezionati, accompagnati da buffet. Con la medesima cura ed 
attenzione dedicata alla scelta delle band è stata contattata la ditta dVinoWines per la filosofia con la quale opera e per la qualità superiore dei prodotti proposti. Si tratta di una ditta distributrice di vini Prosecco DOCG che, in un periodo in cui tale vino ha acquisito fama mondiale e richiesta sempre maggiore, causando una mercificazione del prodotto e tecniche di coltura sempre più industriali, ha scelto di raccogliere i piccoli produttori, altrimenti destinati all'estinzione, che con cura e passione coltivano il vitigno da generazioni e nel rispetto del territorio. La qualità dei vini proposti è indubbiamente più elevata, il gusto più delicato ma di carattere, il bere stesso più salutare.
   Ecco, in una cornice come questa, fermo restando l'unico obbligo di non presentare concerti troppo rumorosi, ho potuto anch'io finalmente chiamare ad esibirsi nella nostra regione i duo Edp, anche se, a volte, il contatto per i due si è trasformato in un concerto solista o nella proposta alternativa di un progetto parallelo. E' stato sempre comunque un piacere ascoltare e incontrare di persona musicisti con i quali mi confrontavo, magari da anni, via web. A breve ricomincerò la presentazione dei duo a me cari con articoli troppo tempo rimandati, mentre qui di seguito voglio farvi un breve resoconto dei personaggi Edp chiamati per i loro live in Valsugana. 

QUANDO L'ACQUA INCONTRA LA MUSICA Le band Edp
Foto by Mauro Zorer
Levico Terme 24.2.2017 
La rassegna è iniziata già con un paio di concerti invernali proprio grazie alla mia proposta di un paio di band. Abbiamo iniziato subito dimostrando che non cercavamo la massa di pubblico grazie a nomi di spicco o generi dozzinali, ma che qui si poteva osare... improvvisazione radicale al primo concerto... Dalla Sardegna sono arrivati Paolo Sanna (batterista del duo ONGAKU2 -qui il nostro articolo di presentazione) e Giacomo Salis (nostro recensore Edp e batterista del duo Lady Radiator) che per l'occasione si sono esibiti con il cornettista Luca Santini, membro dell'unica band trentina di improvvisazione radicale non idiomatica, il quartetto Pequod che si è poi esibito a fine Agosto.
Una bell'atmosfera con le lampade ad irradiazione solare, la ricerca sonora del trio e un pubblico già entusiasta e in attesa della rassegna estiva. ARTICOLO d'approfondimento su Onda Musicale


Foto by Alexey Pivovarov
Levico Terme 24.2.2017 
Il venerdì successivo è stata la volta del MARIA DEVIGILI DUO, dove la chitarrista e compositrice è Trentina (ma di ampio respiro nazionale) e ormai da tanti anni di stanza a Bologna. In transito nella regione natale, la cantautrice rock, accompagnata dal batterista Stefano Orzes, ha richiamato un sacco di persone dalle valli limitrofe che da tempo desideravano ascoltare la propria corregionale. ARTICOLO d'approfondimento su Onda Musicale




Strigno 14.6.2017
Dopo un'altra accoppiata di concerti nel periodo di Pasqua, anch'essi di duo sebbene non chitarra-batteria (Enarmonie: arpa e clarinetto; Scarti: contrabbasso-guimbri-elettronica e tromba) ha finalmente inizio la rassegna estiva che, guarda caso, parte proprio con un duo Edp. L'incontro tra Acqua e Musica, come da titolo, era ben rappresentata dai WE LOVE SURF, tanto che abbiamo voluto incominciare proprio con loro! Originari dalla Toscana, il chitarrista Andrea Marcori è un surfista professionista e la sua garage band, nata all'inizio come quartetto, si è spesso esibita in tale ambiente. Ora l'organico è ridotto a due con alla batteria Flavio Andreani. Tra il pubblico c'è ancora chi si ricorda con piacere di questa band d'avvio alla rassegna. SCHEDA d'approfondimento


Levico Terme 23.6.2017
Eccoci a un concerto che attendevo con trepidazione... Da Rimini sono arrivati i SAN LEO, duo mantra-core il cui primo album avevo consumato nel lettore del cd... Sebbene l'unico paletto della rassegna consistesse nel non far esibire gruppi e generi particolarmente rumorosi, ho contattato questa band perché, nel suo stile, vanta anche momenti riflessivi alternati a scoppi sonori. In realtà i volumi del live sono stati assolutamente devastanti per una location così piccola e un pubblico a ridosso della band, ma è così che certa musica va ascoltata... Pubblico esaltato dalle pennellate sonore del chitarrista Marco Tabellini e dal funambolico accompagnamento delle atmosfere da parte del batterista Marco Migani. Un viaggio emozionante, da pelle d'oca, che molti si ricordano ancora come il più bel concerto della rassegna. C'è chi l'ha definito "Eccelso!"...
Nonostante il caldo da record, Marco non ha rinunciato ad indossare il suo pesante addobbo da scena... (qui l'articolo Edp di presentazione al duo) SCHEDA d'approfondimento



