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martedì 17 settembre 2019

187. RECENSIONE64: Live@La Darsena

LISTA RECENSIONI


Cyborg Zero è un chitarrista capitolino che per anni ha militato nei The Cyborgs, una grandiosa two-man band mascherata formata da chitarra-voce + batteria-tastiere. Alla fine di questa brillante carriera (8 anni di grandi soddisfazioni musicali) è ora il fondatore di un duo ancora più scarno (chitarra e batteria) ma dall'impatto decisamente più incisivo, a cui ha regalato il suo nome. La musica è la stessa, visto che in entrambi i progetti è il chitarrista Zero a comporre i brani, ma il kit completo di Mr. G si fa sentire e i suoni di chitarra che escono anche dall'ampli per basso, adesso, rendono il loro rock'n'roll più aggressivo e potente, un vero punk'n'roll! Come amano definirlo gli artisti stessi... Di sicuro, ciò che li accomuna con i Cyborgs del passato, è la gran voglia di ballare che sanno comunicare al pubblico presente.

Formati nel 2017 a Treviso, i nostri cibernetici iniziano subito una carriera live, segnata da prevedibili successi. Prima di esordire con un album in studio, la cui uscita è prevista comunque tra qualche mese, registrano questo album dal vivo, tanto per darci un assaggio di cosa dobbiamo aspettarci dai due. La sede: il noto locale umbro sul Lago Trasimeno dove passano le band più interessanti in circolo per lo Stivale. I sette brani: un misto tra nuove composizioni e proposte del passato.

Avremmo potuto attendere l'uscita del tanto atteso album d'esordio per presentare di botto la nuova formazione, ma non ho saputo resistere a questa anteprima e ho dato così il benvenuto ai THE CYBORGS con quella che probabilmente sarà l'unica recensione a questo piccolo lavoro discografico, inteso quasi un punto di passaggio tra una formazione cibernetica e l'altra. Si concentreranno tutti sul Cd dalla copertina rigida; noi di Edp li abbiamo anticipati sul tempo, grazie all'analisi di Mario Caruso, un chitarrista che già del rock blues più sporco aveva dato il meglio di sé nei caricatissimi SAMCRO. Chiuso il duo aretino, il legame con Edp non è andato a svanire e come il suo collega alle pelli Nicola Cigolini, lo ritroviamo a firmare le recensioni ai più bei duo nazionali.

Se poi desiderate sapere qualcosa in più di questo nuovo progetto a due del mitico "Zero", o meglio ancora vi incuriosisce un'intervista con i due fondatori, non perdetevi l'intervista che qui ad Edp abbiamo appena pubblicato! I THE CYBORGS sono tra noi e sono pronti a inocularci una dose letale di punk'n'roll... Non opponete resistenza.

Video:

Contatti Band:


Live@La Darsena credits:
I Cyborg Zero sono: Cyborg Zero (chitarra e voce) e Mr. G (Batteria)
Tutti i brani scritti da Cyborg Zero e suonati dai Cyborg Zero
Registrato e mixato da Daniele "Boda" Rotella @La Darsena (PG), 6 Ottobre 2018


Qui lo ascolti

Live@La Darsena 2018
Autoprodotto
(Blues, Garage Punk, Rock'n'roll)

1. Catfish
2. Rock'n'real
3. Cyborg Blues
4. Danger
5. Hi Ha DoobieDoo Ha
6. Dancy/Electric Chair
7. 2110


RECENSIONE
CYBORG ZERO "Live@La Darsena"
2018 Autoprodotto

Quando in Italia si sente parlare dei Cyborgs – e se ne sente, e se ne sentirà – l’immagine è immediata: garage-blues, talvolta delta-blues, dress-code inesorabilmente nero, maschere da saldatori, gran bel sound. Ma questa storia riguarda il passato. Nel presente di questa scena italiana un po’ ambigua, un po’ omologata ai gusti discutibili dell’ascoltatore medio che in genere odia le chitarre, uno dei due cyborg-blues, ossia “Zero”, al bivio di una lunga e anonima route sul deserto – qual è il blues, oggi, in Italia – ha deciso di prendere un’altra direzione. Il nuovo punto cardinale richiama senz’altro la via lasciata, ma l’idea vincente, a mio avviso, sarebbe di schiacciare l’acceleratore e sgommare su una strada del tutto nuova. Ho ascoltato con immenso piacere il disco-live dei (o di?) Cyborg Zero, registrato alla Darsena nel 2018 – uno dei locali umbri, sul bel Trasimeno, con la programmazione più interessante. Senza alcun dubbio è un ottimo lavoro: la registrazione e il missaggio sono soddisfacenti, sul batterista Mr. G non ho davvero nulla da dire se non che pare sia l’elemento giusto. Il nuovo duo, dal vivo, sembra essere perfettamente amalgamato; i pezzi girano molto bene, scorrono che è una bellezza. Questo disco-live, insomma, mi è piaciuto, ma sono in attesa di ascoltare il lavoro in studio, di prossima uscita.
In qualità di recensore di un nuovo progetto e di grande ascoltatore del progetto precedente, ammetto che avrei molto gradito aspettare, ascoltare e valutare per primo il nuovo lavoro in studio, poiché già il tocco, il suono (che, per gusto personale, non mi ha mai convinto) e la voce di Cyborg Zero già li conoscevo. A prescindere da questa puntualizzazione, tuttavia mi sarebbe piaciuto ascoltare qualcosa di nuovo, qualcosa che mi stupisse, che si staccasse, cioè, dal progetto originario che tanto ha fatto e tanto di buono ha portato in e alla musica italiana. Ma non è una prematura stroncatura la mia, tutt’altro: è una fremente attesa di una novità nel panorama rock italiano che valga la pena di seguire, di qualcosa forse più tendente al punk come suggeriscono i suoni secchi e ruvidi e nondimeno il cantato di Cyborg Zero. Sono in attesa di una svolta decisa (e decisiva) che possa sì rievocare il notevole vissuto, ma che lo faccia in maniera sottile e non a mo’ di continuazione. È sempre un’emozione, tuttavia, ascoltare la carica sonora di cui Zero ne ha fatto un marchio di fabbrica. Inutile lamentarsi: Cyborg Blues – Dancy/Electric Chair-Danger è un trittico che spacca, è una tripletta che dal vivo ti fa muovere davvero la testa. E ti muoverebbe anche il culo, magari, per andare al banchino del merchandising, se solo ci fosse un gran disco in studio da comprare, ancor meglio se ci fosse l’aggiunta di un brano chitarra acustica e voce, uno solo di rumori, uno che voglia significare fantasia e novità. Io quel disco lo aspetto. Per il momento, do una valutazione discreta a quello che del nuovo progetto ho ascoltato: un voto in più l’avrei dato per un lavoro in studio, un altro per la novità, un altro per la varietà dei brani. È questo che mi aspetto dalla mente creativa e dal talento di Cyborg Zero: l’eccellenza.