Levico Terme 14.7.17
Dopo il susseguirsi di vari concerti e molte altre tipologie di duo, anche se la rassegna non fosse incentrata su tale formazione, arriviamo a un personaggio che nella line-up chitarra-batteria ci ha suonato: il cantautore ferrarese GIACOMO MARIGHELLI. Nella versione a due si presentava come Margaret Lee e il suo cantautorato era incentrato sulla critica sociale e politica. Ora, in versione solista e più intima, ci parla dei sentimenti, in primis dell'amore. Sempre dal vocabolario ricercato e dalla grinta un po' punk, anche se ammorbidita al caso, ci ha presentato il suo ultimo album Il cerchio della vita. Da grande poeta e appassionato tarologo, Marighelli ci ha anche intrattenuti con letture dalla sua recente raccolta di poesie nonché con un estemporaneo esempio di lettura dei tarocchi, splendidamente folle e improvvisato, ovviamente senza carte... SCHEDA d'approfondimento






Strigno 19.7.17
Siamo nuovamente alla sede di Ivano Fracena (Strigno) dove si sono esibiti i RIVERWEED, duo di formazione blues proveniente da Treviso. "Il Sile come il Mississipi" è il loro motto, sebbene nel repertorio originale della band compaia una bella dose di grinta e modernità rispetto al blues delle origini da cui prende via il progetto. Un'ora e mezza di concerto con molti nuovi brani rispetto a Full Moon, l'Ep d'esordio, fatto che ci rivela il loro imminente ritiro in studio... I Riverweed, che per via della vicinanza geografica si erano già esibiti in Trentino, hanno lasciato un bel ricordo di sé al pubblico Rari Nantes Valsugana (qui la nostra presentazione del duo). SCHEDA d'approfondimento


Levico Terme 4.8.17
Gli Sdang! sono una band bresciana che mi sta particolarmente a cuore e i cui album hanno accompagnato spesso i miei viaggi in auto. Sono tra i primi duo a cui ho pensato per questa rassegna musicale ma purtroppo erano impegnati in un altro progetto, assolutamente di prestigio: il tour italiano estivo con Colin Edwin, noto bassista dei Porcupine Tree, a presentazione del progetto Endless Tapes avviato proprio con Alessandro Petrol Pedretti, il batterista degli Sdang! stessi. Lieto di aver l'opportunità di un incontro di persona, mi ha proposto in vece un altro suo progetto a due, gli SCABB. In abbinata con Elia Piana, già chitarrista del combo chitarra-batteria concittadino Celanevesoprailcì, lo accompagna qui nella sua veste elettronica. Un piacevole viaggio sonoro a musicazione di alcuni racconti scritti da Alberto Felice Cartella, già compagno alla batteria di Elia nel citato Celanevesoprailcì.
A completamento del progetto alcuni visual, imprescindibili dal contesto, ai quali abbiamo invece dovuto rinunciare causa la troppa illuminazione della sede all'aperto. Ciò non ha impedito al fedele pubblico della serata di apprezzare la proposta elettronica di Elia e il mirabile accompagnamento ritmico del batterista di riconoscimento internazionale (qui e qui i nostri articoli dedicati agli Sdang! in occasione delle loro uscite discografiche) SCHEDA d'approfondimento



Strigno 9.8.17
Anche quello dei DIRTY TRAINLOAD era un concerto che attendevo con trepidazione, più che altro per conoscere di persona i suoi componenti. Bob Cillo è ormai una vecchia conoscenza in rete, un vero amico su cui contare nonché collaboratore Edp con le sue ottime recensioni. Inoltre il duo con Go Balzano alla batteria è stato arricchito dalla scoppiettante presenza di un'altra vecchia conoscenza, la mitica Livia Monteleone, prima sezione ritmica del duo Dirty Trainload. Livia, ormai trasferitasi in California, è inoltre colei che per Edp manda in onda i nostri duo sulle frequenze di Free Radio Santa Cruz, una tra le storiche radio pirata americane ancora in circolazione! Potete immaginare il desiderio di incontrare finalmente di persona questi amici! Splendida reunion infatti, oltre che energico e accattivante live...
Sebbene l'estate sia stata lunga e calda quest'anno, come non mai, spesso si formavano potenti temporali di calore con grandine e forti folate di vento. Dopo aver montato la strumentazione sotto il gazebo dei concerti, abbiamo infine deciso di rifugiarci nel vicino Ranch dei Lupi visto che il tempo non prometteva nulla di buono. Così il live si è svolto nei migliori dei modi, e in una splendida location alternativa (qui il nostro articolo sui Dirty Trainload) SCHEDA d'approfondimento 

Ranch dei Lupi

Strigno 10.8.2017
Il tempo era proprio instabile in quel periodo, così il giorno dopo, mentre i Dirty Trainload procedevano il loro viaggio verso lo Sziget Festival, dove erano stati invitati a suonare, qui scoppiò il putiferio... ecco cosa rimane del mitico gazebo dei concerti... stropicciato e distrutto nientemeno che da una tromba d'aria...