Mario Caruso
7/10


Articolo ad opera di Giusy Elle
www.facebook.com/groups/ElectricDuoProject

186. CYBORG ZERO, il viaggio cibernetico continua...



INTRO
The Cyborgs è stato un duo mascherato molto interessante di garage blues nella line up tastiere-chitarra-batteria. Li ho seguiti virtualmente per lungo tempo, nei loro live per tutto lo Stivale e nella crescente scia di successo che si lasciavano alle spalle, in particolare perché dietro la maschera del chitarrista si celava un nome già militante in un duo capitolino chitarra-batteria. Ora che la 2-piece cibernetica si è divisa e che il chitarrista ha fondato un suo duo nel formato più asciutto ed essenziale e a noi congeniale, non potevo che accaparrarmi un'intervista con il combo! Nuovo batterista e nuovo nome per loro...

BIOGRAFIA
Il chitarrista capitolino mascherato CYBORG ZERO, dopo otto anni di militanza nello spumeggiante duo The Cyborgs, conclude questa avventura formando un nuovo duo battezzato a suo nome e tornando a una formazione a lui familiare, ossia al combo chitarra-batteria a noi tanto caro. Nei suoi progetti mascherati l'istrionico artista ha sempre deciso di mantenere l'anonimato, altrimenti le maschere a che fare? Pertanto, pur noi di Edp conoscendo benissimo le sue origini blues, il duo chitarra-batteria che l'ha visto coinvolto agli inizi di questo millennio, le esperienze negli States e il nome che si celava dietro il mistero dei The Cyborgs, manteniamo il riserbo su tutte queste informazioni, in linea con le volontà del suo fondatore.

Detto questo possiamo solo passare ai fatti... Lasciati i palchi importanti e mondiali in cui i Cyborgs si sono esibiti (condividendoli con artisti internazionali del calibro di Bruce Springsteen, Deep Purple, Iggy Pop e moltissimi altri) il fondatore cibernetico decide di seguire il suo percorso musicale in compagnia di un altrettanto ignoto e misterioso batterista che si fa chiamare Mr. G, nel nuovo progetto a due, figlio del precedente, e del quale condivide la vena stilistica. Tanto blues alle spalle, tanto garage nelle vene, grinta da vendere e maschere (da saldatore e passamontagna alla MILF), per un dannato punk'n'roll che non può altro che farvi ballare. Il batterista concentrato sul solo drum kit e non impegnato a suonare in simultanea anche le tastiere, infatti, conferisce ora una marcia in più ai live del duo.

Il campo base dei Cyborg Zero resta Treviso, dove il fondatore ha da anni cambiato residenza, e da lì i due stanno ribattendo a tappeto i locali dello Stivale. Dopo l'ultimo concerto come The Cyborgs, il 9 dicembre 2017, Cyborg Zero e Mr.G sono quindi di nuovo in pista, come tradizione della band, assolutamente da vedere nel loro scoppiettante live. Live band, quindi... Tant'è che il primo album li vede esordire proprio con la registrazione di un concerto, al mitico La Darsena sul Trasimeno, registrato e mixato da Daniele "Boda" Rotella. Sette pezzi originali (di cui alcuni in eredità dal duo precedente) e nessuna cover per loro, chitarra in tiro, voce graffiante, batteria serrata, pubblico in delirio... giusto un assaggio in attesa dell'album in studio, già in fase di registrazione, la cui uscita è prevista per il prossimo autunno-inverno.

In attesa di scatenarci con le nuove registrazioni, godiamoci pure questo live, la cui recensione del nostro Mario Caruso (chitarrista dell'ex duo aretino Samcro) è pubblicata qui, nell'articolo appositamente dedicato. Intanto noi approfondiamo l'avventura del duo con i suoi cibernetici musicisti, Cyborg Zero e Mr G., nell'intervista a seguire. Buon rock'n'roll a tutti!


Link video:



INTERVISTA
1. Ehi ciao anonimi cibernetici, che piacere avervi tra noi! Mi rivolgo al fondatore del duo: finito un duo iniziato un altro, immagino che consideri vincente questa line up, cosa mi dici al riguardo?
CZ: La line-up è vincente, forse anche più di prima. Sono andato via dai the Cyborgs perché tra me e l’altro non c’era più sintonia, per cui avevo voglia di tirare fuori ciò che avevo in mente. Purtroppo sono stato sostituito per “ingordigia”; ma chi va a vedere i live si rende conto delle differenze.

2. Nei The Cyborgs c'erano anche le tastiere e il synth, oltre la chitarra e batteria. Qui è tutto più all'osso: come ci descrivi le differenze tra le due soluzioni?
CZ: Utilizzo un ampli da basso per sostenere quelle frequenze, collegato all’ampli chitarra. Onestamente sono contento perché in realtà ora possiamo suonare dei pezzi molto più hard grazie alla batteria completa suonata da 4 arti, non da soli due...

3. E tu Mr.G, avevi mai militato in una band così scarna? Hai dovuto adattare il tuo drumming per accompagnare una sola chitarra?
CZ: È tutto molto più power, in linea con i brani che volevo tirare fuori, ma che non riuscivano durante le prove con the cyborgs.
MG: No mai; con Cyborg Zero suono come più mi viene naturale, nel modo in cui sono stato programmato...

4. Come ti ha trovato Cyborg Zero e come ti ha convinto a diventare un batterista incappucciato dall'anonimo appellativo di Mr.G?
MG: Cyborg Zero mi ha riattivato chissà dopo quanto tempo (come potete vedere nel video "Cyborg Zero is Back"), per quello suoniamo insieme, la nostra intesa è perfetta, e se venite a concerti ve ne renderete conto. 

5. La maschera separa, nasconde, isola; nello stesso tempo rappresenta una seconda identità e apre le porte a nuove forme di comunicazione. Qual è la valenza che voi date alle vostre maschere, tanto da permettervi di mantenere segrete le vostre identità?
CZ: Le maschere in realtà sono le nostre facce...

6. Chi celate e chi impersonificate?
CZ: Noi stessi, noi stessi..

7. The Cyborgs erano sostanzialmente una live band, così mi pare si ripresenti la nuova line up, tant'è che il primo prodotto discografico del duo è un mini album in versione live. Com'è la vostra esperienza del live, da sopra il palco e, ovviamente, da dietro le maschere?
CZ: In realtà già con i The Cyborgs ero io, Zero, a creare l’empatia col pubblico. Sto solo continuando con la mia indole di intrattenitore pronto a far ballare e divertire il pubblico. Il nostro è uno show e il pubblico è coinvolto anche attivamente dall’inizio alla fine.

8. Siete già in studio per la registrazione dei brani che andranno a formare il vostro primo vero album di debutto, cosa ci potete anticipare? Sarà un full lenght? Titolo? Autoprodotto o vi appoggerete a qualche etichetta indipendente?
CZ: Abbiamo già registrato e mixato tutto al Lesder Studio. Saranno 9 brani. Siamo soddisfatti, il resto è ancora in movimento.

9. Stilisticamente, che differenze ci dobbiamo aspettare dai The Cyborgs ai Cyborg Zero? Del resto, chitarrista mascherato, eri sempre tu alla composizione dei brani, giusto? Si può dire che ci sia continuità tra i due progetti?
CZ: Il genere è molto più punk e anche hard Blues. L’unica continuità è data da alcuni brani che proponiamo in live alcune volte, brani che ho scritto quando ero con i The Cyborgs come 'hi ha doobie doo ha', 'dancy', '2110' ed 'Electric Chair'.

10. Diamo un'occhiata generale al panorama musicale italiano, tra underground, proposte del mainstream, possibilità di esibirsi... qual è la vostra opinione la riguardo?
CZ: Con l’impegno si arriva ovunque, l’Italia è comunque un paese dove il rock in generale non è che vada alla grande.

Vi ringrazio enormemente per la vostra visita, anche se in incognito, qui all'Edp. E un augurio di lunga vita a questo nuovo capitolo cibernetico! Grazie, vi aspettiamo a ballare sotto al nostro
palco!


Link band


DISCOGRAFIA
Live@LaDarsena 2019 Autoprodotto (Punk'n'roll, GarageBlues)

1. Catfish 2.Rock'n'real 3.Cyborg Blues 4.Danger 5.Hi Ha DoobieDoo Ha 6.Dancy/Electric Chair 7.2110




Qui lo ascolti
Qui la nostra recensione



Articolo e intervista ad opera di Giusy Elle

martedì 27 agosto 2019

185 RECEN63 Addendum One by Hyperwülff

LISTA RECENSIONI


Novità dallo spazio: The Sarge e The Wülff, del duo bolognese Hyperwülff, stanno fuggendo da Erion, il proprio pianeta, dopo la sua distruzione da parte del robot meccanico Robogoat che ha pure disintegrato (nella forma ma non nello spirito) L'Iperlupo, il saggio custode del pianeta. Dall'oblò della loro navicella Infinite Titan, i due piloti lanciano un ultimo sguardo straziato alla desolazione che li avvolge, un pianeta distrutto da un potente conflitto; dietro alcuni synth, come alla postazione della console di volo, Christian e Nicola ne musicano la colonna sonora.
Per i primi due brani, così, gli Hyperwulff si staccano momentaneamente dai canonici strumenti chitarra e batteria per approfondire i suoni elettronici siderali che ben si addicono a questo tipo di artmosfere. Col terzo brano li ritroviamo invece in postazioni più familiari, per una cover dei Pink Floyd che degnamente conclude questo triste momento della saga galattica dell'Iperlupo.