Levico Terme 18.8.17
Arrivati alla settimana di Ferragosto abbiamo deciso di organizzare qualcosa di più vivace e ballabile, e cosa di meglio che farlo con l'unico duo chitarra-batteria rimasto in Trentino? I FUCSIA non si esibiscono molto live, per cui questa era per me una splendida occasione per poter assaporare al meglio il loro curatissimo ellettro-rock. Un rock dance fatto di strumenti tradizionali rinforzati dall'elettronica che fa veramente voglia di ballare. Poi però è capitato un evento che ha dettato la sua priorità (mio padre punto da una vipera! Con tanto di shock anafilattico e giorni in osservazione in ospedale...) per cui ho infine saltato l'incontro con questa splendida band. Foto recuperata tra il pubblico presente mentre validissimi sono stati i commenti in favore del live (qui la presentazione Edp alla band) SCHEDA d'approfondimento


Foto by Goffredo Pezzola
Levico Terme 1.9.17
Ormai prossimi a concludere la rassegna "Quando l'Acqua incontra la Musica", ci siamo assaporati l'ultimo live con un personaggio Edp. Marco Bernacchia, in arte il mascherato ABOVE THE TREE, Marchigiano d'origine e Veronese d'adozione, suona anche in formazione chitarra-batteria con il corregionale Matteo Sideri. Avevo già avuto il piacere di vedere i due all'azione, mascherati come due pupazzi, che incantano sempre con il loro rock ipnotico, ripetitivo e coinvolgente; come non chiamarli nelle nostre sedi? Per questioni di distanza e impegni sono riuscita ad avere tra noi il solo Bernacchia che, in versione semiacustica totalmente Diy e da solista, ha incantato comunque con il suo incedere psichedelico. Rimasto nel cuore come miglior live a qualche membro del pubblico... (qui l'articolo Edp sullla sua lunga e complessa carriera) 
SCHEDA d'approfondimento



   Ecco, questo il resoconto dei musicisti seguiti da Edp che hanno avuto modo di esibirsi negli spazi delle piscine Rari Nantes Valsugana del Trentino. Per questioni di spazi e budget, alla fine molte sono state le formazioni a due presenti ai 39 live della rassegna "Quando l'Acqua incontra la Musica" sebbene la manifestazione non fosse incentrata su tale line-up. Brevemente ricordiamo i corregionali Fat Honey (chitarra+sax ed elettronica), Surf Talk (basso e chitarra) e gli splendidi Yellow Atmospheres (arpa e handpan) ma anche gli astri nascenti bolzanini Ferbegy? (partiti in due, ora in quartetto ma nuovamente in duo per la nostra occasione) che con il loro post-rock elettronico si stanno facendo notare anche dal grande pubblico. Nella musica classica e nel jazz, poi, abbiamo assistito a ogni forma di abbinamento...
   Lieta di aver dato spazio anche alle rock band a due, ringrazio tutti i presenti alla rassegna e invito i power duo interessati ad esibirsi alla nostra edizione 2018, a farsi avanti con la propria band o con i propri progetti paralleli! Vi vorrei proprio tutti nelle nostre piscine... chissà se ci incontriamo :)



Articolo ad opera di Giusy Elle


mercoledì 10 maggio 2017

142. RECENSIONE44: La Capitale del Male by Hate & Merda

LISTA RECENSIONI 

Foto by Katia Egiziano

   Gli HATE & MERDA sono uno dei più notevoli esempi di sludge nazionale, molto conosciuti nell'underground musicale di questi ultimi anni e vanto di quella scena "estrema" che si sta definendo sempre con maggior forza e lucidità.
   Si tratta di un duo chitarra elettrica e batteria formatosi nella capitale toscana nel 2012. Con il loro progetto portano avanti una filosofia ben precisa, fatta di condivisione di un diffuso mal di vivere e di repulsione per le bruttezze della vita, seguendo il concetto di superamento della forma persona, dell'ego e di tutto ciò che ne sottende. Il senso di disagio ce lo comunicano con la propria musica, violenta e tormentata, il superamento dell'identità negando ogni informazione sulla loro persona: si fanno chiamare Unnecessary1 e Unnecessary2 e si mostrano sempre con i volti coperti da una calza nera.
  Un paio di album all'attivo, difficili e potenti ma dalla grande valenza propositiva, di cui l'ultimo, La Capitale del Male, viene qui di seguito recensito dal nostro collaboratore Giacomo Guidetti, bassista del duo Ka. Per ogni altro dettaglio sulla band e sulla loro discografia, sulle numerose etichette indipendenti che credono in questo progetto e lo appoggiano con la loro coproduzione, nonché sul punto di vista diretto dei due Non-necessari, grazie all'intervista a loro dedicata, rimando all'articolo di approfondimento appena pubblicato.

Video:
Official Video “In Itinere” www.youtube.com/watch?v=Nkevc_vNrY0
Ascolto integrale La Capitale del Male www.diodrone.bandcamp.com/album/la-capitale-del-male

Contatti Band:


La Capitale del Male credits:
Registrato e mixato da Niccolò Gallio
Masterizzato da Alessandro Maffei
Hanno partecipato in "In Itinere": Stefania Pedretti (Signorina ?Alos, OvO) alla voce e Matteo Bennici (Squarciatrici) al viloncello
Filosofia: Stefano Santoni
Spoken words su "Vai Via": Vio & Pagan
Concept and artwork: Hate&Merda
Interno di copertina: Coito Negato
Pubblicato il 21 Gennaio 2016


Qui lo ascolti


La Capitale del Male 2016
Diodrone, Dischi Bervisti, Icore Produzioni, Sangue Dischi,
Shove Records, Simula Records,Toten Schwan Records,
Utu Conspiracy, Zas Autoproduzioni
(Sludge, Drone, Doom, Hardcore)

1. La Capitale del Male
2. Foh
3. L'Inesorabile Declino
4. In Itinere
5. La Capitale del mio Male
6. Profondo nero senza fine
7. Vai via



RECENSIONE
HATE & MERDA "La Capitale del Male"
Lp 2016 Toten Schwan ed altri.