Addendum One è quindi un Ep aggiuntivo al precedente Volume Two: The Devide, una specie di postilla in attesa dell'evoluzione della saga, per la cui trama completa invitiamo alla lettura del nostro articolo di presentazione della band (qui); per l'intervista specifica, in riferimento alla pubblicazione di questo 3 pezzi, rimandiamo invece all'articolo appena pubblicato (qui).
Opera per lo più autoprodotta, esce per Erionita Dischi, il marchio stesso della band, in Cd formato digipack e in edizione limitata a 100 copie; la versione audiocassetta è invece curata dalla già nota Teschio Dischi. In calce a quest articolo potete trovare l'approfondimento di Addendum One grazie all'indispensabile contributo di Mali Yea, chitarrista del duo reggiano Anice, che con la sua recensione ci guida all'ascolto di questa breve ma intensa pubblicazione.

Video:
Ergs” video: https://youtu.be/-WUWgkyGdk0

Contatti Band:

Addendum One credits:
Tracce 1 e 2 registrate e mixate da Hyperwülff tra Aprile e dicembre 2018; musiche degli Hyperwülff
Traccia 3 registrato e mixato nel 2017 da Bruno Germano presso il Vacum Studio di Bologna; musica e testo di Roger Waters per EMI Columbia, 1968
Masterizzato da Alessandro Berto, 2019
Fron cover art di SoloMacello; Progetto e Layout by Nero
Pubblicato il 25 Maggio 2019
Formato Cd (Erionita Dischi) digipack in edizione limitata a 100 copie
Formato Audiocassetta (Teschio Dischi) in due varianti: una standard e una super limitata
Dedicato a Carl Sagan


Qui lo ascolti

Addendum One 2019
(PostMetal, Ambient, Sci-fi)

1. Ergs/Dawning Sequence
2. Rude awakening
3. Set the Controls for the Heart of the Sun



RECENSIONE
HYPERWULFF Addendum One
Ep 2019 Erionita Dischi, Teschio Dischi

I Bolognesi "The Wülff" e "The Sarge", a meno di un anno di distanza da Volume Two: The Divide, aggiungono un ulteriore episodio (targato Erionita Dischi e Teschio Dischi) alla saga dedicata all'eterna lotta, a suon di metal, tra lo spirito del grande lupo Hyperwülff e il malvagio Robogoat, spietato capra-robot alla ricerca dell'ultimo frammento della Stele di Laar, oggetto che gli garantirebbe il potere di distruggere l'intero multiverso... curioso e ironico concept che contraddistingue tutto il lavoro del duo Hyperwülff. 


Addendum One è il titolo di questo ultimo EP, la colonna sonora della fuga dei due nostri eroi dal pianeta Erion ridotto a un cumulo di macerie dal cattivo caprone meccanico, una ventina di minuti che filano via lisci come un unico piano sequenza ma che per arcane necessità della band è stato suddiviso in tre distinti segmenti narrativi. La recente "scelta stilistica" potrebbe lasciare spiazzati i loro ascoltatori più fedeli abituati ai corposi riffoni d'indirizzo stoner/sludge che li caratterizzavano in precedenza, "Ergs - Dawning Sequence" svela una inaspettata vena ambient, il generoso utilizzo di synth, sampler e controller (rigorosamente senza l'aiuto di alcun computer) dà un riconoscibile taglio "sci-fi" anni '60/'70 che catapulta l'immaginazione nelle profondità dello spazio siderale. "Rude Awakening" è una traccia intermedia dal sapore visionario e ascendente, che sembra servire più che altro da collante per il terzo e ultimo brano dell'EP: "Set The Controls For The Heart Of The Sun", una cover di un pezzo dei Pink Floyd annata 1968. Confesso di non essere un estimatore delle cover in generale, né tanto meno dei blasonatissimi Pink Floyd (spero dopo questo di scampare al linciaggio...) ma questa versione dai toni cupi e scuri devo ammettere che ha un suo certo fascino, al punto tale da risultare preferibile all'originale e questo è un ottimo punto a favore per i nostri due eroi spaziali.

Mali Yea



Articolo ad opera di Giusy Elle




184. HYPERWüLLF, la saga continua...

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INTRO
Non è da molto che abbiamo presentato gli Hyperwüllf (qui, 19.3.2019), storico duo metal chitarra-batteria bolognese, ma della loro saga spaziale ci siamo così appassionati che non potevamo che aggiornarvi sul suo sviluppo, anche se solo musicale, questa volta, più che di trama.

I Bolognesi Christian (Love in Elevator, Marnero, Graad) e Nicola, fondano il loro duo chitarra-batteria già nel 2013 e da subito si presentano come una concept band il cui interesse ruota attorno al mondo dello sci-fi. Col tempo pubblicano due album di post-metal (dentro c'è molto di più, ma tanto per capire le coordinate...) con i quali dipingono una storia. Se gli eventi in sé sono tipici del genere (distruzione della Terra ad opera di malvagie entità -qui il pianeta è Erion, dove comunque abitano alcuni umani-, fuga dal Pianeta in cerca di nuove terre dove trovare rifugio ecc.), originale è una delle soluzioni riparatorie all'equilibrio distrutto delle cose: anche la razza umana, con la propria musica, può contribuire a dar energia rivitalizzante al reintegro del Bene, impersonificato nella figura dell'IperLupo. Ecco allora che i due musicisti si identificano appieno nella storia (per il cui riassunto rimandiamo al nostro articolo di Marzo, qui) con i nomi in codice di THE SARGE (chitarra e voce) e THE WüLFF (batteria e droni), interagendo direttamente negli eventi della trama. 

AGGIORNAMENTO
Dopo un album del 2015 e un secondo uscito nel 2018, è ora tempo di un aggiornamento con l'uscita di un Ep, Addendum One (un tre pezzi come nota aggiuntiva all'ultimo full lenght), che ci presenta un duo stilisticamente rinnovato. Se la storia dell'IperLupo era giunta ad un livello avanzato, ora ci fermiamo con la trama per approfondire, sonicamente, alcuni eventi chiave della saga stessa. I due eroi dell'ipotetico romanzo/film di fantascienza, si concentrano ora nel triste momento in cui, a seguito dell'intervento distruttivo di Robogoat (una gigantesca macchina frutto di una tecnologia avanzata e sconosciuta che vaga di pianeta in pianeta alla ricerca di nuove fonti di energia da sfruttare), gli Eroniti sono costretti ad abbandonare il proprio pianeta in cerca dell'aiuto dei Terrestri. Lo scenario è alienante, la distruzione impera ovunque e la desolazione che ne consegue è il tema chiave di questa nuova pubblicazione. Per sottolineare ancor più questo stato d'animo, ma anche per agganciarsi maggiormente ai suoni interstellari del nostro immaginario, The Sarge e The Wülff abbandonano temporaneamente i loro strumenti canonici per sedersi dietro una schiera di synth... proprio così, chitarra e batteria ritornano soltanto nel terzo brano dell'album (cover della storica "Set the Controls for the Heart of the Sun" dei Pink Floyd), mentre le prime due tracce ci catapultano in un'atmosfera rarefatta e sospesa che ben si addice alla storia descritta. Dal primo pezzo dell'Ep, "Ergs", è inoltre stato registrato un videoclip in tema.

Vestiti da astronauti dell'Apollo 12, o giù di lì, e come dietro a una console di volo, maneggiano con maestria tre synth, un sampler e un controller. Non usano computer, solo macchine e il tutto suonato live! Mentre a vederli su palco paiono proprio i due piloti The Sarge e The Wülff in fuga sulla navetta Infinite Titan... L'album invece lo potete ascoltare sul loro profilo Bandcamp dove potete anche acquistarlo in uno dei due formati a disposizione: Cd e Cassetta. Il primo a cura di Erionita Dischi in formato digipack e in edizione limitata a 100 copie, il secondo per Teschio Dischi, in due varianti: una standard e una super limitata per far impazzire gli appassionati di retro-gaming anni ‘90. Una nota a riguardo... Erionita Dischi non è una vera e propria etichetta indipendente ma il marchio con il quale i due musicisti segnano le proprie autoproduzioni, nato apposta per l'uscita di Addendum One e che da adesso in poi firmerà anche le prossime pubblicazioni del duo.

Preparatevi ora ad approfondire queste tematiche con l'intervista ai nostri due eroi dello spazio, the Sarge e The Wülff del duo Bolognese Hyperwülff, mentre nell'articolo a seguire (qui) troverete la recensione di Addendum One a firma Mali Yea, chitarrista del duo reggiano Anice nonché figura attiva della scena musicale locale (organizzatore di festival e fondatore dell'etichetta Priceless Tapes). Come direbbero quindi gli Hyperwülff stessi: ALL HAIL THE WÜLFF!

Link video:
Ergs” video: https://youtu.be/-WUWgkyGdk0


LABELS
Recentissima etichetta indipendente nata a Padova nel 2018 dall'opera congiunta di Alice e Francesco, con lo scopo di pubblicare dischi (in formato analogico, vinile o cassetta) in tiratura molto limitata ma nel contempo molto curata. Tutte le uscite vengono numerate e timbrate a amano, ogni dettaglio viene curato assieme alla band e al team di supporto grafico (gestito da Deesorder) il tutto infine serigrafato (The Mesh). Il Volume2 degli Hyperwulff è la prima collaborazione dell'etichetta con un power duo chitarra-batteria, seguita a ruota dall'Ep Addendum One. Auguriamo sicuramente lunga e prospera vita a questa realtà dell'editoria indipendente dell'underground.



INTERVISTA
1. Bentrovati nei nostri spazi, Sarge e The Wülff! A stretto giro di posta, questa volta... in compenso portate tante novità con Addendum One, il vostro ultimo Ep, una su tutte la vostra nuova postazione dietro i synth. Come mai questi nuovi strumenti? Quando li avete imparati a suonare? Indubbiamente creano sonorità e atmosfere più in linea con una storia di fantascienza, ma pare così strano, da parte di un duo chitarra-batteria…
H: Ciao Giusy, grazie per averci invitati ancora una volta! Ahah! Siamo devoti ai fuzz e ai piatti grossi, ma siamo anche grandi appassionati di sintetizzatori ed annesse diavolerie. Già dai tempi di Volume One gli avevamo ritagliato dei momenti da protagonisti qua e là. C’è voluto un po' per capire come e cosa usare, soprattutto dal vivo, e abbiamo provato soluzioni differenti a più riprese, fino al punto da dedicargli lo spazio necessario con un EP. L’idea ha preso corpo durante la fase finale dei mixaggi di Volume Two, elaborando e mettendo insieme frammenti che avevamo composto per i momenti più “cosmici” del live. Da lì si è evoluto tutto in maniera piuttosto rapida ed istintiva, così com’è la nostra musica del resto. Volume Two ha dei momenti di psichedelia più marcati rispetto al disco precedente, nonostante il mood generale sia più dritto, e ci aveva lasciato una gran voglia di andare più a fondo. Anche il concept ha giocato a nostro favore permettendoci di isolare un momento all’interno della macro-storia per sprofondare in atmosfere più fantascientifiche. È un esperimento, un po’ come il resto.