Il disco ha già più di un anno, e immagino che lo conoscerete bene. Questo è il motivo per il quale in questa recensione preferirei spendere due parole sul concept che fa da ossatura e da collante per le 7 tracce dell’album, senza ovviamente tralasciare l’aspetto musicale! La Capitale Del Male è un non-luogo, una distesa di terra arida e brulla avvolta da un’aura di intimità, nell’istante prima del culmine di un crepuscolo strano e straniante. La Capitale Del Male è un disco apparentemente grezzo ma in realtà ricco di venature differenti, e stridenti. Ed è proprio in questa sua contraddittorietà, magistralmente edificata dagli Hate & Merda, che sta la sua forza: perché restituisce la contraddittorietà del Male. Che è ovviamente il filo conduttore di tutto. Parliamo del male creando una distanza tra noi e lui, come se fosse altro da noi; ma il male esiste in noi, siamo noi che generiamo quella cosa dalla quale, poi, prendiamo le distanze.

“Il male non ce l'ha una capitale. […] Dove vuoi che sia... in fondo a se stessi... Che poi è sempre un aspetto personale il male.“

Suoni ruvidi e tumulti noise, grida laceranti e ritmi decadenti, atmosfere distese, una delicata malinconia e una ruggente rabbia si alternano e si fondono insieme, permeando il disco. Di questo parlo quando dico contraddittorietà: perché i confini diventano sfumati e tutto si miscela in un groviglio bipolare ma maledettamente coerente – La Capitale Del Male ti respinge e ti trattiene a sé: La Capitale Del Male sei tu. Tutto il disco è, probabilmente, un lungo guardarsi allo specchio e realizzare che noi e La Capitale Del Male siamo un tutt’uno.


Giacomo Guidetti
7,5/10





141. Il Male e l'Odio secondo gli Hate&Merda


INTRO
   "H&M"... visto che Edp non è un blog di moda, possiamo essere certi che questo acronimo non riguarda la nota marca d'abbigliamento. Anzi, nulla di più lontano da ciò che è moda o tendenza! Gli "H&M" di oggi sono piuttosto un combo chitarra-batteria fiorentino, dedito a uno sludge estremo e disturbante, che non ama proprio per nulla mettersi sotto i riflettori. Semmai, tutto il contrario.
   HATE & MERDA il loro nome per esteso, dopodiché il riserbo più assoluto. Non desiderano rivelare i loro nomi e tanto meno i propri volti che, su palco, nascondono sempre sotto spessi cappucci neri. Lontani da ogni snobismo o provocazione, il loro intento è ben diverso e più nobile: non coltivare ego alcuno... L'idea di base non è tanto l'anonimato, quindi, quanto proprio l'annullamento del concetto di identità. Come dicono di sé stessi : "Siamo tutti uguali nel nostro non essere nessuno".
   Non essendoci così passato da raccontare nell'universo degli Hate & Merda, il mio articolo è costretto a prendere una piega diversa dall'impronta che dedico comunemente alle presentazioni dei duo. Mi piace molto, e trovo utile, presentare un progetto musicale seguendo il background delle persone che lo compongono, arrivando al personaggio partendo dalla persona, secondo un excursus umano che contestualizzi il tutto. Ma quando gli Hate & Merda salgono sul palco non sono nemmeno personaggi, soltanto persone spogliate del proprio ego e dei costumi quotidiani. Semplici testimoni di un disagio comune, si fanno portavoce di questo messaggio universale che comunicano con intensità ed impatto.
   Così, sebbene molti di noi siano a conoscenza delle splendide realtà che Unnecessary1 e Unnecessary2 (ovviamente è così che si fanno chiamare!) coltivino in parallelo, e che avrei amato approfondire, ci limitiamo a raccogliere qui le notizie su di loro che già circolano in rete, contando in qualche chicca in più in fase d'intervista...

Foto by Katia Egiziano

BIOGRAFIA
   Gli Hate & Merda nascono a Firenze nel 2012 dall'incontro di due sconosciuti denominati semplicemente Unnecessary1 (batteria) e Unnecessary2 (chitarra e voce). Si vestono di nero, si incappucciano il volto e sfornano uno sludge estremo, cantato in italiano, che li fa da subito spiccare nel panorama underground nazionale.

   L'anno dell'odio è il loro album d'esordio, uscito a fine 2014 e supportato da tre interessanti etichette indipendenti (Toten Schwan, Utu Conspiracy e la nascente Dio Drone), tuttora testimoni attive del percorso musicale dei due. Sei tracce registrate in presa diretta che ci rivelano il background hardcore del duo, rifinito però da una bella manciata di noise ed atmosfere doom e i cui testi in italiano non lasciano veli sulle intenzioni e sul pensiero dei due. Il disco, registrato e mixato da Niccolò Gallio e masterizzato da Alessandro Maffei, è ottimamente accolto sia dalla critica che dal pubblico che, sovrastato dai volumi e dall'etica-estetica dei due, non può far altro che riconoscerne la valenza. Una bella serie di live li portano in giro per tutto lo stivale mentre nel 2015 approdano anche in Belgio, al Pukkelpop Festival.