2. Come gestite i live a questo punto? Di certo si è abbandonata la praticità di girare in due, con poca strumentazione... cosa e come suonate Addendum One, su palco?
H: In realtà buona parte delle cose che usiamo per Addendum One erano già nel nostro setup, quindi non c’è una differenza sconvolgente. Abbiamo aggiunto un sequencer e un paio di synth, ma abbiamo cercato di restare sul compatto per evitare di impazzire sia in sala prove che dal vivo, dovendo mediare tra la voglia di espandere la palette di suoni e le limitazioni fisiche di essere solamente in due. Per gli appassionati di sintetizzatori, ci teniamo a dire che usiamo solo hardware, no computer: sequencer, un paio di campionatori e qualche synth compatto.
Per la gestione live, The Sarge comanda un campionatore e un synth “solista” mentre The Wülff ha una valigetta delle meraviglie da cui controlla il sequencer e tutti gli strumenti annessi.

3. Da "Ergs", il primo estratto dell'album, avete anche realizzato un bel videoclip: raccontateci come è nato.
H: Abbiamo messo insieme un piccolo contributo visivo mescolando una serie di immagini che rimandano all’alba sul pianeta Erion, dal quale i nostri personaggi sono in fuga a questo punto della storia. È un momento di calma dopo la tempesta, ma ha anche il sapore malinconico di chi sa che non vedrà più il luogo che per lui è casa.

4. Con il terzo brano dell'Ep tornate ai vostri strumenti canonici, ma questa volta per proporci una cover. Azzeccata la scelta di questo storico brano dei Pink Floyd.
H: Beh, poche band hanno toccato il tema del viaggio nello spazio così profondamente come hanno saputo fare i Floyds. Sono un gruppo che amiamo da sempre e che ha dato un enorme contributo al nostro orecchio musicale. Avevamo registrato questa cover da un paio d’anni e aspettavamo l’occasione per pubblicarla. Ci sembrava incastrarsi alla perfezione nello scorrere dell’EP, che essendo un capitolo aggiuntivo a Volume Two, si ricollega al viaggio nello spazio, l’ignoto e l’approdo a nuovi mondi.

5. Con il prossimo capitolo intendete proseguire la trama del racconto? Stiamo attendendo l'intervento degli Umani e della loro miracolosa musica per ridare forma e corpo all'Iperlupo e nuova vita ad Erion!!!
H: Certamente! Continueremo a raccontare gli eventi che ci hanno spinto fin sulla Terra. Dipenderà dai terrestri prendere o meno parte alle vicende dell’Iperlupo. Questa parte della storia è ancora da scrivere...

Grazie ancora, Eroi dello Spazio, attendiamo il sequel della saga…
H: Grazie ancora a te e ai tuoi lettori! Buon viaggio intorno al sole!


Link band


DISCOGRAFIA

ADDENDUM ONE 2019, Erionita Dischi, Teschio Dischi, (PostMetal, Ambient, Sci-fi)

1. Ergs/Dawning Sequence  2.Rude awakening 3.Set the Controls for the Heart of the Sun

Qui la nostra recensione



VOLUME TWO: The Divide 2018, Shove Records, Deathcrush, Dischi Bervisti, Teschio Dischi, Roughness Noise (PostMetal, Sludge, Sci-fi)

1. Erion Chant  2.Hypersphere 3.Recall! Recall! 4.Ghost Wolf 5.Last Ride 6.Stele Chant 7.Shattered Ground  8. 17 45 40.045 -29 00' 27.9  9.Omniverse  10.Infinite Titan

Qui lo ascolti / Qui la nostra recensione


VOLUME ONE: Erion Speaks 2015, Fallo Dischi, Martire, Shove, Deathcrush Distro, Taxi Driver, Icore Produzioni (PostMetal, Sludge, Sci-fi)

1.Impactor/White Heat  2.Hyperwülff  3.Robogoat 4.Entering 5. 20 Pillar  6.In Ruins  7.Raging Hunger 8.Several Bones

Qui lo ascolti





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Articolo e intervista ad opera di Giusy Elle


giovedì 11 luglio 2019

183. MILF: nati per stupire... finchè i video durano in rete...

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INTRO
I MILF nascono nel 2010 a Pescara e sono Don Alejandro (chitarra e voci) e Carlito (drums), accompagnati per lungo tempo dietro alle quinte da Artista Sadico, loro produttore e fonico, in ultimo anche vocalist, nonché fondatore dell'etichetta indipendente Grammofono alla Nitro, con il quale i due album della band sono stati pubblicati.
Li abbiamo presentati velocemente grazie a una delle prime recensioni di Edp, per il loro Happy Milf (qui), per poi reincontrali in questi spazi due anni e mezzo dopo in occasione dell'uscita del secondo album, God Save the Teen (qui). Oggi è con sommo piacere che vi presentiamo il loro nuovo videoclip "Luke SkyStalker".

Originali ed irriverenti, mescolano sonorità metal, jazzcore e mathrock, in una bella miscela personale, che da subito li contraddistingue. Gli anni passano veloci, loro a volte ci sono, poi spariscono, poi resuscitano come una fenice, ma quando ricompaiono fanno subito parlare di sé. Per la particolarità del suono, per l'esplosiva presenza scenica dei due incappucciati ma indubbiamente anche per il concept su cui si basa tutta la loro iconografia. Il nome del duo, in fondo, la dice lunga sul torbido serbatoio in cui vanno ad attingere... e per chi ancora non conoscesse il fenomeno m.i.l.f., rimando al secondo articolo Edp del duo dove, con simpatica ironia, presentiamo le varie sfaccettature dell'argomento (qui). La loro è comunque un'irriverenza goliardica e provocatoria che fa anche meditare sul fenomeno, ma che non sempre viene capita per quella che è tant'è che...

AGGIORNAMENTI
Dal nostro ultimo appuntamento di fine 2016, i MILF si sono fermati per un anno per cause lavorative ma una volta ritrovati hanno iniziato a rimettere in piedi un live show degno del nome
che portano; erano in tre in quel periodo sul palco: i due Milf e l'apporto alle voci e synth di Artista Sadico. La novità più eclatante di questo duo è che dopo molto tempo in realtà la collaborazione con Artista Sadico viene a cadere e dopo la breve comparsa live in tre, i Milf tornano ad essere a tutti gli effetti il duo delle origini, senza terza figura, nemmeno dietro le quinte. I Milf sono così, un progetto dannatamente interessante quanto sconclusionato, allergico alla scena musicale attuale e in continua mutazione ed imprevedibilità.

In due suonano parecchio, si sono abbinati agli Arto per qualche uscita in comune, hanno cambiato il sound della voce e nel frattempo stanno componendo e registrando i pezzi per il nuovo album, sempre in attesa di un'etichetta importante che creda nel loro progetto. La soluzione, nel frattempo, è quella di pubblicare i nuovi brani sotto forma di singoli con videoclip, e questo è successo già con la prima traccia "The Wedding Party". Breve durata on line per questo video però! Nel giro di pochi giorni viene semplicemente censurato dal web... sopravvivendo soltanto nei suoni... eh sì, perché i Milf amano stupire e provocare, pagandone anche le conseguenze. I contenuti erano abbastanza espliciti e forti, in ogni caso la censura ha le lame sempre affilate e una certa schizofrenia di base, per cui lasciano seni 'innocentemente' scoperti nelle pubblicità di creme rassodanti, in fasce orarie di punta, mentre giocosi riferimenti al sado maso vengono bollati come la più bieca pornografia. Viene richiesto un sottile equilibrio da mantenere, per sopravvivere negli spazi comuni trattando certi argomenti, quello miracolosamente raggiunto da un altro duo provocatorio, a livello addirittura blasfemo, vedi i partenopei The Devils.

Per cui, cari lettori di Edp, avranno imparato la lezione i due Milf con questa seconda clip oppure staranno ancora sfidando le autorità sopravvissute ai tempi dell'inquisizione? Lo saprete soltanto guardando il video di questa loro ballad... subito dopo venite a sentire cosa hanno da dirci in merito Alejandro e Carlito e come hanno risposto alle nostre domande sull'argomento... Buona musica e buona lettura a tutti!

"The Wedding Party", versione oscurata https://www.youtube.com/watch?v=Tm64gAhEOII


Luke SkyStalker" Official Video 

Lyrics

Touch me oh touch me, I think I just want to call.
I'm teasing I'm teasing, I want you so.
I will stab you in the troath.

Touch me oh touch me, I think I just want to call.
You call me you call me, for reason that I don't know,
I don't like you at all…!

What reason, a prison, what reason to love you so.
I want you to know that you're perfect but fuck you goat!!!
I'm coming, I'm coming I can see your dress.
It's stunning, it's shiny, it's all full of stripes.

I know you're my son
die sky by my side
I will cum on your face, dead star anyway.

INTERVISTA
1. Ciao Don Alejandro e Carlito, è passato un bel po' di tempo da quando ci siamo ritrovati in questo salotto ma, come si suol dire, il lupo perde il pelo ma non il vizio... infatti siete sempre alle prese con l'argomento 'pornografia', che vi sta dando anche filo da torcere.
Sì, siamo sempre noi, ci piace stupire e osare, e ci attendiamo di tutto in risposta.

2. Avete sempre detto che la pornografia ormai è un dato di fatto, nel bene e nel male, e che elaborare la sua simbologia per voi è niente più che un gioco, provocatorio, ovviamente. In cosa consistevano le immagini censurate del primo video pubblicato, "The Wedding Party"? Vi aspettavate questa reazione totalitaria? O eravate convinti di aver dosato a sufficienza gli ingredienti tabù?
D: In realtà crediamo sia la pornografia ad elaborare noi. Nel video di “Wedding party” c isiamo spinti oltre la sceneggiatura ed oltre i limiti del legale. Tutte le scene di sesso, didroga e di rapporti criminali non erano simulate... ovviamente ha dato parecchio fastidio a "persone molto pericolose"… adesso vendiamo il video nel deep web ;)
C: Ho seguito e organizzato le riprese personalmente e dentro di me sapevo che avrebbe fatto scalpore na non così tanto. Questo mi conferma il fatto che il lavoro è uscito bene!