   E' del 2016 invece l'uscita del secondo album, La Capitale del Male, supportato da una lunga schiera di etichette -orgoglio dell'underground nostrano- in prima fila le case discografiche già presenti per il primo disco. Nell'onda delle riconferme anche per questa registrazione i due si rimettono nelle mani della coppia Gallio-Maffei. Con qualche spoken word, molte grida straziate dal dolore e tanta violenza sonora, i due Unnecessary ci vomitano la loro inquietudine ricalcando la forma vincente dell'album precedente: sonorità cupe e disturbanti, atmosfere tenebrose e violente. Solo "In Itinere", brano ad intermezzo dell'album, ci concede qualche minuto di tregua regalandoci anche collaborazioni magistrali come il violoncello sognante di Matteo Bennici (Squarciatrici) e la voce di Stefania Pedretti degli OvO, maleficamente sussurrata in sottofondo. Interessanti e coinvolgenti sono poi i live, intesi quasi come una performance, dove il duo ci fa partecipe della propria repulsione per un mondo privo di speranza.

   Detto questo, non possiamo scendere in maggiori dettagli sugli Hate & Merda: è la musica stessa a parlare in vece loro... proviamo soltanto ad approfondire il taglio particolare conferito al duo con l'interessante intervista ai nostri musicisti Non-necessari. Passeremo poi ad analizzare la cordata di etichette indipendenti a supporto de La Capitale del Male e infine a scandagliare le caratteristiche di questo album particolare con la recensione secondo Giacomo Guidetti, bassista del power duo Ka.
   Come sempre... buon ascolto e buona lettura!

Official Video “In Itinere” www.youtube.com/watch?v=Nkevc_vNrY0
Ascolto integrale La Capitale del Male www.diodrone.bandcamp.com/album/la-capitale-del-male



INTERVISTA
1. Ciao persone non indispensabili, benvenute nelle pagine dell'Edp. Tanto per incominciare, raccontateci come vi siete incontrati e come è nato il duo. Ma soprattutto, perché proprio il duo? Avevate già una pensiero comune che vi ha portati all'estetica della band o la filosofia che soggiace al progetto è nata in un momento successivo?
Unn1: il duo è nato dopo essere usciti dal noto negozio di abbigliamento, eravamo andati a comprarci delle mutande, un po’ schifati dalla vita.
Unn2: abbiamo gravitato nello stesso ambiente per anni senza frequentarci, ma alla fine è stato inevitabile avvicinarci e collaborare, e di conseguenza suonare insieme appena ci siamo resi conto di avere un sentimento comune da sputare fuori.

2. Nella tradizione noise, ma non solo, il mascheramento del volto è molto diffuso. Nel vostro caso non si tratta di scenografia o di alienamento dalla realtà, né tanto meno di celamento dell'identità. Per voi è qualcosa di più forte e nello stesso tempo maggiormente carico di significato: è l'annullamento stesso dell'ego.
Da una parte l'ego va riconosciuto per sviluppare un sano senso di identità e di autostima, dall'altro va superato per non restare ingabbiati nella relatività di questo mondo. Quale il percorso personale e filosofico, fors'anche spirituale, che vi ha portati a questo traguardo?
Unn2: potrei dilungarmi all'infinito con dissertazioni più o meno plausibili e filosofiche sull'idea di coprire viso e identità, ma la realtà è molto più semplice: non ci interessa raccontare di noi come persone e neppure di vedere la nostra faccia su una rivista o in rete. I social sono pieni di facce e di cazzi personali dei quali non interessa nulla a nessuno, abbiamo scelto di dissociarci da questo tipo di approccio all'esistenza. non siamo neppure vanitosi sulle nostre 'maschere', indossiamo lo stesso putrido paio di calze dall'inizio.
Unn1: dai, poi fa figo no? In realtà mettersi una calza che copre i tuoi lineamenti e le tue espressioni riesce a farti distaccare da una sorta di ego personale, per diventare, come nel mio ruolo, un semplice fabbro ai tamburi.

3. Quando salite sul palco sembra proprio che vi caliate in una realtà parallela, in una dimensione particolare della quale il pubblico può soltanto intuire la portata. Ci volete descrivere l'esperienza live dal vostro punto di vista, ossia da dietro le maschere? E' qualcosa di simile a un'esperienza mistica, a un viaggio sciamanico? Vivete il potere estatico della musica? Come ritornate alla realtà dopo un vostro concerto?
Unn2: sotto la calza fa sempre molto caldo e si vede davvero poco. La realtà scompare letteralmente dagli occhi e si resta soli. Credo che anche questo influenzi molto il nostro modo di porci sul palco. Fondamentalmente è come se suonassimo sempre da soli in fondo a un pozzo.
Unn1: l’effetto è quello descritto da unn2. Il ritorno alla realtà del dopo concerto è faticoso. In primis perché spesso ti trovi a dovere smontare tutto senza avere un attimo di tregua. E poi ti senti scarico, esaurito, ma in pace con te stesso. Per pochi minuti, sempre meno.