3. Con questo videoclip siete andati molto, molto più soft...
D: “Luke SkyStalker” è la nostra 'ballata', ossessiva compulsiva… il videoclip racconta
dell'amore morboso e della dipendenza che tutti, oggi giorno, abbiamo di indossare una
maschera. Siamo stati fin troppo romantici, questa volta!
C: Non abbiamo usato nessuna precauzione per questa nuova uscita... abbiamo semplicemente affidato la canzone ad amici che ci seguono; è la prima volta che cambiamo regista.

4. Infatti, chi vi segue nella registrazione di questi video e come si compone lo staff di attori-attrici che lavorano con voi? Professionisti o amici che amano divertirsi e scherzare?
D: In genere sono amici professionisti del settore che scovano talenti privi di vergogna e li
spingono oltre i limiti. Raramente io e Carlito seguiamo le riprese o recitiamo nei nostri
video.
C: In realtà Don e io compariamo quasi sempre nei video, ma solo per poco e solo di contorno alla storia. A me personalmente capita di seguire le riprese ma tendo a lasciare spazio totale alle persone che collaborano con noi.

5. Parlando ora dei contenuti sonori di questi brani, in fondo la parte più importante di ogni progetto musicale, raccontateci come state ovviando alla mancanza dello storico contributo di Artista Sadico: le voci, i synth e gli effetti sonori...
D: Artista Sadico è stato come un padre per noi, un musicista di altissimo livello che ha
dato un'impronta molto marcata ai nostri lavori. Forse si sbaglia snaturando un po' troppo la
nostra essenza rude e diretta che abbiamo ritrovato adesso che siamo tornati un Duo. Il
disco God save the teen è stato un progetto momentaneo, una collaborazione fra 3 artisti
e rimarrà tale. Nel futuro non si escludono nuovi Featuring…
C: Aggiungo che il ritorno al duo ha aperto le porte ad una nuova piccola sperimentazione, sia tecnica che di effetistica, soprattutto vocale... vi aspettiamo ai nostri live!

6. Bella l'idea di pubblicare i vari singoli, in formato videoclip, prima di raggiungere il numero necessario per completare un album. Anche perché i vostri tempi di composizione sono piuttosto biblici... immagino che non avete idea di quando potrebbe vedere la luce questo terzo album. Avete già deciso il titolo, la struttura, il numero di pezzi e i contenuti? Cosa siete in grado di anticiparci?
C: Per ora siamo un gruppo "libero", nel bene e nel male. Compositivamente Ale eio siamo piuttosto empatici, istintivi e veloci. Le lunghe tempistiche di produzione audio-video derivano dal fatto che collaboriamo con molte persone che credono in noi e lo fanno principalmente per questo motivo, quindi si cerca di rispettare le tempistiche ed il lavoro di tutti. I Milf non siamo assolutamente solo io e Ale... anzi!
D: Salvo proposte di contratto specifiche continueremo con delle "sveltine" in rapida successione ;)

7. Parliamo di etichette, allora... avete sempre atteso una label speciale, prima di pubblicare i vostri album, a costo di attendere anni. Per i vostri due lavori precedenti si è esposta la marchigiana Grammofono alla Nitro, dello stesso Artista Sadico, realtà interessante dell'underground nazionale, ma mi pare di capire che cercavate e ancora cercate qualcos'altro... Nell'ambito sonoro in cui vi muovete vedo tante belle realtà dell'editoria musicale sicuramente disponibili ad appoggiarvi, di certo realtà piccole ma attive, che spesso uniscono le loro forze in una vera e propria cordata. Mai pensato a questa soluzione?
D: Stiamo aspettando da anni questa "CORDATA". Abbiamo sempre avuto un debole per il "BONDAGE".
C: Allora... LA GRAMMOFONO ALLA NITRO è una piccola etichetta di musica advangarde sperimentale pescarese, fondata da Fabio Di Zio ARTISTA SADICO con il quale abbiamo collaborato e prodotto Happy Milf e God Save The TeenDetto questo siamo aperti a cordate Bondage.

Bene, vi auguriamo di riuscire a sopravvivere fino alla pubblicazione dell'intero album prima che veniate banditi per sempre dalla rete. Perché, si sa, bisogna fare 'i bravi bambini' nella versione pubblica ed ufficiale. Se poi il mercato della pornografia è il più proficuo della rete, è un altro discorso, basta non parlarne...
C: Speriamo di arrivare a fine anno, poi si vedrà.Bye Super Giusy!
D: MILF ' EM ALL

Link band 
www.reverbnation.com/milf


DISCOGRAFIA
GOD SAVE THE TEEN 2016, Greammofono alla Nitro Records (NuMetal, Mathrock, Noise, JazzCore, AvantGarde)

1.Barbie the Chubby 2.Rio, Samba, Orgy 3.Cum to Daddy 4.Careful with that Axe -Mickey Mouse 5.Cocks Circus 6.Ninna Nanna per Satana 6.Milf Italia 7.God Save the Teen 8.Porn Flakes 9.Lei tira il cordone del frate 10.Ite o magazu


Qui lo ascolti / Qui la nostra recensione

HAPPY MILF 2011, Grammofono alla Nitro Records (Metal, Jazzcore)

1.Squirt 2.James Bondage 3.Happy Milf 4.Busty Japanese 5.Josè 6.Heather Brooke is my Copilot





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Articolo e intervista ad opera di Giusy Elle