4. Nel vostro progetto a due l'entità e l'ego sono celati, si diceva, cosa che non vale invece per i testi! Scritti in italiano, sono fatti per essere ascoltati e capiti, il messaggio è quindi esplicito e diretto. Il vostro può essere ritenuto un messaggio universale di disagio e repulsione che non abbisogna di nessun personaggio specifico per essere veicolato?
Unn1: i testi sono scritti in italiano proprio per questo. Perché devono essere capiti e onestamente pensare di scriverli in inglese significherebbe che stai affrontando una platea di ascoltatori di tutto il mondo. Un po’ troppo, almeno per quello che è successo fino a ora.
Unn2: il messaggero non è mai importante, ma le parole devono arrivare in faccia come coltellate. i nostri testi non pretendono di essere universali, mi sorprende sempre quando qualcuno ci dice di essersi ritrovato in una nostra frase, e in quel caso mi dispiace per lui.

5. Le bruttezze e i difetti degli umani sono un nodo cruciale dei vostri testi. Parole negative imperano nei titoli e nel nome stesso del duo. Per superare il male è necessario scandagliarlo così in profondità? Da qualche parte avete detto: "Viviamo nella Luce ma crediamo nel Buio...". Inoltre, secondo la filosofia di Stefano Santoni che avete condiviso: "Il male serve. Serve anche il male...". In ultima analisi, qual è -se c'è- la vostra ricetta contro i mali che soffocano il mondo?
Unn1: sicuramente suonare per me è un grosso aiuto psicologico. Non sarei niente se non suonassi, non potrei rapportarmi con nessuno, non ci riuscirei. Ognuno ha la sua strada, questo aiuta l’individuo. Ognuno ha il suo male, anche questo aiuta l’individuo nel suo cammino verso la fine.
Unn2: la prima frase non è nostra, e di sicuro con una calza in faccia non si vive facilmente nella luce. Stefano è riuscito senza saperlo a condensare in un unico discorso tutti i nostri pensieri che hanno formato poi La Capitale Del Male.
Di ricette non ne ho, ma di recente qualcuno mi ha detto 'per essere libero devo morire'.

6. Nei due anni trascorsi tra la stesura dei vostri due album, H&M in cosa sono cambiati, o meglio, evoluti? Sia sonoricamente che a livello d'intenti, quali le differenze e le continuità tra L'anno dell'odio e La capitale del male?
Unn1: lascio ai critici dire o scrivere cosa sia cambiato ed evoluto. Per noi a un certo punto diventa una necessità di espressione, e in quel momento bisogna iniziare a provare i pezzi nuovi. Non so quale strada prenderemo, se continueremo questa via.
Unn2: teniamo molto a mantenere il nostro approccio spontaneo e istintivo com'è sempre stato fin dal primo live improvvisato. i due dischi raccontano storie diverse ma dal medesimo punto di vista. forse ci siamo solo incattiviti ancora un po', se possibile.

7. Visto il vostro inserimento totale nel panorama musicale underground nazionale, grazie alle vostre band e ad alcuni interessanti progetti paralleli, siete i referenti adatti per analizzare il fenomeno della musica estrema in Italia. Mi pare di vedere una bella scena in tal senso, attiva e propositiva, dove anche i duo si distinguono. Qual è la vostra analisi, in proposito, di questi ultimi dieci anni?
Unn2: i due non necessari suonano soltanto negli HM, in tal senso non ci sentiamo rappresentativi di nessuna scena o fenomeno. personalmente apprezzo che in Italia al momento circolino diversi progetti 'estremi', negli ultimi anni il fraintendimento della parola 'indie' aveva rammollito fin troppe persone.
Unn1: sono molto combattuto sui miei sentimenti riguardo alla “scena”, di per sé già una parola un po' inutile. A volte mi sembra tutto uno schifo, o quasi tutto, mi sembra che ci siano posers ovunque, dediti più all’apparenza e ai rapporti interpersonali che alla musica in quanto tale o a un modus operandi diverso da quello che ti faccia apparire un po’ “yeah”. A volte invece incontro qualche amico (sono pochi), e passo una gran bella serata.

8. Gli stessi duo rock (chitarra-batteria e basso-batteria, anche se un po' meno questi ultimi) sono cresciuti a dismisura in termini di quantità nonché passati dall'incomprensione di venti anni fa al riconoscimento completo di quest'ultimo periodo. Spesso si organizzano serate a tema se non interi festival spadroneggiati da queste combo. Come descrivereste voi l'evoluzione del fenomeno? E quale il motivo di tale successo?
Unn2: anni fa iniziò ad andare di moda la 'formazione monca', che a volte pareva fin troppo forzata e più una scelta di campo. Forse oggi imperano le bands a due perché difficilmente più persone riescono a sopportarsi tra loro.
Unn1: oltre al fatto della sopportazione, credo ci siano svariati fattori che scremino il numero di persone coinvolte in un progetto. Vuoi il tempo e la geografia, vuoi i pochi soldi e le tante spese, vuoi l’importanza che ha preso l’idea di potere fare musica in modo diverso, senza più contare sul classico quartetto o terzetto rock e pop.

9. Infine come vedete, all'interno di questo quadro, il contributo di Edp? C'è qualcosa che, secondo voi, potremmo sviluppare maggiormente a favore della realtà dei power duo chitarra-batteria nazionali?
Unn1: se siete fissati con i duo, pensate che ci sono infinite forme per esserlo, non solo il power duo composto da chitarra e batteria. Certo, proprio per non disperdersi nel mare magnum dei duo abbiamo voluto specializzarci...
Unn2: smettere di perseguitare i gruppi che vogliono restare anonimi [ahah].

10. Ho apprezzato molto lo scambio di opinioni con voi, che anche in questo caso vi siete dimostrati più utili e necessari di quanto non volete far credere! ;) Vi ringrazio enormemente e vi saluto mentre vi chiedo di delucidarci sui vostri progetti futuri.
Unn2: se è così allora abbiamo decisamente sbagliato qualcosa! Al momento siamo reticenti a suonare live, dopo un anno e mezzo trascorso prevalentemente in giro preferiamo dedicarci un po' di tempo per scrivere un capitolo nuovo.
Unn1: forse ci allargheremo a 3 componenti ma se ci pagate, rimaniamo in due.



DISCOGRAFIA
L'ANNO DELL'ODIO 2014, Toten Schwan, Utu Conspiracy, Diodrone (Sludge, Drone, Doom, Hardcore)

1.Ascoltare con dolore 2.Carne gotica 3.Pioggia d cicatrici e sogni negati 4.Pietà 5.L'eternità di un'estate terribile 6.Veglia di condoglianza


Ascolto e freedownload

LA CAPITALE DEL MALE 2016, Diodrone, Dischi Bervisti, Icore Produzioni, Sangue Dischi, Shove Records, Simula Records,Toten Schwan Records, Utu Conspiracy, Zas Autoproduzioni (Sludge, Drone, Doom, Hardcore)

1.La Capitale del Male 2.Foh 3.L'Inesorabile Declino 4.In Itinere 5.La Capitale del mio Male 6.Profondo nero senza fine 7.Vai via

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LABELS
Etichetta indipendente della quale abbiamo già trattato in occasione della loro ultima uscita di prestigio, Creatura degli OvO.

Sotto il nome Dio Drone, a seguito della censura del termine da parte di un social network, si raccoglie ad inizio 2013 un gruppo di amici musicisti fiorentini che si interrogano sul confine tra ciò che è lecito perché comunemente accettato, o ciò che è frutto di espressione artistica personale, libera da ogni tipo di costrizione. Quest'ultimo soltanto è il vero underground, e il collettivo che si forma attorno a questo nome decide di supportare la scena musicale (e artistica in generale) votata alla libertà di espressione e alla sperimentazione. Convinti del potere estatico della musica, prediligono espressioni artistiche rumoristiche o di ricerca mentre l'idea di base è di riunire sotto un unico tetto realtà artistiche particolari ed isolate per stimolare nuove collaborazioni: la metodologia applicata è quindi quella del DIY e della collaborazione, che prevede un forte supporto reciproco.
Capitanati dal fondatore Naresh Ran, allora voce della band post metal Qube, Dio Drone inizia le sue attività raccogliendo vari artisti in una serie di compilation ed organizzando concerti con le suddette band. Compilation e festival sono ancora il punto forte del collettivo mentre è nata successivamente e in maniera spontanea la realtà di etichetta discografica. Nel loro ricco catalogo troviamo anche altri power duo chitarra-batteria: dagli stessi Hate&Merda, al duo doom LA CUENTA fino alla coproduzione di un album dei pistoiesi MARLON BRANDO. In un'epoca in cui il formato fisico di libri e musica è andato smaterializzandosi, Dio Drone preferisce supporti old style, come vinili e audio cassette.
www.facebook.com/diodrone

Dischi Bervisti www.dischibervisti.com
Altra interessante realtà discografica indipendente, già presentata in occasione dell'articolo sui Cani dei Portici (qui). 

Dischi Bervisti viene fondata a Treviso nel 2012 come etichetta di musica indipendente per supportare l'uscita del nuovo album di Bologna Violenta: Utopie e piccole soddisfazioni. L'idea nasce dallo stesso Nicola Manzan (solista dei Bologna Violenta, ora in duo con batteria) e dalla compagna Nunzia Tamburrano che da lì in poi continuano l'attività con band a loro affini, spesso di amici. Proprio per questa filosofia, dettata dal gusto personale, non c'è un genere specifico supportato dalla casa editrice.
Essendo Bologna Violenta, la band del fondatore, in realtà un progetto solista approdato alla formazione di duo elettrico, una 2-man band di AvantGarde e GrindCore, molti sono i duo presenti nel loro catalogo. Oltre ai CANI DEI PORTICI troviamo anche i METEOR (noise, Brescia), gli HATE&MERDA (sludge, Firenze), e il duo lui-lei di chitarre HARMONIC PILLOW.
Dischi Bervisti non è solo etichetta di musica indipendente ma anche Ufficio Stampa diretto da Nunzia e dedicato anche a band non presenti nel proprio roster.

Si tratta di un'etichetta indipendente fondata nel 2014 a Fabriano (AN), lo stesso paese d'origine dei LUDMILLA SPLEEN, e quindi etichetta già presentata in un articolo dedicato a questo duo (qui). Quasi un' "etichetta di quartiere", per loro, è stata fondata da Giacomo Bergantini, un personaggio che non faceva parte della scena musicale marchigiana ma che, da buon fruitore di musica e organizzatore di concerti, ha voluto contribuire in un momento in cui la ricca scena musicale anconetana stava languendo. Icore Produzioni non è però un modo per trovare e conservare un panorama musicale locale, piuttosto è l'intento di aprirsi all'esterno per accogliere ciò che ha da offrire e nutrire un tessuto locale, cercando di colmare quelle assenze che si sono venute a creare nel tempo.
Principalmente focalizzata in produzioni Metal e PostHardcore, Icore segue lo scopo di ricercare la bellezza nei suoni scuri e viscerali. I membri del collettivo credono nell'underground come forma di comunità e socializzazione, di rapporto di collaborazione tra individui e secondo questa filosofia adottano la metodologia DIY coinvolgendo attivamente le band associate.
Dalla scena underground italiana si stanno recentemente allargando alle produzioni internazionali, mentre nel loro catalogo troviamo altri power duo, come gli HATE&MERDA di oggi e i Bolognesi HYPERWULFF.

Sangue Dischi www.sanguedischi.com
Etichetta Diy e di distribuzione nata a Bologna nel 2007. Luca è il fondatore e l'unico a gestire il progetto. Le uscite nascono per lo più da un rapporto diretto con i gruppi, ovvero da rapporti di amicizia o conoscenza consolidata negli anni, mentre per i nuovi ascolti predilige le proposte che veramente lo entusiasmano. Quando il tempo è poco, si è costretti ad ottimizzare... Sangue Dischi si dedica per lo più ai generi punk, hardcore e noise con predilizione per il formato in vinile.
Nel suo catalogo troviamo band interessanti e tra i duo segnaliamo i METEOR (chitarra-batteria noise, duo strumentale da Brescia), le basso-batteria milanesi Agatha oppure gli inossidabili Zeus!
www.facebook.com/pg/sanguedischi

Etichetta indipendente italiana fondata nel lontano 1994 ad Alessandria e gestita da Manuel Piacenza. HardCore, Emo, Crust, Grindcore... questi i generi prediletti dalla Shove Records.

Simula Records è un'etichetta con sede a Bristol (Uk) che produce quasi esclusivamente tapes.









ToTen ScHwAN Records www.totenschwan.altervista.org
Della Toten Schwan abbiamo già avuto modo di parlare in occasione dell'articolo dedicato ai CANI DEI PORTICI e successivamente in quello incentrato sul secondo album dei Bresciani SDANG! (qui). Quest'etichetta indipendente è infatti molto attiva oltre a concedere ampio spazio ai power duo nazionali.  
La TSR è innanzitutto un'associazione culturale no-profit che tra le altre attività è anche etichetta discografica. Nata a La Spezia nel 2011 da un collettivo di musicisti, porta avanti la filosofia della controcultura. Controcultura come necessità per la sopravvivenza etica, collettivo come mondo ideale dove si collabora e ci si aiuta.
Tra le sue pubblicazioni troviamo 5 interessanti compilation freedownload (e in stampa a tiratura limitata di 50pz) e gli ultimi album di alcuni power duo: oltre agli H&M e ai due nomi già menzionati, nel loro catalogo troviamo anche il duo chitarra-batteria da Pistoia MARLON BRANDO nonché lo storico duo all female basso-batteria SHE SAID DESTROY.

Utu Conspirancy www.utuconspiracy.bandcamp.com
Attiva a Firenze fin dal 2008, viene fondata dal trio sludge/noise LA CUENTA per la pubblicazione del loro primo album. Trio rimasto da qualche tempo in duo chitarra-batteria, viene attualmente portata avanti dai membri sopravvissuti, Matteo e Nicola.
Col tempo si sono dedicati alla pubblicazione e co-produzione di molti altri dischi e nel loro catalogo compare anche qualche duo, seppure non propriamente chitarra-batteria: Gargamella per esempio è un duo tra il medievale e la musica sperimentale, mentre Whip Me sviluppa le proprie sonorità sull'industrial e la witchouse.
www.facebook.com/UTU-CONSPIRACY-125589167481864

Zas Autoproduzioni www.zasrec.blogspot.it
Zas Autoproduzioni è una storica etichetta Grind e Hardcore, nata alla fine del 1997 in Val Susa (TO) come etichetta di cassette registrate in casa; il fondatore è ormai noto a tutti come Marco Zas. Col tempo si è impegnato, secondo fedele ottica Diy, alla produzione di cassette, dischi e cd hardcore/punk in tutti i suoi “sotto-generi” più violenti ed estremi come il grindcore, il crust, il power-violence… insomma hardcore estremo. Etichetta testimone dei primi anni fatti di scambi di cassette, lettere e francobolli fino all’era di internet, la Zas non ha fini di lucro ed è mossa solo dalla passione; proprio in quest'ottica ha anche una distribuzione di registrazioni e merchandising frutto di scambi con altre etichette.



Articolo e intervista ad opera di Giusy Elle